
Raccolta di firme per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili
Legambiente: “no al nucleare, sì alle rinnovabili per uscire dalla crisi economica e climatica”
Appuntamento a Potenza in Piazza Mario Pagano
Domenica 21 Novembre dalle 10 alle 13
Continua fino al 4 dicembre la raccolta firme per scongiurare il ritorno del nucleare nel nostro Paese e promuovere le rinnovabili. Nel week-end del 6 e 7 novembre sono state raccolte in Italia circa 20 mila firme a sostegno della proposta di legge. Erano circa 30mila quelle già ricevute, l’obiettivo delle 50mila quindi è stato raggiunto ma la sottoscrizione continua quindi con l’obiettivo di arrivare a 70mila firme che verranno poi consegnate alla Camera dei Deputati alla vigilia delle feste natalizie.
Legambiente insieme alle principali associazioni ambientaliste, forze sindacali e personalità del mondo della scienza e della cultura ha costituito un Comitato Nazionale ed elaborato un progetto di legge denominato Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima, per invertire la rotta che sta portando l'Italia fuori dall'Europa.
Il Governo non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire gli obiettivi europei di riduzione dei gas a effetto serra che vincolano gli stati membri a ridurre, entro il 2020, le emissioni climalteranti del 20% realizzando, entro la stessa scadenza, un aumento sempre del 20% sia dell’efficienza energetica sia dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.
Con la proposta di legge di iniziativa popolare il Comitato vuole contribuire alla costruzione di un quadro normativo adeguato e in grado di recepire la direttiva.
La mobilitazione ha l’obiettivo di far compiere al Paese una svolta radicale: sviluppare la produzione di energia in modo pulito, rinnovabile e sicuro. Una scelta che l’Italia deve compiere per eliminare rischi inutili per la salute e per l’ambiente, liberare il paese dalla dipendenza delle fonti fossili e sostenere la ripresa dell’economia e dell’occupazione.
Tutte le previsioni più recenti, benché le cifre non coincidano, concordano nel ritenere il nucleare più costoso del gas, del carbone e dell’eolico. L’agenzia di rating Moody’s, per esempio, ha stimato un anno fa il costo del nucleare in 150 $/MWh, contro i 112 $/MWh del carbone, i 120 del gas e i 125 dell’eolico.
Il nucleare non serve all'Italia. Oggi ancor più di 23 anni fa, il nostro Paese deve puntare sull’informazione e l’educazione al risparmio energetico, sull’efficienza e sulle fonti energetiche davvero pulite e sicure, nel rispetto delle valenze ambientali e storiche dei territori. Questo il messaggio che vogliamo lanciare anche con questa iniziativa.
Nel 1987, l’80,6% dei votanti disse no alla localizzazione delle centrali nucleari in Italia, il 79,7% disse no ai contributi a Regioni e Comuni per la localizzazione delle centrali atomiche, il 71,9% disse no alla partecipazione a progetti di centrali elettronucleari all'estero. Oggi il governo sta smantellando la volontà popolare attraverso provvedimenti che mirano al ritorno al nucleare nel nostro Paese.
Secondo Legambiente, l’Italia deve invece assolutamente accelerare le politiche capaci di spingere l’innovazione energetica e raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e dall’Unione europea per il 2020. Il primo versante è quello dell’efficienza e del risparmio su cui il governo è totalmente latitante malgrado alcuni annunci di Piani nazionali per l’efficienza mai però presentati.
Il secondo versante fondamentale è quello dello sviluppo delle fonti rinnovabili, dove ora occorre recuperare i ritardi accumulati nell’approvazione delle linee guida per i progetti, che hanno comportato incertezza nei tempi e nei modi di applicazione delle norme che avrebbero dovuto disciplinare il settore e pertanto hanno creato disordine nel mercato e danneggiato la filiera industriale. E’ necessario, inoltre, impegnarsi per aiutare la diffusione di un sistema distribuito di produzione dalle energie rinnovabili e dalle più efficienti tecnologie che aiuti i cittadini e le aziende, metta in concorrenza gli operatori, e premi gli interventi realmente sostenibili da un punto di vista ambientale.
