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lunedì 28 novembre 2011

RINNOVABILI EQUE , NO A MEMORAMDUN SU RIFIUTI E PRECARIATO NUCLEARE


Con l’Itrec che rischia di diventare sito provvisorio -definitivo per le scorie nucleari e con la Regione Basilicata che si ritrova svenduta ai petrolieri della peggior specie, dopo il fallito memorandum sul petrolio, non vogliamo assolutamente altri memorandum a favore delle multinazionali o degli affaristi di turno per l’utilizzo delle energie rinnovabili.
La regione Basilicata dal canto suo non deve mistificare le biomasse con il Cdr (il famigerato combustibile, derivato dai rifiuti) attraverso delibere regionali .Cdr ,già ultra pagato dai contribuenti nella TARSU e potenziale produttore di diossina da utilizzare in centrali a biomaschera (non biomassa) e cementifici. Ne deve attuare piani dei rifiuti per produrlo il Cdr ,come vorrebbe fare anche in provincia di Matera .Poi il caso Fenice ci insegna che non esistono controlli e impegno delle amministrazioni per la tutela della salute delle popolazioni .
In Basilicata i progetti delle centrali a biomasse sono veramente tanti e con potenze elevate (Mercure, Stigliano.Ferrandina,Tricarico,Teana, ora anche Grottole ),quando non esistono biomasse vegetali sul territorio in grado di soddisfare tale richiesta.
L’eolico utilizzato a uso e consumo di tante società non ha fatto l’interesse delle comunità che attraverso consorzi comunali avrebbero potuto utilizzare queste risorse per dare energia gratis alle famiglie , qui i nuovi progetti e le potenze da installare superano i 1.000 MW.
La regione Basilicata inoltre non ha incentivato in modo massiccio il solare per le famiglie come ha fatto ad esempio la regione Calabria o la regione Sicilia.
Le rinnovabili possono essere sviluppo per una regione se sono eque e non memorandate da accordi che portano sviluppo a pochi ,mentre è distrutto un territorio e con esso ambiente ed economie locali(agricoltura e turismo).
Ne si possono accettare i piatti di lenticchie delle cosiddette compensazioni ,o peggio ancora i posti di lavoro da “netturbino “ per i giovani lucani laureati all’Università di Basilicata.
All’Itrec la più becera clientela politica e le leggi sul lavoro hanno portato alla Basilicata un nuovo primato , il “precariato nucleare” ossia il top del precariato. Giovani illusi da promesse che lavoreranno 3, 6 0 12 mesi in mezzo ai bidoni di scorie nucleari con il titolo di netturbino nucleare. Il resto emigra in ragione di 3000 unità all’anno dalla nostra regione.

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