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sabato 8 ottobre 2011

ALLUVIONE 2 MARZO, COLDIRETTI BASILICATA INCONTRA I SINDACI ED I PARLAMENTARI LUCANI




Venerdì 7 Ottobre alle ore 18:30 presso l’Hotel Palatinum a Metaponto (SS 106 KM 449.300) Coldiretti Basilicata ha organizzato un tavolo di lavoro  con le Istituzioni per fare il punto della situazione sulle azioni messe in campo a favore di aziende agricole, infrastrutture e imprenditori agricoli colpiti dall’alluvione del 2 Marzo e discutere delle mosse ancora da fare per accelerare la definitiva soluzione del problema. Hanno partecipato all'incontro: Piergiorgio Quarto e Giuseppe Brillante, Presidente e Direttore Coldiretti Basilicata, i dirigenti Materani dell’Organizzazione agricola, i parlamentari lucani Maria Antezza, Filippo Bubbico, Carlo Chiurazzi e Cosimo Latronico, il Presidente Anci Basilicata, Vito Santarsiero, il vicepresidente della provincia di Matera Giovanni Bonelli e i Sindaci dei comuni alluvionati, Montescaglioso, Pisticci, Scanzano, Rotondella, Craco, Bernalda, Policoro.  Aprendo i lavori, Piergiorgio Quarto ha illustrato le delibere che, dopo una stretta collaborazione tra il dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata e Coldiretti Basilicata sono state emanate in favore delle aziende colpite dall'alluvione: 4 bandi per un totale di 4,5 milioni di euro di cui 2 provvedimenti a favore delle aziende zootecniche,1 a favore dei Consorzi di Bonifica e 1 per il settore ortofrutticolo. Inoltre Coldiretti Basilicata ha fortemente combattuto ed ottenuto che venisse attivata, per la prima volta in Basilicata, la misura 126 (“Recupero del potenziale di produzione agricola danneggiata da disastri naturali e introduzione di adeguati strumenti di prevenzione” ) del PSR (Piano Sviluppo Rurale). È stata illustrata ed integrata, poi, la bozza di documento che, in accordo anche con le altre organizzazioni di categoria che 360 giorni l'anno si occupano dei problemi dell'agricoltura con una presenza qualificata e capillare su tutto il territorio regionale, verrà presentata al governo Regionale. Tre le azioni immediate da mettere in campo per una repentina soluzione del problema:
Accelerare la nomina del Commissario Straordinario con un'azione parlamentare bipartisan: l'OPCM (Ordinanza Presidenza Consiglio Dei Ministri), è necessaria per sbloccare i 7milioni di euro messi a disposizione dalla Regione e i 7 milioni di euro stanziati dal Governo Nazionale e dare il via alla fase operativa.
Stabilire un piano di intervento efficace affinchè si tuteli il presidio produttivo: vista l'esiguità delle risorse, bisogna, con la supervisione del Commissario straordinario e la collaborazione dell'Anci e dei Sindaci del territorio, stabilire le priorità d'intervento, definendo le aree e le modalità. Urge mettere in sicurezza gli alvei dei Fiumi Bradano e Basento, pulire i letti, rinforzare gli argini, ripristinare strade rurali dismesse affinchè sia garantito il presidio produttivo e l'attività agricola. Una nuova alluvione, potrebbe definitivamente spazzare via le aziende agricole.  È doveroso, in questa fase, applicare la Legge di Orientamento, che prevede la stipula di contratti di manutenzione del territorio tra enti locali e imprese agricole. Sono proprio gli imprenditori agricoli, da sempre custodi morali del territorio, i primi ad essere interessati che il territorio venga salvaguardato.
Snellire la burocrazia ed agevolare l'accesso al credito delle imprese agricole: a 7 mesi dall'alluvione, nonostante gli atti amministrativi, gli imprenditori agricoli non hanno avuto materialmente nemmeno un euro. Non appena verrà nominato il commissario straordinario e i fondi saranno svincolati dal patto di stabilità, è necessario prima di tutto lavorare sulla misura 126, superando i cavilli imposti dalla UE. È giusto che agli imprenditori agricoli che hanno investito, indebitandosi, per ripristinare la loro azienda prima dell'uscita del bando, sia corrisposto l'aiuto dovuto. Non si possono penalizzare coloro i quali si sono rimboccati le maniche per ripartire. Bisogna anche lavorare urgentemente affinchè le famiglie possano rientrare nelle case ancora dichiarate inagibili dagli atti di sgombero. Per il rilancio del settore primario, poi, è necessario predisporre un fondo adeguato che serva a fornire le garanzie necessarie tramite i Cofidi agricoli per consentire alle imprese di poter accedere al sistema creditizio ed aumentare la liquidità in modo da riprendere l’attività produttiva. 

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