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venerdì 30 settembre 2011

Franco Palumbo lascia per sempre gli amici de La Scaletta



Ha lasciato per sempre gli amici del Circolo la Scaletta, Franco Palumbo. Il presidente e socio fondatore dell’associazione culturale materana si è spento questa notte, all’età di 80 anni. 
Una grave malattia lo ha sottratto ai suoi cari e alla comunità materana. 
Personalità di grande spessore umano e culturale, a Franco Palumbo la città di Matera riserva un ultimo sentito omaggio: il sindaco Salvatore Adduce in accordo con i familiari e la Soprintendenza ha voluto che la camera ardente fosse allestita nella chiesa della Madonna del Carmine a Palazzo Lanfranchi. Nella chiesa di piazza Ridola si potrà salutare Franco, fino alle 10 di domani – sabato 1 ottobre – quando si svolgeranno le esequie nella parrocchia di San Rocco in via Lucana.
Di Franco Palumbo (Matera 16 novembre 1930 – 30 settembre 2011) la città e gli amici del Circolo La Scaletta ricorderanno sempre la grande disponibilità e generosità e il profondo legame che lo ha unito alla sua terra.
La vivacità intellettuale e la passione per le arti visive che lo hanno contraddistinto, ne hanno fatto un protagonista della vita culturale materana. Presidente per tre mandati del Circolo La Scaletta (nel 1963, nel 1977 e nuovamente dal 5 maggio 2011) che aveva contribuito a fondare, presidente per sei anni del Comitato per i festeggiamenti di Maria Santissima della Bruna, presidente del Club Rotary nel 1997 - ’98 e Console emerito del Touring, Franco Palumbo è stato instancabile animatore di eventi culturali, tra cui, solo per citare gli ultimi realizzati in collaborazione con la Soprintendenza di Matera, la mostra sulla tradizione della cartapesta e sul carro trionfale di cartapesta esposto a Torino, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’ Italia, e la mostra “Il giacinto allegro – Arte e vita” dedicata all’amico pittore Luigi Guerricchio.
“Con Franco ci conoscevamo dalle scuole elementari – ricorda l’amico fraterno Michele De Ruggieri – la sua non è stata un’infanzia facile. Il padre ebbe un grave incidente e lui, sin da giovanissimo, lo affiancò nell’officina meccanica dello stabilimento Cappelluti. Lavoro e organizzazione li ha appresi lì, più tardi lavorò alla costruzione della diga di San Giuliano. Facendosi apprezzare dalla ditta che costruiva la diga che gli propose di lavorare con lui. Ricordo che aveva già preparato le valigie, ma la mattina della partenza arrivò la lettera di assunzione all’Inam. Fummo tutti felici, Franco restava con noi a Matera”.
Appassionato di teatro, Palumbo con Lucio Marconi aveva creato un gruppo di filodrammatica nella parrocchia di San Giovanni. Fu tramite il teatro, prima attività di quei ragazzi che nel 1959 fonderanno il Circolo La Scaletta, che Palumbo ritroverà Michele, Teresa e Raffaello De Ruggieri e il gruppo di amici poi diventato la massima espressione dell’associazionismo culturale lucano. 
Il piccolo teatro di Matera, come allora ci chiamavamo – prosegue Michele De Ruggieri -,  doveva allestire il miracolo di Manzoni e chiedemmo a Lucio e a Franco di collaborare con noi. Da quell’esperienza teatrale, il gruppo si consolidò fino a far nascere, nel 1959, il Circolo La Scaletta. E sin da subito Franco si prese l’incarico di seguire il settore arti visive e di mantenere i rapporti con artisti, collezionisti e galleristi. Con la sua grande carica umana ha permesso al Circolo di coltivare rapporti di amicizia con tantissimi artisti a cominciare da Luigi Guerricchio e Lucio Del Pezzo, che fu nostro ospite nel 1960 per un anno e mezzo”.
E’ degli anni ’70 l’amicizia con l’artista e esule spagnolo José Ortega, con cui organizzò una settimana di incontri aperti al pubblico con esponenti della cultura spagnola e della resistenza come il poeta Rafael Alberti Morello e la Pasionaria, al secolo Dolores Ibárruri Gómez.
Negli anni ’80 inizia per La scaletta l’avventura de Le Grandi Mostre nei Sassi, ed è Franco Palumbo che con Giuseppe Appella ha grande parte nell’organizzazione di queste antologiche e nei rapporti con il mondo della cultura.
“Franco era attento al bello che lo circondava – afferma Michele De Ruggieri – sapeva apprezzarlo e tradurlo sia nei suoi quadri che nelle sue poesie. Vanni Scheiwiller, l’editore di libri d’arte, lo ha letteralmente perseguitato perchè avrebbe voluto pubblicare le poesie in vernacolo materano scritte da Franco.  Ogni volta che l’umiltà di Franco gli rifiutava la pubblicazione Vanni ripeteva incredulo: “C’è gente che mi insegue per pubblicare con me e l’unica persona a cui io chiedo di permettermi la pubblicazione delle sue poesie, me la rifiuta”.
“Un amico e compagno di tutta l’esperienza de La Scaletta, Franco che mancherà a tutti noi – conclude Michele De Ruggieri – una persona mite, con il grande dono di saper mediare e di saper coinvolgere quanti lo circondavano in tantissimi progetti, ma il merito più grande che dobbiamo riconoscergli è di aver saputo trasmettere i suoi valori e passioni ai figli Angelo, Giuseppe e Silvia ed anche ai tanti giovani che hanno frequentato e che frequentano La Scaletta”.  

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