Stamani il Consigliere Giuseppe Ferrara
(più volte notificatore di atti vandalici) ha fatto presente all’Assessore alla
Cultura, Pubblica istruzione e Politiche Giovanili Mary Padula che da giorni
circola, su un noto social – network, una
fotografia della statua ubicata nella Piazzetta dell’Unità d’Italia. Tale
istantanea non avrebbe destato particolare stupore se non fosse comparso,
sull’opera d’arte, un capo intimo di colore giallo. Di seguito, il Consigliere
e l’Assessore si sono recati nella Piazzetta con l’intento di rimuovere il
reperto.
L’episodio ha generato un forte disgusto all’interno
dell’amministrazione comunale poiché, dietro il gesto dall’apparente sapore “goliardico”,
si cela uno stato d’impoverimento culturale. Da anni l’Assessore Padula afferma
che la cultura è sinonimo di libertà (l’assessore ha una visione epistemologica
del termine). I valori culturali dello sviluppo umano necessitano una
straordinaria attenzione. Nonostante la storia ci abbia mostrato molteplici
discussioni sulla cultura e la civiltà pare che oggi sia ancora in corso un diniego collettivo nei confronti
del vasto patrimonio storico – artistico –archeologico e demoetnoantropologico
presente sul nostro territorio. Molteplici le iniziative messe in campo
dall’amministrazione tese alla conoscenza, valorizzazione e fruizione dei beni
sopra citati (es. cfr. Mostra delle Regioni ,
inaugurazione della Piazzetta dell’Unità d’Italia in occasione del 150°
anniversario della nostra Nazione). Nelle opere dell’economista e filosofo Adam
Smith si osserva che la povertà non è assimilabile al puro concetto di rinunce
corporee bensì all’incapacità da parte di alcune compagini nel partecipare alla
vita sociale e culturale di una comunità. A tal guisa, l’Assessore esorta i
giovani ad amare la propria Città attraverso progetti (da presentarle) tesi
allo sviluppo collettivo. Filippo Vinci, quale Assessore al Patrimonio, fa
presente che le festività di fine anno non debbano essere una ”occasione
malata” per deturpare e imbrattare il patrimonio che, essendo pubblico, è
pagato con le tasse di tutti e va per questa ragione salvaguardato. Si
ribadisce “Beni pagati anche da chi ha il diritto di godere della loro
importanza culturale. Non faremo sconti a chi si renderà responsabile di questi
atti illeciti e quindi commessi in violazione di legge. Se individueremo i
colpevoli li denunceremo alla competente magistratura e chiederemo loro il
risarcimento di tutti i danni causati alla collettività”.