La Cardiologia-UTIC di Villa D’Agri fra le migliori 10 in Italia per il trattamento dell’Infarto.
I dati dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) pubblicati il 03.10.2012 sanciscono che i pazienti colpiti da infarto del miocardio ricoverati presso il piccolo ma eccellente nosocomio lucano hanno una probabilità di sopravvivenza fra le più alte d’Italia. Il 95.9 % dei ricoverati nell’UTIC di Villa D’Agri, infatti, sono vivi ad un mese da un evento così drammatico nella vita di una persona quale è l’infarto del miocardio contro una media nazionale di solo l’89.7.

Questi dati – dice Filippo Massaro - devono indurre alla riflessione i decisori pubblici sul destino, attualmente incerto, dei piccoli ospedali lucani ed in particolare di alcuni loro reparti che rischiano di essere destinati alla chiusura solo per il ridotto numero di pazienti trattati e non per la qualità delle cure che erogano. Se consideriamo – continua Massaro - uno degli indicatori utilizzati dalla stessa Agenas, (Percentuale di cesarei rispetto al numero di parti totali) possiamo osservare che il reparto di Ostetricia e Ginecologia dello stesso Ospedale di Villa D’Agri presenta dei dati assolutamente in linea con la media nazionale, (24.3 % di cesarei presso l’Ospedale di Villa D’Agri con un obiettivo nazionale del 25 %) pur con un numero di parti inferiore ai 500 all’anno (Numero minimo stabilito dalla conferenza Stato Regioni per l’apertura di un punto nascita). Non bisogna dimenticare – continua Massaro - che i drammatici eventi che hanno coinvolto delle partorienti lucane negli anni scorsi e che sono arrivati all’attenzione della cronaca nazionale (Condizionando anche l’allora Ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, ad istituire una commissione ad hoc per l’analisi del problema) si sono verificati in Ospedali con un numero di parti nettamente superiore ai 500 per anno. La qualità delle cure non è legata – aggiunge Massaro - alle dimensioni dell’ospedale ma piuttosto alla eccellente professionalità degli operatori (Dirigenti e personale dell’assistenza), all’organizzazione ed all’ottimizzazione delle risorse disponibili. Ci auguriamo, pertanto, che questo patrimonio di esperienza e professionalità presente nei piccoli ospedali non venga disperso o annullato ma, dove necessario, riorganizzato ed integrato sia con i centri di riferimento regionale di terzo livello sia con gli altri centri presenti sul territorio per erogare – conclude Massaro - prestazioni di qualità a cui hanno diritto tutti i cittadini lucani indipendentemente dal luogo di residenza. Offrire una qualità delle cure elevata ed uniforme su tutto il territorio regionale comporta sicuramente anche una ricaduta positiva sulla migrazione sanitaria. Il popolo del petrolio si batterà contro i governi regionale e nazionale affinchè venga fortemente tutelato e potenziato l’Ospedale di Villa d’Agri .
Filippo
Massaro, Csail – Indignati Lucani
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