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martedì 24 aprile 2012

PLI MATERA.No alla tassa di soggiorno.


In merito all’approvazione della tassa di soggiorno, esprimiamo tutta la nostra solidarietà verso il settore turistico alberghiero e agrituristico di Matera, già in crisi per la congiuntura economica planetaria, e ancor più messo in ginocchio dalla Amministrazione Comunale. Leggiamo con piacere le note di disappunto di Silvio Grassi (presidente sezione turismo CONFAPI) e di Adriano Pedicini, consigliere comunale del PDL; evidentemente non siamo i soli a pensare che l’Amministrazione non debba essere oppressiva nei confronti del turista e del settore alberghiero. Ci si è da sempre lamentati del one day turism, turismo per un giorno, turista che arriva a Matera in pullman fino in centro, gira per i Sassi, consuma pranzo al sacco (quando va bene in qualche bar o rosticceria locale), sporca, e va via a dormire altrove (persino in nave nel porto di Bari o Brindisi). E il Consiglio Comunale che fa? Incentiva questo tipo di turismo, mordi e fuggi, ponendo una tassa “irrisoria” oscillante tra il 3% e il 5% sul prezzo di un pernottamento. Chi si fermerà più a dormire a Matera? E poi un’altra questione: se la città offrisse infrastrutture degne di tal nome (strade, ferrovie, trasporti pubblici, raccolta dei rifiuti), se per lo meno fosse stato messo a verbale il preventivo di spesa dell’utilizzo di questo nuovo introito per migliorare le infrastrutture o per organizzare eventi “culturali”… invece nulla di tutto ciò. 
Quanto espresso sino ad ora è contrario all’idea di Amministrazione liberale, una Amministrazione invece attenta ai fabbisogni dei cittadini tutti, una Amministrazione che sia presente nella vita quotidiana quale garante dei diritti dei cittadini, che abbassi il prelievo fiscale, che riconosca ai cittadini il principio di autodeterminazione sui propri danari faticosamente guadagnati, che sia motore incentivante per la libera iniziativa nel certo rispetto di poche e semplici regole. La differenza la fanno il metodo e la lungimiranza: la ricchezza di un popolo non è semplicemente nelle sue risorse (turismo in questo caso), ma nella quantità di lavoro libero che le risorse sono in grado di generare. E in questo modo di lavoro libero non se ne produce affatto, in barba alla crisi!!!

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