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giovedì 21 luglio 2011

Incendio Bosco Pantano di Policoro. Dichiarazioni.




BENEDETTO (IDV), VERIFICA PIANO REGIONALE ANTI-INCENDI
 
"Il gravissimo incendio, secondo i primi rilievi del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, di natura dolosa, che ha distrutto alcune decine di ettari di pineta della Riserva Naturale Bosco Pantano di Policoro, richiede una immediata verifica del pianto di prevenzione e di intervento anti-incendi boschivi 2011 messo a punto dal Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione di intesa con le Province”. E’ quanto sostiene il capogruppo di IdV alla Regione Nicola Benedetto sottolineando che “per quanto è accaduto non ci si può limitare alle prese di posizione e alla condanna. Evidentemente – aggiunge Benedetto – bisogna rafforzare la presenza di uomini e mezzi a salvaguardia del nostro patrimonio forestale e naturalistico specie in quelle riserve come il Bosco Pantano che ha una specifica ri levanza non solo per il Metapontino ma per l’intera regione. La convenzione firmata a metà giugno dall’assessore Mancusi e il Cfs per l’utilizzo in Val d’Agri e nel Metapontino fino al prossimo 30 settembre di due elicotteri attrezzati per lo spegnimento degli incendi boschivi non si può certamente considerare soddisfacente e tanto meno esaustiva. Se, come sembra, la questione è principalmente di natura economica, nel senso che la riduzione delle spesa regionale avrebbe costretto a ridurre nello specifico la spesa destinata all’attività anti-incendio, come hanno denunciato nei giorni scorsi associazioni di volontariato di protezione civile che non avranno più nemmeno il rimborso benzina, diventa necessario – afferma il capogruppo di IdV – individuare i canali finanziari perché il disastro ambientale di Bosco Pantano di Policoro dimostra che non si può risparmiare anche sulla tutela dell’a mbiente e del patrimonio forestale. Del resto, se la concertazione con i sindacati dei lavoratori forestali in merito al programma di forestazione e nello specifico per il raggiungimento delle 151 giornate degli operai forestali si è arenata, ci sarà pure una motivazione che impone un nuovo impegno finanziario al fine di giungere ad una diversa formulazione dei servizi, nella direzione di un assetto di presidio e tutela integrato del territorio”.



CIRCOLO LEGAMBIENTE POLICORO

Che tristezza le immagini spettrali, infernali lasciateci il giorno dopo l’incendio al Bosco Pantano di Policoro.
A noi di Legambiente è tornato di colpo il passato quando, nel marzo del 1985, ci costituimmo in associazione per salvaguardare il bosco dagli incendi dolosi, molto diffusi in quel periodo, per trasformare in frutteti ciò che era rimasto del Bosco Pantano, dopo la Riforma Fondiaria. Lo chiamavamo “Amazzonia”, questa meravigliosa foresta planiziale, ci battemmo con tante amministrazioni, da quelle comunali a quelle regionali, affinchè diventasse riserva regionale. Così fu!
Purtroppo siamo stati incapaci di preservarlo dagli attacchi delinquenziali per poterlo poi consegnare ai nostri figli, agli abitanti futuri della nostra città, pertanto, resta solo un’eredità bruciata in poche ore.
Non ci sono sconti per nessuno perché ognuno di noi ha degli impegni civili e dei doveri verso le future generazioni.
Sicuramente ci sono delle grosse responsabilità e lì che bisogna ricercarle per andare a capo di chi doveva o poteva fare per evitare ciò che è successo , per esempio: se esiste un piano di emergenza e come è stato sviluppato, se è partito il piano di prevenzione antincendio 2011  alla data odierna.
Tanti sarebbero gli interrogativi , certamente non vogliamo creare polemiche, ma crediamo che tanti cittadini di Policoro avranno l’amaro in bocca come  ce l’abbiamo noi in questo momento. Ragionare con il senno del poi è facile, ma diciamocelo chiaramente mancano i controlli, se pensiamo che nella pineta di Policoro, anch’essa vittima di questo incendio, quante volte il circolo Legambiente di Policoro, proprio in questi giorni, ha segnalato la presenza di moto di grossa cilindrata che si addentrano all’interno, nonostante il divieto, e nulla si è mosso. Sappiamo tutti che la marmitta può incendiare l’erba secca e creare rischi di incendio. Allora ci rendiamo conto quanto sia importante la prevenzione, una buona prevenzione è vita sicura per noi e per l’ambiente.
Addio Bosco Pantano di Policoro lodato da tanti poeti e ucciso da noi uomini crudeli, che non diventi in futuro una golosità per i tanti speculatori o affamati di cemento ! 

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