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sabato 20 novembre 2010

ANCORA SENZA RISPOSTE LA VICENDA TINCHI

Mobilitazione generale. Nicola Benedetto sollecita un tavolo di trattative

TINCHI- Avanti ad oltranza. E’ la parola d’ordine dei comitati cittadini a difesa dell’ospedale di Tinchi, almeno fino a quando non perverranno risposte certe sul futuro del nosocomio. Le rassicurazioni di questi ultimi giorni fornite dal governatore Vito De Filippo e dall’ass. Vincenzo Viti che Tinchi non sarà chiuso, non soddisfano i cittadini che reclamano fatti reali e concreti e non più vaghe promesse. L’ospedale non può né deve morire, le sue professionalità ed i suoi primati vanno salvaguardati perché patrimonio di tutta la sanità lucana. La protesta continua, dunque, con i manifestanti che minacciano davvero di festeggiare il prossimo Natale e Capodanno sul tetto più alto dell’ospedale. Dall’incontro-confronto che si è svolto durante la mobilitazione di questa mattina nel piazzale dell’ospedale, alla presenza di scuole, organismi associativi e di molti cittadini, - più gli anziani che i giovani- ci si attendevano risposte certe e finalmente una parola chiarificatrice che purtroppo non c’è stata. E quella che doveva rappresentare una decisa svolta nella controversa e complicata vicenda è diventata presto l’ennesima e semplice fase interlocutoria seppure caratterizzata da qualche momento di tensione e di protesta da parte dei cittadini delusi ed amareggiati. I manifestanti, sostenuti, come sempre, dall’attore Ulderico Pesce hanno ribadito le loro posizioni circa il mantenimento dell’ospedale e della sanità pubblica, contro ogni tentativo di privatizzazione. A fianco dei dimostranti, Italia dei Valori, presente con il sen. Belisario ed il consigliere regionale Benedetto, hanno portato la loro solidarietà ai cittadini in lotta, riconoscendo la legittimità della loro richiesta di mantenimento e rafforzamento dell’ospedale. Nicola Benedetto ha ancora una volta sollecitato l’apertura di un tavolo di trattative per risolvere una volta per tutte il problema Tinchi, mentre dai leader storici della vertenza Domenico Giannace e Nicola Dolce non sono mancate critiche al piano sanitario regionale che deve essere rivisitato, poiché è in gioco la salute dei cittadini e che ignora sistematicamente la petizione di ben dodicimila firme che reclamano il diritto alla salute. Sono mancati purtroppo le istituzioni, i sindaci, gli amministratori. Una assenza grave che è stata prontamente denunciata da Domenico Giannace.

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