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martedì 30 agosto 2011

WWF Basilicata. La verità sul Lago del Pertusillo.




Che il Lago del Pertusillo stia molto a cuore al WWF Basilicata lo dimostra il fatto che questa è stata la prima associazione ad individuare e documentare la moria dei pesci, sia dell’anno scorso, sia quella verificatasi nei giorni scorsi. E’ come se il WWF avesse una sentinella permanente sul lago che ne controlla la salute, l’evoluzione, i cambiamenti, il grado di inquinamento. Purtroppo negli ultimi tempi vi è stata una tremenda accelerazione di questi fenomeni,  come se fossero improvvisamente maturati eventi che sono iniziati molti anni fa ed adesso hanno mostrato la loro evidenza e problematicità catastrofica. Il lago è un habitat delicato in cui le specie viventi devono stare in continuo equilibrio per raggiungere il grado di salute ottimale (climax), dimostrato dallo specchio d’acqua sempre verde e trasparente, con odori e profumi di natura; qui le specie viventi si nutrono attraverso la catena alimentare naturale non inquinata da apporti esterni provenienti dai depuratori, dalle aziende agricole, dai rifiuti del petrolio, dalle sostanze proibite che mani esterne buttano  nella grande massa d’acqua creata dal Fiume Agri, il discendente del grande Akiris  navigabile ai tempi della civiltà greco romana. E’ indubbio che gli equilibri sono stati stravolti da una quindicina di anni a questa parte , quando è nata l’industria del petrolio, quando si sono create le colture intensive dei prodotti agricoli tipici della valle , quando la depurazione dei liquami urbani non ha più funzionato, quando si è pensato al turismo di massa che, se anche non ha richiamato molti turisti, ha creato strutture non controllate che scaricano tutto in questo enorme contenitore non adeguatamente protetto sia dalle autorità che dai cittadini residenti. Emblematico è il caso del “famoso” ponte metallico tra le sponde di Montemurro e Spinoso, che ha avvampato il dibattito fino a qualche anno fa tra diverse fazioni, fino a spegnersi nel nulla per la palese inconsistenza dell’idea, l’alto costo dell’opera ed  innanzitutto la sua non sostenibilità ambientale. Non a caso il grande poeta e scrittore di Montemurro Leonardo Sinisgalli  esclamò, guardando il Lago dalla Romantica, “ è un raro caso in cui un’opera artificiale  ha migliorato il paesaggio e la bellezza dei luoghi invece di deturparli”. I nostri padri sognavano una  passerella di legno tra le due sponde che mantenesse saldi i legami tra i montemurresi e gli spinosesi, la  politica ne voleva fare un baraccone da richiamo turistico ambientale. 
Ma il lago cos’è? E’ uno specchio d’acqua lungo 11 km e con capacità al massimo invaso di 150 milioni di metri cubi di acqua, che serve ad irrigare i campi  del medio e basso Agri e del materano, a dissetare buona parte della Puglia, a produrre energia idroelettrica pulita per i cittadini lucani. Non è un luogo di divertimento, vi possono essere attività di canottaggio e di moderato turismo ambientale, ma quello che non può e non deve essere un raccoglitore di rifiuti tossici e nocivi  delle varie industrie della valle, di scarichi fognari dei paesi della valle, dei residui dei trattamenti agricoli che per dilavamento ci vanno a finire dentro. Non si può più pensare a ponti inutili e devastanti, a spettacoli sulle acque che disturbano le specie viventi dell’habitat lacustre; questa è zona 1 del Parco dell’Appennino lucano, cioè area protezione totale, ma questa protezione è solo sulla carta; sul bacino d’acqua avviene di tutto e di più, i pesci muoiono ormai a ritmo mensile, gli equilibri naturali sono stati alterati. 
E gli enti preposti alla sua tutela cosa fanno per la sua protezione? Firmano protocolli d’intesa con le varie parti di nessuna efficacia, convocano tavoli dai risultati fino ad oggi nulli, visto e considerato che tutto continua come prima, tutto scorre e nulla cambia, il “panta rei” di antica memoria. 
Qualcuno propone lo svuotamento del Lago, ma questa è una proposta folle ed irrealizzabile se non si vogliono mettere in pericolo i paesi a valle dell’invaso. I rimedi, a giudizio dello scrivente, sono altri e qui li elenchiamo:
1-carotaggio del fondo del Lago in più punti con analisi di laboratorio per l’accertamento della presenza o meno di metalli pesanti ed altre sostanze inquinanti;
2-utilizzo dei migliori laboratori nazionali per le analisi e per la ricerca anche del glifosate;
3-controlli a monte dei depuratori e quant’altro possa essere  causa dei fatti e fenomeni che accadono nel lago;
4-spazio ad un confronto tra gli enti competenti e le associazioni ambientaliste maggiormente accreditate con la presenza dell’ARPA Basilicata ;
5-funzionamento dell’Osservatorio Ambientale regionale nato qualche mese fa e non ancora andato in funzione per cause sconosciute, ma facilmente intuibili in questa nostra amata Basilicata. 

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