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venerdì 18 maggio 2012

LAVORO, GIORDANO (UGL):”QUALCOSA DEVE CAMBIARE”.

“Si facciano sacrifici seri in Basilicata con zero privilegi se veramente vogliamo creare un punto di partenza per risollevare la regione in questo momento difficile con il sistema pubblico e privato al collasso. Il mondo del lavoro non ce la fa più, tante famiglie sono disperate, almeno un membro del nucleo licenziato invoca di voler tornare a lavoro”. E’ quanto dichiara il segretario regionale dell’UGL Basilicata metalmeccanici, Pino Giordano.
“Dalle scelte fatte sul Patto di Stabilità 2012, sono tante le aziende che in questo momento di crisi non possono accettare che la Regione decida delle priorità di pagamento a discapito di migliaia di imprese che vantano notevoli somme di denaro per lavori già eseguiti. Per l’UGL Basilicata è incalcolabile il danno che si và a creare ad un’azienda nell’attendere il suo credito riscosso dopo un anno, così non si applica un piano di aiuto bensì, un piano di morte certa dell’attività. La politica Lucana, in questo particolare momento storico negativo del nostro territorio – prosegue il sindacalista – non deve pensare a tessere e consensi, deve fare delle scelte a favore del sistema produttivo imprenditoriale il quale oggi è letteralmente in ginocchio. La situazione è grave, va obbligatoriamente cambiato atteggiamento verso i Lucani, esistono innumerevoli aziende che hanno chiuso per fallimenti lasciando il personale a terra, a vivere solo di ammortizzatori sociali che deve rendere l’idea di quale forte disagio possa recare ad un padre di famiglia nel dover vivere, unitariamente alla sua famiglia, con 400 euro al mese. E’ disperazione – conclude il segretario regionale dell’UGLM, Giordano -, qualcosa deve cambiare, in Basilicata è rimasto veramente poco: senza la SATA o senza i fondi del petrolio sarebbe un disastro. Il popolo Lucano è arrabbiato perché è senza lavoro in una Basilicata caratterizzata da contraddizioni essendo essa, tanto ricca quanto povera con le sue risorse naturali del territorio, petrolio-acqua-turismo-agricoltura: doveva essere tra le regioni più ricche mentre ora giace tra quelle più povere d’Italia”.

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