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lunedì 15 ottobre 2012

“Libera” chiama la prof.ssa D’Orsogna in Basilicata.

Pubblico eccezionale e sala molto affollata in occasione della conferenza della Dott.ssa Maria Rita D’Orsogna,professore ordinario di Fisica presso la State University di Los Angeles in California, su “I rischi delle estrazioni di idrocarburi” tenuta presso la Bibliomediateca di Moliterno nel pomeriggio di venerdì 12 ottobre 2012. Presentata dal Sindaco la prof.ssa ha descritto un’ampia panoramica di situazioni di estrazione di idrocarburi in tutto il mondo ed ha evidenziato i pericoli ad essa connessi, dai danni all’ambiente alle malattie delle popolazioni che vivono a contatto, illustrando un quadro terrificante e preoccupante. Molte domande e molti interventi sull’argomento: la gente della Val d’Agri e della Regione chiede sempre maggiori informazioni,vuole saper quale impatto le attività estrattive hanno sulle popolazioni, quali conseguenze producono sulla salute delle persone e sulla tutela dell’ambiente e se tra queste vi sono anche i tumori, in aumento in tutti i distretti territoriali della Basilicata. E’ una realtà contrastante: una terra così verde, ricca di boschi, di laghi, di montagne, con una densità abitativa bassa accusa malattie respiratorie e cardio circolatorie superiori alla media e malattie tumorali in aumento. In Val d’Agri molti credono che ciò sia dovuto agli effetti collaterali delle estrazioni del petrolio e la conferenza della D’Orsogna ha dimostrato, da una lunga casistica americana e mondiale, che potrebbe essere così. Le numerose slides, i dati nazionali ed internazionali, le tabelle comparative tra l’Italia e le altre nazioni dove si estrae il petrolio dimostrano con crudezza che l’impatto ambientale è assolutamente determinante, che il controllo ed il monitoraggio del fenomeno devono essere vasti e convincenti, che le popolazioni devono essere ammesse ad una informazione corretta e completa, che devono essere utilizzate le migliori tecnologie in assoluto e non le migliori tecnologie che convengono alle imprese. Il WWF Basilicata afferma che non si devono più realizzare perforazioni di nuovi pozzi, né l’allargamento del centro olio, né l’aumento della produzione oltre il protocollo d’intesa del 1998. Il territorio della Val d’Agri, così come quello della Regione Basilicata, è dei cittadini che ci vivono, non delle compagnie petrolifere né degli organismi politici eletti per gestirlo. Anche alla luce del tentativo del Governo di avocare a se le competenze in materie di energia, il WWF chiede ai sindaci di far sentire forte e chiara la loro voce, perché solo le loro politiche possono ristabilire il giusto equilibrio di vita sui territori che governano in quanto eletti dai cittadini.

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