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domenica 7 agosto 2011



L’11 marzo 2011, la Giunta Regionale di Basilicata ha rilasciato con la delibera n. 313 l’A.I.A (Autorizzazione Integrale Ambientale) al Centro Olio di Viggiano, gestito dalla società Eni Spa. In questi giorni si apprende che l’Arpab ha verificato il superamento delle concentrazioni ammesse nelle acque di falda per alcuni composti (manganese, solfati, toulene e benzene), ovvero esiste un inquinamento in atto.
Il progetto presentato dall’Eni alla base del rilascio dell’A.I.A., valutato favorevolmente dall’Ufficio Compatibilità Ambientale delle Regione, dovrebbe (a questo punto teoricamente) far presupporre la totale affidabilità dell’impianto, della sicurezza ambientale e del rispetto di tutte le normative comunitarie, nazionali e regionali.
In tanti in questi anni hanno sostenuto che la Val d’Agri sia diventata sotto l’aspetto ambientale la terra di nessuno, oggi l’ennesimo incidente conferma quest’idea, vuol dire che realmente c’è qualcosa che non va.
Sulla tutela ambientale abbiamo spesso ed invano interpellato il Presidente De Filippo e l’Assessore Mancusi, tra le tante ricordiamo l’interrogazione n. 150 del 2010 ad oggetto proprio il monitoraggio ambientale e l’attività del Centro Olio, ci fu risposto che “la società in questione effettua misurazioni in continuo delle concentrazioni degli inquinanti emesse dai termocombustori dell’impianto di desolforazione presenti nel sopraccitato Centro Olio. I risultati di tale monitoraggio vengono trasmessi dalla società ENI S.p.A. con periodicità mensile, alla Regione Basilicata - Ufficio Compatibilità Ambientale, alla Provincia di Potenza ed all’A.R.P.A.B”. Stessa procedura che ritroviamo nel capitolo 9.6 del progetto AIA Piano di Monitoraggio e Controllo dello Stabilimento, ma che sembra non abbia prodotto effetti rispetto alla sicurezza ambientale della zona.
Oggi non esistono più alibi, i lucani hanno diritto ad avere delle spiegazioni. Non è possibile assistere silenti a quanto accade in Val D’agri dove si scopre un grave inquinamento e la Regione Basilicata timidamente chiede all’Eni di adottare gli interventi previsti dalla legge e un piano di caratterizzazione del sito.
Ma chi governa la Basilicata l’Eni oppure De Filippo e la sua giunta “in cerca di autore”. Chi ha vinto le elezioni, il centrosinistra o le multinazionali del petrolio?
Il dubbio è forte, considerando la “strana remissività” nei confronti dei petrolieri, l’opposto di quell’arroganza invece che dimostrano verso i cittadini e nei confronti delle opposizioni partitiche e politiche. All’Assessore Mancusi ricordiamo che il suo dipartimento è stato sanzionato dalla Comunità Europea per il ritardo nelle procedure di rilascio delle A.I.A, proprio quella rilasciata all’Eni, oltre alla lentezza degli uffici e dei “precari raccomandati” che ci lavorano, vi sia anche la superficialità nell’autorizzare senza i dovuti controlli? Ritorneremo su questo, già da ora annunciamo che presenteremo un’interrogazione ispettiva e chiederemo un dibattito in Consiglio Regionale. Permettete, ma a noi sorgono dubbi sulle autorizzazioni rilasciate, sull’AIA e anche sull’Iso 14001 che l’Eni si vanta di avere conseguito anche per l’impianto di Viggiano.

Potenza 6/8/2011

Gianni Rosa, Mario Venezia, Mariano Pici

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