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lunedì 10 ottobre 2011

Fenice: Elisabetta Zamparutti interroga i Ministri dell’Ambiente e del Lavoro


Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro del Lavoro
Premesso che:
nella notte tra sabato 1 e domenica 2 ottobre, presso l’inceneritore Fenice hanno preso fuoco alcuni contenitori di solventi chimici che contenevano rifiuti speciali provenienti dalla Sata;
sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed il gruppo di intervento NBCR , la speciale squadra specializzata in incidenti che coinvolgono sostanze chimiche, biologiche e radiologiche.
secondo i primi accertamenti le cause sembrerebbero accidentali attribuibili forse ad un processo di autocombustione;
sia le centraline della stessa società esercente l’inceneritore, Edf Fenice, che quelle dell’Arpab avrebbero fornito, a detta dei tecnici regionali, dati rassicuranti sulla qualità dell’aria;
tuttavia questo è il quarto processo di combustione e si temono danni strutturali all’impianto che già in passato avevano causato inquinamento della falda acquifera dell’appennino lucano, impianto che risulta privo di ogni sistema di sicurezza idoneo a contenere le perdite;
a seguito dell’incidente verificatosi presso l’inceneritore Fenice il Sindaco di Melfi, Livio Valvano, ha chiesto alla locale Procura il sequestro dell’insediamento industriale della EDF, pur essendo obbligato del blocco di tutte le attività dell’inceneritore e allo svuotamento delle vasche di stoccaggio dei rifiuti;
in un’intervista rilasciata dal Sindaco di Melfi Livio Valvano a Maurizio Bolognetti, si apprende che l’incendio si è propagato anche fuori dallo stabilimento e che le emissioni in atmosfera non sono state tutte assorbite dal forno rotante come è stato detto. In particolare a questo proposito il sindaco riferisce di un’intera parete dello stabilimento annerita;
il sindaco Valvano riferisce anche di un’ipotesi di ritorno di fiamma dal forno dove sono custoditi nelle vasche rifiuti pericoli e denuncia, ad ulteriore riprova di un malfunzionamento dell’impianto, il fatto che il sistema di video sorveglianza, che pure coprirebbe le aree in cui si è sviluppato l’incendio, non funziona e dunque non registra alcuna immagine;
la stessa Edf ha progettato un sistema di barriera idrica per la messa in sicurezza che però appare, a giudizio degli interroganti, non idonea a far fronte ai pericoli connessi allo stabilimento;
si chiede di sapere:
se quanto riferito in premessa corrisponde al vero;
quali iniziative si intendono promuovere per verificare che l’incendio non abbia prodotto danni che possano favorire un ulteriore rilascio di sostanze inquinanti in falda;
quali iniziative, nelle more da parte del Sindaco dell’adozione di una ordinanza che disponga l’immediata sospensione delle attività, si intendono promuovere in tal senso;
quali iniziative si intendono promuovere per assicurare la totale sicurezza dell’impianto anche nell’interesse dei lavoratori.

Elisabetta Zamparutti, Deputata radicale

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