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lunedì 29 novembre 2010

Nucleare: sopralluogo Mancusi, Gentile, Viggiano alla Trisaia

Incontro coi vertici Sogin per conoscere piani, programmi e tempi, poi visita agli impianti che contengono i materiali radioattivi

Verificare le condizioni di sicurezza dell’impianto Itrec di Trisaia di Rotondella, ma soprattutto seguire il percorso di smantellamento del sito che non ha, finora, seguito il crono programma annunciato. Sono gli obiettivi del sopralluogo che hanno effettuato questa mattina il vicepresidente e assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Agatino Mancusi, l’assessore alle Infrastrutture e Protezione civile Rosa Gentile e il direttore generale del Dipartimento Ambiente, Donato Viggiano, insieme al sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano, nello stabilimento ora affidato alla Sogin. Prima un confronto con i vertici della società, tra cui il direttore dello stabilimento Eduardo Petagna e quello del decommissioning Emilio Macci, per ottenere notizie e documenti sui piani di sicurezza e sulle procedure di smantellamento del sito, poi una visita all’interno per “toccare con mano” situazioni e procedure e verificare la corretta gestione degli impianti. “Fino ad ora – ha detto Mancusi ai vertici Sogin presentando l’iniziativa – la politica era rimasta un po’ fuori dal cancello, ora, invece, vuole essere in prima fila per seguire da vicino il processo di smantellamento. In quetso senso, la cabina di regia che la Regione ha varato serve a creare un momento di trasparenza per dare serenità alle popolazioni. La politica dimostra di avere interesse, la Sogin dimostra apertura nei confronti di questo nuovo ruolo della Regione e il risultato fa bene alla gente, alla sua serenità. Noi non vogliamo demonizzare o colpevolizzare nessuno, ma avere contezza di quello che avviene sul nostro territorio”. Da parte Sogin è stata mostrata piena disponibilità all’azione della Regione. “A marzo – ha spiegato Macci – abbiamo avuto la visita della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, da aprile l’Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha effettuato qui 43 giornate di controllo, a maggio per 3 giorni un generale della Finanza è stato qui a fare verifiche producendo un verbale di grande dettaglio, ogni anno abbiamo de ispezioni dell’Euratom e da pochi giorni si è conclusa un’esercitazione con i Vigili del Fuoco, ma comunque non giudichiamo negativamente questa ulteriore attenzione della Regione convinti del fatto che sia un nostro dovere e nella consapevolezza che un lavoro sinergico produrrà effetti migliori”. “Vogliamo ottemperare al nostro ruolo – ha spiegato l’assessore Gentile - che non è giudicare o valutare situazioni che non ci appartengono. Lavoreremo con spirito collaborativo, seguendo con attenzione tutte le questioni della sicurezza e i tempi di smantellamento. La gente chiede la nostra attenzione”. Entrando nel merito, la delegazione della Regione Basilicata ha chiesto dettagli e documenti sui piani di sicurezza e notizie sul percorso di decommissioning. I vertici Sogin hanno fornito i piani di sicurezza del sito (l’ultimo è stato rilasciato a ottobre 2008 e ha validità triennale) contenenti tanto l’individuazione delle possibili fonti di rischio che gli effetti che si avrebbero. In proposito, hanno rassicurato che mai potrebbero esserci problemi per l’area esterna all’Itrec. Ciononostante l’assessore Gentile, pur dando atto della qualità delle misure di sicurezza esistenti, ha chiesto di procedere a un ulteriore raccordo nei prossimi mesi con i piani di protezione civile dei centri circostanti, al fine di valutare anche le possibili conseguenze di fattori di rischio esterni all’Itrec (come ad esempio l’esondazione di un fiume) ottenendo disponibilità dalla Sogin. Sul versante del crono programma del decommissioning, l’assessore Mancusi e il direttore Viggiano hanno chiesto dati dettagliati delle diverse matrici (i vari elementi da smaltire) presenti nel Sito. “Vogliamo sapere – ha detto Viggiano – i singoli processi a che punto sono e quali sono i problemi che fino ad oggi non hanno consentito di adempiere allo smantellamento nei tempi assegnati”. I vertici Sogin hanno spiegato di aver praticamente ultimato la gestione dei rifiuti solidi prodotti nello stabilimento (copri-scarpe, guanti e quant’altro può essere entrato in contatto con materiale radioattivo). Di contro, per il così detto “prodotto finito” (i rifiuti liquidi) hanno sostenuto che i ritardi sarebbero da addebitare alla lentezza nei tempi di concessione del via libera da parte degli organismi di controllo. Il progetto per il processo di cementificazione (che serve a stabilizzare il prodotto per un suo eventuale spostamento) è stato inoltrato da Sogin a marzo 2008, ma a fronte del tempo stimato di un anno per concludere l’iter, ad oggi ancora non è stata formalizzata la decisione finale che, a quanto si è saputo da interlocuzioni, sarebbe un’approvazione del progetto con alcune prescrizioni. Sogin, intanto, ha già provveduto a individuare l’azienda che dovrà effettuare le operazioni e ha provveduto a stipulare il relativo contratto. Al termine della operazione dovrebbero essere prodotti circa 180 fusti (manufatti di cemento chiusi in un contenitore di acciaio) da stipare in un apposito capannone di dimensioni decisamente più ampie per consentire tanto la movimentazione dei fusti con un carro-gru, tanto la loro ispezionabilità a 360 gradi. Sulle barre di combustibile irraggiato (quelle del ciclo Uranio Torio, provenienti da Elk River) invece, attualmente sono ancora immerse nella piscina che ne consente l’isolamento sotto acqua (l’acqua fa da barriera naturale alla radioattività) mentre si è in attesa di due contenitori in grado di consentirne l’isolamento a secco. Tali contenitori hanno già ottenuto la licenza di utilizzo in Francia e ora, con una sorta di automatismo, la stessa omologazione dovrebbe essere rilasciata dall’Ispra. In conseguenza, Sogin conta di giungere al rapporto di progetto particolareggiato per la messa in sicurezza di questo materiale entro il primo semestre del 2011. “Ringrazio la Regione per la rinnovata attenzione sulla problematica della presenza nucleare nel nostro territorio – ha detto il sindaco Francamano – e esprimo anche apprezzamento per la Sogin che non nega suo apporto. Dobbiamo riuscire a cogliere l’obiettivo di riportare la zona a “prato verde” e questo deve essere un interesse di tutti”. “Siamo qui nell’interesse delle nostre comunità per assicurarci che tutto venga fatto per bene e nei tempi giusti – hanno spiegato gli assessori Mancusi e Viggiano – ma questo avverrà in spirito di collaborazione. Se, come detto da Sogin, ci sono problemi di lungaggini e autorizzazioni attese che bloccano il decomissioning, noi saremo in prima fila per rimuovere questi intoppi. E proprio per questo continueremo a seguire la questione”. E la Regione, anche attraverso prossime riunioni della Cabina di regia, monitorerà anche il rispetto di progetti e cronoprogrammi illustrati questa mattina.

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