
Prendendo spunto dalle proteste popolari per gli ospedali di Tinchi e di Stigliano il Gruppo Consiliare Regionale ed il Coordinamento Politico Regionale del Popolo della Libertà hanno avviato un’intensa serie di iniziative per tutelare il diritto alla salute nelle zone interne e nei comprensori che sono stati da sempre caratterizzati da presidi ospedalieri.
Essi hanno presentato una mozione nella quale si denuncia quanto segue:
1. Il carattere vetusto e l’inattualità del Piano Sanitario Regionale che risale al 1996 e necessita di essere riscritto e riapprovato.
2. La scorrettezza delle aziende sanitarie che nel tempo hanno modificato l’impianto del Piano esistente (approvato con Legge Regionale) con atti amministrativi dei Direttori Aziendali di fatto smobilitando i piccoli ospedali senza avviare un’opera seria di riconversione e rilancio.
3. Lo spreco di risorse con lavori negli ospedali di Tinchi e di Stigliano che, alla luce degli ultimi atti aziendali di smobilitazione e dismissioni, non serviranno più a niente.
4. La necessità di introdurre nel sistema sanitario della Basilicata il concetto di Ospedale di Montagna.
L’Azione politica del Popolo della Libertà di Basilicata ha avuto successo:
1. poiché questa azione ha spaccato il centrosinistra con alcue sue componenti schierate contro l’Assessore Martorano;
2. poiché in ottobre le commissioni consiliari regionali cominceranno a discutere e predisporre il nuovo Piano Sanitario Regionale.
OVVIAMENTE NON BISOGNA ABBASSARE
Circolo Popolo della Libertà di
STIGLIANO
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