A Potenza, i cittadini potranno firmare la proposta di legge presso il gazebo allestito dalla Legambiente in Piazza Mario Pagano Domenica 21 Novembre dalle 10.00 alle 13.00.
La proposta di legge in 10 punti
1- Il Piano energetico ambientale nazionale
Sarà coerente con gli obiettivi europei del 20-20-20 per l’anno 2020 e ne discendono i piani regionali. Il governo presenta ogni anno un rapporto al Parlamento sull’attuazione.
2- Obiettivo 100%
Sostenere la ricerca su tutte le tecnologie energetiche, escluso il nucleare, per centrare l’obiettivo a lungo termine della produzione di energia al 100% da rinnovabili.
3- Rinnovabili e sostenibilità
Si distinguono le fonti rinnovabili sostenibili e non sostenibili. Solo quelle sostenibili (solare fotovoltaico, termico e termodinamico, l’eolico, biogas) possono accedere agli incentivi. Per le altre fonti (idroelettrico, geotermia, biomasse e biocarburanti) occorre la certificazione di sostenibilità.
4- Biomasse a patto che
L’energia da biomassa senza cogenerazione non è sostenibile e pertanto non beneficia dell’incentivazione. Deve inoltre essere prodotta senza ridurre la superficie forestale e agricola, ed è vietata l’importazione da aree sottoposte a deforestazione. Si esclude dall’incentivo l’energia da rifiuti non biodegradabili, a partire dai Cip6.
5- Diritto all’equa remunerazione
Il diritto all’equa remunerazione nasce dal riconoscimento della pubblica utilità delle rinnovabili. Vale il meccanismo del conto energia, inteso come tariffa minima garantita e omnicomprensiva. Fra i criteri lo stimolo della piccola generazione distribuita, dell’innovazione tecnologica e della qualità ambientale degli interventi.
6- Meno burocrazia
Per gli impianti solari termici e fotovoltaici di piccola taglia installati sui tetti, e in assenza di vincoli, è sufficiente una semplice comunicazione al Comune di appartenenza. Gli impianti di piccola taglia, inoltre, non saranno soggetti alla Via a meno che non ubicati in aree di particolare pregio naturale e storico. Per gli impianti a terra fino a 1 MW si richiede invece la Dia e la Valutazione d’incidenza ambientale se in aree protette Sic e Zps.
7- Efficienza pubblica e privata
Si prevede l’erogazione di certificati bianchi, agevolazioni fiscali, contributi in conto capitale e finanziamenti agevolati per realizzare efficienza energetica negli edifici residenziali, nelle amministrazioni pubbliche, negli uffici. Fra le misure, la modifica della normativa condominiale per favorire le decisioni in materia di efficienza nel rispetto dei diritti di proprietà individuale.
8- Biocarburanti
Comprendono anche il biogas, il bio-metano, l’idrogeno e l’elettricità verde utilizzata da ferrovie, metropolitane, tram, filobus e auto elettriche. Sono favorite le filiere locali con priorità per gli scarti di lavorazione agro-industriale e da coltivazione.
9- A tutta rete
Sono favorite le “smart-grid”, i contatori intelligenti e le stazioni di ricarica intelligente delle auto elettriche, oltre al teleriscaldamento e tele-raffrescamento. Per garantire la pubblica utilità nella gestione la società terna spa viene trasformata in Agenzia pubblica.
10- Trasporti intelligenti
Si punta a ridurre la domanda di mobilità automobilistica attraverso una pianificazione urbana integrata e moderna, assegnando la precedenza al trasporto pubblico elettrico e su ferro e alla mobilità pedonale e ciclistica. Fra gli interventi: chiusura di parti crescenti dei centri urbani e incentivazione di mezzi di trasporto a emissioni zero.
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