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lunedì 11 luglio 2011

Acquedotto Lucano:approvazione consuntivo 2010



L’ASSEMBLEA DEI SOCI APPROVA ALL’UNANIMITA’ IL BILANCIO CONSUNTIVO 2010 
E LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DI ACQUEDOTTO LUCANO 


L’assemblea ordinaria dei soci di Acquedotto Lucano questa mattina ha approvato all’unanimità il bilancio 2010. All’assemblea hanno partecipato il Presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo e i sindaci in rappresentanza del 80,94% del capitale sociale di AL. 

L’utile di esercizio ammonta a 1.213.709 euro. Risultato mai raggiunto e che consente di abbattere per pari importo le perdite degli esercizi precedenti. 
In particolare, nell’esercizio 2010 sono stati realizzati ricavi della gestione caratteristica per 52.018.359 euro che si riferisce principalmente alla gestione del servizio idrico integrato ossia ai ricavi da utenze per 48.016.366 euro (valore determinato a fronte di 38.474.903 metri cubi di acqua erogati). Il valore della produzione operativa complessivamente ammonta a 67.191.527 euro con un incremento di 1.696.359 euro rispetto all’esercizio precedente (+2,59%).

Una delle note positive in bilancio è certamente il risparmio energetico registrato. Nel 2010 sono stati attivati i primi progetti finalizzati al risparmio energetico. Una delle principali voci di spesa per Acquedotto Lucano è, infatti, rappresentata dai costi energetici sostenuti per il funzionamento degli impianti indispensabili alla gestione del servizio idrico integrato. I dati ad oggi disponibili, nonostante la presa in gestione dei potabilizzatori di Masseria Romaniello e Montalbano Jonico nonché dell’impianto di sollevamento del Camastra sia avvenuta nel 2010, mostrano già una leggera diminuzione dei consumi energetici e dei relativi costi. 

La sottoscrizione di un’intesa preliminare con la Società Energetica Lucana ha consentito la individuazione dei siti per la realizzazione di circa 40 impianti fotovoltaici, la relativa progettazione preliminare e l’implementazione di un sistema che consentirà nei prossimi mesi la realizzazione degli impianti mediante un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro, di cui circa 9 milioni mediante l’utilizzo dei fondi Fesr 2007-2013 e circa 6 milioni mediante risorse della Società Energetica Lucana. Risultato previsto: risparmio annuo di circa 1.200.000,00 euro sui costi energetici. 

Tra gli eventi più importanti da ricordare del 2010, senza dubbio la conclusione delle trattative con Acquedotto Pugliese Spa per la gestione degli impianti di potabilizzazione dell’acqua degli invasi. Nel marzo 2010, la sottoscrizione dell’accordo con Acquedotto Pugliese Spa, di concerto con la Regione Basilicata e la Regione Puglia, ha condotto finalmente al completamento della gestione unitaria del ciclo integrato dell’acqua che prevede la gestione da parte di Acquedotto Lucano Spa dei due potabilizzatori situati nella regione, Montalbano Jonico e Camastra. Traguardo che consente l’ottimizzazione della gestione del servizio idrico integrato, la riduzione dei costi sostenuti fino ad oggi ma anche il riconoscimento a favore della Regione Basilicata di una somma a titolo di compensazione per l’utilizzo dell’impianto di potabilizzazione del Pertusillo da parte della Regione Puglia. L’accordo sottoscritto con Acquedotto Pugliese S.p.A. ha modificato anche l’assetto gestionale ed economico di Acquedotto Lucano con l’assorbimento di 37 lavoratori già dipendenti dell’Acquedotto Pugliese S.p.A. Va detto che a fronte dei maggiori costi conseguenti a tale internalizzazione è stato riconosciuto, a titolo di compensazione, un contributo annuo di Aqp di 2,5 milioni di euro, ridotti a 2,1 milioni per il solo 2010. 

La presa in gestione dei due potabilizzatori ha fatto sì che le attività di controllo eseguite nei laboratori della Vigilanza Igienica avessero ad oggetto l’intero ciclo dell’acqua, dalla captazione al trattamento, all’accumulo, alla distribuzione e allo smaltimento delle acque. Sono circa 7.000  le analisi eseguite ogni giorno sull’intero ciclo delle acque, dal prelievo da invasi, pozzi e sorgenti, ai vari stadi di trattamento degli impianti di potabilizzazione, ai punti di erogazione dell’acqua potabile nelle reti di distribuzione dei comuni serviti, e infine all’ingresso e all’uscita degli impianti di depurazione delle acque reflue.


È stato, inoltre, implementato il sistema informativo integrato per consentire una maggiore e tempestiva ottimizzazione della gestione del servizio, è stato completato il primo modulo del sistema informativo territoriale (Sit) per la rilevazione e il monitoraggio di tutte le infrastrutture e sempre nel 2010 è stato ingegnerizzato il software di gestione per la rilevazione dei consumi delle oltre 270mila utenze. 

