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sabato 26 novembre 2011

BENEDETTO (IDV), INQUINAMENTO BASENTO CONFERMA NECESSITA’ AGGIORNARE ED ADEGUARE POLITICHE E STRUMENTI DI TUTELA AMBIENTALE E TERRITORIALE


La nuova situazione di inquinamento per scarichi industriali accertato in un tratto del fiume Basento tra i comuni di Ferrandina e Pisticci conferma la mia posizione: è necessario evitare di “spezzettare” le varie emergenze ambientali che si registrano (o potrebbero registrarsi ancora) nei territori di entrambe le province. Per questo ritengo che l’obiettivo centrale su cui lavorare è quello di aggiornare ed adeguare le politiche ambientali regionali, approfondire ed emendare il ddl della Giunta sulla nuova Arpab, individuare strumenti e azioni che vadano bene in tutte le situazioni in cui è invocata la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, del territorio e della salute dei cittadini, pur riconoscendo, in alcuni casi specificità e quindi differenti soluzioni”.
E’ quanto sostiene il presidente del Gruppo IdV Nicola Benedetto sottolineando che “i dati questa volta comunicati tempestivamente dall’Arpab alla Prefettura sulle analisi di campioni di acqua del Basento e l’altrettanto tempestiva ordinanza del sindaco di Ferrandina confermano che la “lezione Fenice” è stata ben assimilata facendo in modo che ciascun ente istituzionale svolga responsabilmente i suoi compiti. Superare ritardi e sottovalutazioni riferite alle troppe aggressioni subite dal Basento, specie nel tratto Valbasento-Metapontino, con effetti devastanti sull’eco-sistema, come ci ricorda l’alluvione dei primi di marzo, non sarà facile ma dobbiamo provarci da subito con un crono programma di interventi che non possono che durare alcuni anni. E senza dimenticare l’emergenza sempre preoccupante della situazione dei torrenti Jesce e Gravina pur riconoscendo che un piccolo passo avanti è stato compiuto nei giorni scorsi dalle Regioni Basilicata e Puglia ma non per questo abbassando il livello di guardia (specie ad opera dell’Arpab).
Abbiamo dunque bisogno di un progetto che affronti nella sua interezza il tema dell’ambiente (dallo smaltimento dei rifiuti all’inquinamento elettromagnetico, sino all’informazione territoriale), sfuggendo alla tentazione di considerare la protezione ambientale come una politica settoriale, integrando viceversa la dimensione ambientale in ogni processo di formazione delle decisioni, puntando decisamente sulla tutela del territorio, delle attività produttive e della salute. In sintesi, è necessario pensare ad una legge comunitaria regionale anche per procedere alla semplificazione delle procedure amministrative: elemento che determinera' ripercussioni positive sull'intero sistema delle istituzioni locali, sull'attivita' degli operatori economici e sulla vita dei cittadini lucani alle prese con piccoli-grandi problemi.
Si tratta dunque di compiere scelte importanti per progredire rapidamente lungo la via della modernizzazione dell'ordinamento regionale. La Regione, dopo la modifica del Titolo V della Costituzione e le riforme dei Trattati dell'Unione europea, ha bisogno di adeguare con un unico provvedimento normativo alcune leggi al diritto europeo al fine non solo e non tanto di scongiurare il rischio che l'Unione europea contesti alla Regione l'infrazione di norme comunitarie con la conseguente applicazione di pesanti sanzioni finanziarie, quanto di compiere un passo fondamentale verso la modernizzazione della Regione anche in tema di 'governance', data la partecipazione delle realta' locali all'esercizio delle competenze legislative regionali in riferimento ai doveri derivanti dell'Unione europea. Un’idea su cui lavorare in questa fase di verifica politica – conclude Benedetto - è quella di accorpare in un unico Dipartimento le deleghe e le funzioni amministrative riferite alla tutela ambientale e all’assetto del territorio per dare più coordinamento e più efficacia agli interventi da attuare”

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