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mercoledì 26 ottobre 2011

MDC E LEGAMBIENTE PRESENTANO "ITALIA A TAVOLA 2011"


MDC E LEGAMBIENTE PRESENTANO

ITALIA A TAVOLA 2011

VIII° RAPPORTO SULLA SICUREZZA ALIMENTARE

E’ allarme contraffazione. I falsari del cibo colpiscono made in Italy e qualità
In Italia oltre 430mila tra controlli e operazioni a tutela del consumatore
MDC e LEGAMBIENTE: servono pene più severe e un ripensamento della governance in materia di sicurezza alimentare





Vini blasonati, pomodori “San Marzano”, mozzarelle di bufala campana Dop, olio extra vergine “deodorato” e Panettoni e Colombe falsamente artigiani. A colpire il cuore della cucina italiana sono le contraffazioni e sofisticazioni di chi sa come dietro questa attività criminale si celi un vero e proprio business che vale oro.
Basti pensare al valore di singole operazioni:



10 milioni di euro

olio vergine di oliva o addirittura lampante (e quindi non commestibile) spacciato per extra vergine



7 milioni di euro

sequestro di 100 hl di prodotti vinosi illecitamente qualificati come “Amarone” e “Valpolicella Ripasso” 

4 milioni di euro
450 mila chilogrammi di olio extravergine di oliva “deodorato”



3,4 milioni di euro

vini di qualità prodotti in regioni determinate e IGT e dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG) contraffatti



391mila euro

doppio concentrato di pomodoro confezionato con etichette attestanti indebitamente l’origine italiana
Italia a Tavola 2011, il rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente giunto ormai alla sua ottava edizione, lancia quest’anno l’allarme contraffazione. Un fenomeno che dall’italian sounding ai taroccamenti dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG) i “falsari” del cibo trovano terreno fertile in un sistema che si evolve anche sui nuovi media come internet. Non mancano, infatti, le frodi on line come il ritrovamento di Gorgonzola, Taleggio e Grana D.O.P. contraffati e venduti sul web da alcune ditte.
Tante le notizie di frodi, contraffazioni e sofisticazioni che ci farebbero passare l’appetito se non fosse che i controlli delle forze dell’ordine hanno evitato che arrivassero sulle nostre tavole 36 milioni di chilogrammi e più di 18 milioni di litri di prodotti contraffatti o in cattivo stato di conservazione solo nel 2010.
Ogni giorno gli istituti preposti restituiscono all’agroalimentare la sua credibilità passando al setaccio produttori, allevatori, trasformatori, supermercati, negozi e ristoranti. Ma anche mercati rionali, pescherie, stabilimenti balneari, campeggi, villaggi turistici, bar e agriturismi. Solo nel 2010 sono stati effettuati più di


430mila controlli






Dall’Agenzia delle Dogane ai Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), ai Carabinieri per le Politiche Agricole e Alimentari. Dalle Capitanerie di Porto al Corpo Forestale all’Ispettorato ai Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione ed i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L. e Laboratori pubblici che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Il Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente ringraziano il lavoro svolto da tutti gli istituti preposti al controllo ricordando che in tema di governance della sicurezza alimentare in Italia c’è ancora molta strada da percorrere al fine di garantire il massimo livello di tutela della salute del cittadino.
Nel Paese che ha lottato per ospitare l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) siamo ancora bloccati su vecchie impostazioni, attribuzioni, competenze che dimostrano tutti i loro limiti ogni volta che c’è una crisi di sicurezza per l’alimentazione. Così è stato per l’influenza aviaria, così è stato per le mozzarelle di bufala contaminate o contraffatte, giusto per citare gli ultimi casi. Col risultato che gli italiani vengono a sapere delle emergenze alimentari prima dei giornali, dalla tv o magari dalle associazioni consumatori. Crediamo che vada riaperta la questione dell’Agenzia nazionale, senza anacronistiche gelosie e concorrenze. Per intervenire con rapidità, per dare un senso alla molteplicità di soggetti che effettuano i tantissimi controlli, per dare efficacia all’informazione, per dare sicurezza ai cittadini che spesso non sanno a chi rivolgersi quando cercano informazioni.
Bisogna uscire da questa paradossale impasse: da una parte l’agroalimentare è uno di quei settori su cui puntare per rilanciare lo sviluppo del nostro Paese, in particolare sulla tutela del made in Italy e della "buona" Italia, dall'altra è proprio in questo settore, così delicato per la salute dei cittadini, che ogni giorno si svolge una vera e propria battaglia tra forze dell'ordine e criminali senza scrupoli. Dobbiamo impegnarci sempre di più nella diffusione e nella promozione delle buone pratiche agricole e della etichettatura completa e trasparente. Dobbiamo poi assolutamente pretendere che l'EFSA inizi finalmente a svolgere il suo ruolo di tutela della sicurezza alimentare a livello europeo e che in Italia si possa, superando ostacoli e timidezze, arrivare a un coordinamento efficace delle attività di prevenzione e controllo.
Sono sempre le frodi, i sequestri, le sofisticazioni e gli inganni a far notizia. Ma le buone notizie nell’agroalimentare ci sono e anche quest’anno Italia a Tavola le vuole raccontare. Abbiamo così scelto solo alcune esperienze del nostro Paese che abbiamo avuto la fortuna di conoscere grazie al nostro lavoro a tutela dei consumatori e dell’ambiente. D’altra parte il mondo agroalimentare italiano è sempre più ricco di esempi di buone pratiche ispirate ai principi della genuinità, della qualità e della sostenibilità ambientale. L’auspicio del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente è proprio quello che da questo riconoscimento nascano dei modelli da seguire quali testimonianze di come la qualità e la sostenibilità siano non solo conciliabili con gli obiettivi economici ma anche dei veri e propri propulsori.

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