Un grande lavoro sottolineato anche dal presidente della Regione, De Filippo che, intervenendo in conclusione dell’assemblea, ha rivendicato la scelta fatta dalla Basilicata di mantenere la gestione pubblica dell’acqua grazie alla innovativa formula di una società in house interamente pubblica. De Filippo si è anche soffermato sulla difficoltà di gestire il servizio idrico in una regione a bassissima densità demografica e con un complicato rapporto tra demografica e geomorfologia, concludendo che i risultati conseguiti da AL rappresentano una sfida vinta. 



MITIDIERI: BILANCIO IN ATTIVO E CONTINUIAMO AD INVESTIRE


“Il dato più significativo che emerge dall’ultimo triennio di gestione non è tanto la chiusura del bilancio in positivo, quanto piuttosto, il fatto che si è delineato un trend che ci fa guardare con minore apprensione agli anni a venire”. Lo ha dichiarato il presidente di Acquedotto Lucano SpA, Egidio Mitidieri, nel corso del suo intervento all’assemblea degli azionisti.

“Gli ultimi tre esercizi di gestione – ha detto Mitidieri - hanno registrato il conseguimento di un risultato positivo che ha consentito di ripianare, in parte, le perdite pregresse attribuibili alla fase di start up della società con il conseguente miglioramento della situazione patrimoniale della stessa. Vi è un’ulteriore forte motivazione che consente di ribadire, in maniera seria e consapevole, le ragioni di un impegno teso a rendere più solide le basi su cui poggia la gestione ‘pubblica’ dell’acqua. Non trascurabile, infatti, è il legame tra Acquedotto Lucano e il territorio. Basti pensare agli investimenti di circa 300 milioni di euro che negli ultimi sei anni sono stati realizzati per l’ammodernamento delle reti e degli impianti  esistenti e per la creazione di nuove infrastrutture. E’ di tutta evidenza, che un simile dato comporta effetti diretti sull’economia, tanto che la Banca d’Italia è dell’avviso che sia proprio Acquedotto Lucano a trainare il settore edile in Basilicata. Né si può trascurare il valore aggiunto trasferito nella remunerazione ai 400 dipendenti ed ai benefici che il sistema idrico integrato arreca all’indotto dei fornitori, degli appaltatori e degli altri soggetti che, a vario titolo, hanno rapporti con il gestore.  A tal proposito, la continua ricerca di idonea provvista finanziaria ha consentito, alla società, nel corso degli ultimi anni, di abbattere sensibilmente i debiti nei confronti dei fornitori, immettendo in tal modo liquidità nel sistema,  riducendo i termini di pagamento grazie anche all’incasso di crediti commerciali”.


Il presidente di Acquedotto Lucano ha poi sottolineato come “la messa a regime dell’emissione massiva delle bollette e l’intensificazione dell’attività di recupero crediti che ha consentito, per la prima volta, una riduzione significativa della voce ‘crediti’ riportata nel bilancio della società”.

Un riferimento, infine, all’adeguamento del modello organizzativo, “volto a rendere più efficiente ed efficace l’attività di gestione del servizio idrico integrato attraverso il metodo della condivisione, pur nel rispetto dei ruoli, delle scelte strategiche riguardanti le politiche del personale, con le organizzazioni sindacali. Questa opzione di fondo è stata e resta ancorata ad un ineludibile dato: la gestione del servizio idrico integrato, cioè di un servizio che risponde ad esigenze primarie della comunità, prima ancora che su mezzi e strumenti anche innovativi, si regge sugli uomini e sulle donne che lo espletano, e dunque sulla loro intelligenza, sulle loro motivazioni, sullo spirito che giorno dopo giorno li anima”. 



ACQUEDOTTO LUCANO IN SINTESI

Acquedotto Lucano, società per azioni a capitale interamente pubblico, dal 2003 gestisce il Servizio idrico integrato in Basilicata: dal prelievo alle sorgenti, al trasposto attraverso gli acquedotti e la rete idrica, alla distribuzione nelle abitazioni, fino alla depurazione negli impianti di trattamento. L’area gestita, comprende 131 comuni, 591.338 abitanti, 266.720 utenti e circa 14.000 chilometri di reti idriche e fognarie vale a dire la stessa lunghezza del diametro della Terra o ancora gli stessi chilometri con i quali non solo è possibile collegare tutti i comuni della regione,  ma sarebbe possibile addirittura coprire l’intera distanza che separa la Basilicata dalla Cina. 
AL è passato da un capitale sociale iniziale di 454.727,00 euro ad un capitale sociale attuale di 21.573.764,00 euro, ha circa 400 dipendenti, 6 centri operativi e 16 uffici di zona. Gestisce 181 impianti di depurazione, 66 pozzi, 539 sorgenti, 181 impianti di depurazione, 142 impianti di sollevamento idrico, 93 impianti di sollevamento fognario e 845 serbatoi. 

















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