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sabato 14 aprile 2012

RAPPORTO CEIS SANITA’ LUCANA: BENEDETTO, ATTENTI AI “BATTICUORI”


Dichiarazione capogruppo IdV Nicola Benedetto
La presentazione del Rapporto Ceis sul sistema sanitario in Basilicata coincide con l’allarme dei cardiologi: la crisi economica pesa sul cuore. L’allarme della Società Italiana di Cardiologia (Sic), è accompagnato da dati messi in relazione agli stress provocati dalle crisi economiche e finanziarie sulle persone, sia da un punto di vista macroscopico (il maggiore timore per il futuro), sia da un punto di vista microscopico e più personale (la maggiore possibilità di rimanere disoccupati e l’incertezza economica). Ebbene si, anche la crisi contribuisce ad aumentare il numero di persone con problemi cardiaci. E in proposito non va sottovalutato, come riferisce il Rapporto Ceis, che la principale causa di morte in Basilicata riguarda le malattie del sistema circolatorio con un tasso da noi, nel 2008, pari a 39,7 per 10mila abitanti superiore sia a livello medio del Sud (35,9 per 10mila abitanti) che a livello medio dell’Italia (37,5 per 10 mila abitanti) a cui aggiungere le malattie ischemiche del cuore pari a 11,3 per 10mila abitanti e i disturbi circolatori dell’encefalo pari a 11,2 per 10 mila abitanti. Credo che se vogliamo applicare l’ottima ricetta firmata dai dottori De Filippo e Martorano - “Ammalarsi meno, curarsi meglio” - oltre a fare prevenzione sugli stili di vita e allontanando quanto più possibile le situazioni di ansia, dobbiamo, prima di tutto, abbandonare i toni entusiastici della sanità lucana virtuosa, magari solo perché non fa debiti come accade nelle altre regioni, e pensare di più alle criticità presenti nel nostro sistema sanitario e ai problemi tuttora aperti. Non può essere certo uno studio commissionato a rispettabili e prestigiosi esperti universitari e pubblicato da una società editrice inglese, leader mondiale tra finanziarie e società di formazione che dovrebbe (secondo la missione dichiarata) aiutare i professionisti e gli studenti nel successo nell'economia della conoscenza, a farci cambiare idea.
Come la paura di perdere il lavoro, l’ansia di non arrivare alla fine del mese sono tra le principali preoccupazioni dei lucani in questo momento più che nel passato, quelli che i cardiologi chiamano “batticuori” legati a stati ansiosi, così atteggiamenti che sottovalutano le motivazioni che spingono i lucani a rivolgersi a strutture sanitarie fuori regione non aiutano a governare un sistema sempre più complesso e che risente comunque di una scarsa concertazione tra i soggetti sociali e professionali, attori principali ma in posizione di comparse. Quanto ai “batticuori” politici, almeno questi, possono essere prevenuti allentando l’ansia e lo stress del superlavoro perché invece di lavorare in squadra si preferisce fare tutto da solo.

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