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venerdì 18 maggio 2012

Mini titoli di stato usati come seconda moneta


SPENDING REVIEW ANCHE SUGLI INTERESSI DEL DEBITO PUBBLICO

Mini titoli di stato usati come seconda moneta

Leggendo attentamente la spending review del ministro Giarda ho riscontrato un punto debole. Tutti i capitoli di spesa prevedono una riduzione dei costi negli anni, tranne quello che riguarda la spesa sul tasso d'interesse pagato dall'Italia sul debito pubblico (70,3 miliardi) che addirittura è previsto in forte aumento.
Descrivo la mia proposta per diminuire anche la spesa sugli interessi del debito pubblico tramite la polverizzazione del debito usato come seconda moneta di scambio.
Alle prossime scadenze di titoli di stato occorre emettere dei micro titoli BTP al portare (scadenza 3/5 anni) del valore di 50, 100, 200 e 500 euro ad un tasso fisso del 2%. Questi titoli di stato verrebbe immessa nel mercato italiano tramite il pagamento di parte una parte delle pensioni degli italiani (237 miliardi in un anno), una parte tramite il pagamento degli dipendenti dei pubblici (122,1 miliardi in un anno) e una parte per pagare i fornitori della pubblica amministrazione.
I mini titoli di stato al portatore, con apposito decreto del Governo, verrebbero parificati alla moneta contante (crediti garantita dalla Stato) da utilizzare quotidianamente per gli acquisti: dal pagare il pieno di benzina, alla spesa al supermercato, dal pagare il dentista, all'acquisto del televisore... i titoli, in questo modo, sarebbero di fatto la seconda moneta di scambio nel paese.
Per i cittadini non cambierebbe assolutamente nulla; avere una banconota da 100 euro o un micro titolo di stato al portatore, dello stesso valore, sarebbe la stessa cosa, anzi ne trarrebbe addirittura un vantaggio individuale ed uno collettivo.
Il vantaggio individuale è che il micro titolo, man mano che si avvicina alla scadenza matura il suo tasso d'interesse fisso del 2% e, uno dei tanti utilizzatori, potrebbe decidere di tenerlo fino alla scadenza per percepire l'interesse; avere una banconota in tasca per anni non darebbe nessun vantaggio.
Il vantaggio collettivo sarebbe che miliardi di titoli di stato non verrebbero immessi sul mercato oggi influenzato dalla speculazione internazionale e dalle oscillazioni dello spread. La differenza tra tasso fisso del 2% ed il quasi 6% di oggi del mercato, sarebbe il risparmio che gli italiani avrebbero; miliardi di interessi destinati alla crescita del paese e alla riduzione del debito.  Su una polverizzazione di un quarto del nostro debito pubblico diluito come contante per gli italiani in un anno farebbe risparmiare circa 11 miliardi.
Ministro Giarda e dottor Bondi facendo così si applicherebbe anche la spending review sulla spesa più grossa e più assurda che noi italiani paghiamo, quella della speculazione internazionale sugli interessi del debito pubblico.
Donato Vena (Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani di Reggio Emilia)
cell. 328/4324254

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