
Le “rassicurazioni” fornite da Vincenzo Viti negli ultimi giorni e nel comunicato diffuso dopo la manifestazione di Tinchi, non rassicurano per niente i manifestanti e i comitati in lotta. Dire che non c’è mai stata l’intenzione di smantellare l’ospedale di Tinchi è come negare il tradimento quando il partner ti ha scoperto a letto con un'altra/o.
E’ talmente evidente che a Tinchi c’è stato e continua ad esserci uno smantellamento che basta farci un salto per vedere che non c’è rimasto quasi nulla.
Il direttore Generale Vito Nicola Attila Gaudiano ha davvero fatto un bel lavoro. Con atti autoritari, con le minacce, con i ricatti al personale, con il mobbing e quant’altro fosse stato necessario alla fine ci è riuscito.
Aveva proprio ragione il PD quando a fine giugno definiva la direzione generale di Gaudiano “una iattura” per il territorio e ne chiedevano le dimissioni.
http://www.pisticci.it/index.php?option=com_content&view=article&id=119%3Ail-partito-democratico-di-pisticci-ritiene-la-chiusura-del-reparto-di-medicina-dellospedale-di-tinc&catid=1%3Anews&Itemid=69
I comitati avevano accettato la proposta del PD di Pisticci e Marconia, oltre a quella dell’amministrazione comunale. In quella proposta c’era in bella evidenza una serie di funzioni che ora sono sparite dal comunicato di Vincenzo Viti consegnato alla stampa subito dopo la manifestazione di sabato. Funzioni come la Day Surgery, il Day Hospital, la One Day Surgery, il Day Service e addirittura l’Hospice che fu una proposta proprio di Viti. I comittai non ci avevano neanche pensato all’Hospice, ma ovviamente accettavano con piacere. Tutte queste funzioni richiedono ovviamente dei posti letto oltre a fisiatria e riabilitazione. Ma di questo non c’è più traccia.
E questo fa arrabbiare soprattutto quelli più vicini al Pd, gli elettori e i simpatizzanti di quel partito. Paradossalmente, ma poi neanche tanto, sono proprio loro a chiedere ai comitati di andare avanti, di non mollare, di prendere iniziative di lotta più eclatanti e forti.
Quel che è certo è che la lotta per ottenere almeno quello che è stato proposto da loro andrà avanti con più vigore e che nuove iniziative a partire da lunedì mattina per impedire lo smantellamento dell'ultimo residuo di attività medico chirurgiche.
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