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lunedì 22 ottobre 2012

LADRI DI STORIA (ma anche di GEOGRAFIA)

Per l’ennesima volta il consiglio Regionale di Basilicata, la massima Assise legislativa della nostra Regione, non ha perso occasione per evidenziare l’incapacità dei suoi componenti a governare i processi politici, sociali ed economici della Basilicata. L'’occasione è stata offerta dal riordino delle province disposto dal Governo Monti che vedrebbe soppresse province con superficie minima inferiore a 2.500 kmq. e numero di abitanti inferiori a 350.000. In Basilicata solo quella di Potenza (6.500 kmq. e 382.000 ab), rientra tra i requisiti previsti per il mantenimento dell’Ente Provincia mentre quella di Matera (3.500 kmq. e 204.000 ab.) non avrebbe entrambi i requisiti necessari. 
Il Consiglio Regionale quindi, non ha trovato meglio da fare che votare, in alternativa alla conferma delle due province, l’accorpamento delle due in una sola provincia con lo spostamento della provincia da Potenza a Matera, demandando al sindaco del Capoluogo di Regione e alla sovranità del Suo Consiglio Comunale il consenso sullo spostamento. 
Ora, al netto delle partigianerie campanilistiche e al netto della legittima aspettativa dei comuni e dei residenti in entrambe le province di vedere mantenuta la “loro” provincia, è evidente che nessun comune capoluogo assentirebbe alla soppressione non dico della provincia, ma neanche di una agenzia. 
Cioè, i consiglieri regionali, il pregiato presidente della Commissione proponente e i geniali Presidenti della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale sono così ingenui da credere che una soluzione siffatta potrebbe essere condivisa ed attuata? O sono cosi scaltri da aver acceso, con la proposta votata solo da 15 consiglieri (neanche la maggioranza necessaria per decisioni anche più modeste), la miccia ad una bomba che rischia di far esplodere i campanili lucani, praticando il “Dividi et Impera” di età Romana?
La verità è che al solito i nostri rappresentanti regionali si dimostrano insensibili alle esigenze del territorio e dei suoi residenti e incapaci di governare e immaginare dinamiche di sviluppo della società lucana e delle sua economia e lo stanno dimostrando da oltre 20 anni. E allora perché non invertire la rotta dell’ ”inagire amministrativo” che ha portato a sperperare inutilmente quasi un miliardo di Euro di royalties utilizzandolo solo per ripianare buchi di bilancio o per qualche marciapiede, senza creare sviluppo economico e nuovi posti di lavoro strutturali?Perché non pensare, invece, di calibrare l’unicaprovincia in distretti già naturalmente delineati, riservando quello dei servizi al Capoluogo di regione – attraverso il recupero del ruolo di città regione da tempo mortificato da una chiusura di fatto della città al territorio, quello del turismoalla città di Matera, quello del turismo ambientale e naturalistico al Lagonegrese, quello dell’agricoltura intensiva al Metapontino e quello agricolo ambientale al Vulture Alto Bradano?Allocando uffici territoriali provinciali per espletare le attività che le peculiarità del territorio richiede, assecondandone semplicemente le vocazioni. 
È questo che i consiglieri dei capoluoghi dovrebbero proporre se davvero sono vicini ai propri amministrati e se davvero vogliono portare spessore sociale in un dibattito che rischia di creare inutili divisioni di campanili e disagio per i lucani. 

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