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domenica 7 ottobre 2012

PDL: QUAGLIARIELLO, PRIMA DI FORMULE PARLARE AL PAESE

"Abbiamo bisogno di ripensare profondamente il nostro partito, abbiamo bisogno di una ripartenza, ma sarebbe sbagliato dividersi rincorrendo formule politiche o immaginare una sorta di 25 luglio". Lo ha detto Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, invitato a portare il suo saluto alla manifestazione dei circoli 'Nuova Italia' a Bari. "Oggi - ha detto Quagliariello - non sappiamo ancora quale legge elettorale avremo, non sappiamo chi vincerà le primarie della sinistra, ma una cosa la sappiamo: chiunque vinca in campo avversario, si candiderà con l'ambizione di governare il Paese. E chiunque sia il vincitore a sinistra, noi con loro non c'entriamo niente. Prima di pensare alle formule e alle sigle, dunque, dobbiamo recuperare la nostra vocazione maggioritaria e l'ambizione di riunire tutte le forze alternative alla sinistra. Per far questo è importante l'organizzazione, ma è ancor più importante dire cosa vogliamo fare del Paese, recuperare la dignità delle nostre idee e della nostra identità, tornare a parlare all'esterno e non solo all'interno, restituire un'anima al centrodestra. L'Italia delle famiglie, della libera intrapresa, del risparmio contro l'Italia dello statalismo e delle tasse esiste ancora: quando conosceremo la legge elettorale decideremo il resto, ma da ora e subito - ha concluso - dobbiamo ricominciare a parlare a questa parte del Paese". "Abbiamo bisogno di ripensare profondamente il nostro partito, abbiamo bisogno di una ripartenza, ma sarebbe sbagliato dividersi rincorrendo formule politiche o immaginare una sorta di 25 luglio". Lo ha detto Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, invitato a portare il suo saluto alla manifestazione dei circoli 'Nuova Italia' a Bari. "Oggi - ha detto Quagliariello - non sappiamo ancora quale legge elettorale avremo, non sappiamo chi vincerà le primarie della sinistra, ma una cosa la sappiamo: chiunque vinca in campo avversario, si candiderà con l'ambizione di governare il Paese. E chiunque sia il vincitore a sinistra, noi con loro non c'entriamo niente. Prima di pensare alle formule e alle sigle, dunque, dobbiamo recuperare la nostra vocazione maggioritaria e l'ambizione di riunire tutte le forze alternative alla sinistra. Per far questo è importante l'organizzazione, ma è ancor più importante dire cosa vogliamo fare del Paese, recuperare la dignità delle nostre idee e della nostra identità, tornare a parlare all'esterno e non solo all'interno, restituire un'anima al centrodestra. L'Italia delle famiglie, della libera intrapresa, del risparmio contro l'Italia dello statalismo e delle tasse esiste ancora: quando conosceremo la legge elettorale decideremo il resto, ma da ora e subito - ha concluso - dobbiamo ricominciare a parlare a questa parte del Paese".

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