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sabato 14 aprile 2012

La comunità di Policoro sotto lo schiaffo della crisi, fra esclusione, indebitamento, ricatto degli usurai, pignoramenti ed atti esecutivi

La crisi

Tutti i dati e l’esperienza collettiva dicono che la crisi economica sta presentando il suo conto più salato diventando crisi sociale che investe aziende, lavoratori e famiglie aumentando le aree di povertà ed esclusione sociale.
La Basilicata di cui la classe dirigente regionale si ostina a parlarci come “Isola felice del buon governo” scivola ai posti più bassi di tutte le classifiche nazionali sia dal punto di vista economico, che occupazionale che nella capacità di impegnare risorse a favore delle famiglie, del lavoro, delle aziende.
Accade, così, che in Basilicata, nel 2010 l’incidenza della povertà sia superiore alla media nazionale: nel 2010, il 28,3% delle famiglie lucane era sotto la linea di povertà, aumentando di 3.2% sull’anno precedente mentre tutti i dati ci dicono che negli ultimi due anni e fino ad oggi continuiamo a scivolare in basso nelle classifiche (disoccupazione giovanile, reddito procapite, servizi)
Il Metapontino, considerato negli anni come uno dei motori trainanti dell’economia regionale viene travolto nella crisi per responsabilità precise delle scelte di governo nazionale e regionale che penalizzano i suoi settori fondamentali, l’agricoltura, il turismo, i servizi. Le attività produttive, del terziario e del commercio fondate su questi settori sono al tracollo.
Policoro, che dell’economia del Metapontino è stata il centro propulsivo che ha mobilitato nei decenni scorsi investimenti e risorse delle famiglie e delle aziende oltre che del capitale pubblico, paga i prezzi più grandi alla crisi del territorio.
Si tratta di un vero massacro sociale che lascia le aziende e le famiglie senza risorse, con l’impossibilità reale di accesso al credito e spesso nelle mani degli usurai come unica alternativa per poter fare fronte agli impegni ed alle esigenze minime.
Famiglie ed aziende che affrontano in solitudine un vero e proprio attacco senza precedenti alle condizioni minime per produrre economia e ricchezza sociale in cui lo stesso stato e gli enti pubblici mostrano il volto autoritario.
Così, mentre il Consorzio di Bonifica (da sempre gestito dalla politica regionale nell’inefficienza, macchina mangiasoldi utile a “sistemare” trombati o famigli) minaccia ancora una volta di tagliare l’acqua agli agricoltori di Policoro, Equitalia e banche procedono spietatamente nella loro azione e mettono a rischio di sopravvi-venza un’intera economia.
Con l’iscrizione a ruolo di una cartella esattoriale gli interessi previsti sono circa il 6%, l’aggio di circa il 5% che può arrivare anche al 9% e in caso di ulteriore mancato pagamento una sanzione pari al 30% di quanto non pagato. Mentre, quando è lo Stato direttamente ad essere creditore il tasso di interesse per i contribuenti è del 2%. Un sistema così penalizzante finisce per non portare aiuti alle casse pubbliche e lascia aziende e attività economiche nella depressione ed a rischio usura.
L’indebitamento di famiglie ed aziende mentre sono la grande emergenza sociale che colpisce la nostra comunità è per pochi furbi, spesso organizzati e sempre più “armati” occasione di grandi affari. Usurai (in proprio o organizzati con la malavita) e affaristi senza scrupoli stanno mettendo mano ai risparmi, alle terre ed ai patrimoni dei policoresi.
Con la indifferenza o la incapacità della classe dirigente cittadina pronta a dire che non è compito del Comune affrontare questi problemi ma sempre solerte a partecipare al saccheggio delle risorse.

GIU’ LE MANI DALLE TERRE, DAI RISPARMI, DALLE ATTIVITA’ FRUTTI DEL LAVORO, DEGLI INVESTIMENTI E DELL’IMPEGNO DELLE FAMIGLIE E DELLE AZIENDE
LA VOSTRA CRISI NON LA PAGHIAMO NOI
Il Comune al fianco dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori
e delle aziende nel tempo della crisi.
Cosa può e cosa dovrà fare il Comune di Policoro
Certamente le ragioni della crisi economica e sociale vengono dal modello economico e politico internazionale, nazionale e regionale ma il Comune può e deve essere una leva fondamentale per sostenere la Comunità nel suo sforzo di resistere alla crisi e nel proporre azioni e strategie attive di sostegno e superamento dell’esclusione. 

La nuova amministrazione dovrà:
Essere dentro ed alla testa di tutte le azioni e le vertenze promosse dai cittadini e dalle loro organizzazioni sociali e sindacali per promuovere il superamento della crisi economica e finanziaria aprendo la Casa Comunale alle loro istanze e coinvolgendo l’intero Consiglio Comunale e l’intera città in una azione forte di mobilitazione per il Territorio Metapontino e la Città di Policoro, rivolta ad ottenere dal governo nazionale e regionale le migliori condizioni per superare i problemi che bloccano lo sviluppo economico e sociale
Dichiarare al primo consiglio comunale utile lo stato di crisi socio economico dell’economia comunale per chiedere, conseguentemente, al Governo Regionale e Nazionale di adottare provvedimenti straordinari e coerenti
Promuovere un Patto Sociale territoriale contro la crisi (anche coinvolgendo i comuni limitrofi, le parrocchie, le scuole) e, conseguentemente, dare vita ad un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori, sindacati, associazioni di categoria, sistema bancario ed ogni altro soggetto sociale interessato per definire e condurre azioni per il superamento delle condizioni di crisi finanziaria di famiglie ed attività economiche
Dare vita ad uno sportello antiusura, per la prevenzione dell’indebitamento e l’ascolto dei soggetti in crisi economica e finanziaria di concerto con le associazioni antiracket e antiusura e coinvolgendo professionisti ed operatori del settore
Condurre una azione di prevenzione del fenomeno dell’usura, del racket e dell’indebitamento nelle scuole e nei settori sociali maggiormente esposti
Aprire un confronto con Equitalia e gli altri Enti esattori ed impositori per trovare soluzioni sulle modalità di riscossione in ragione dello stato di crisi dell’economia delle aziende e delle famiglie e, comunque, in modo che le procedure in atto non compromettano la tenuta dell’economia sociale del territorio e dei singoli
Costituire, anche di concerto con la Regione e la Provincia, un fondo per il microcredito delle famiglie in difficoltà per far fronte alle esigenze materiali più urgenti
La migliore azione contro la crisi che può assumere la nuova amministra-zione comunale è il buongoverno della cosa pubblica, facendo del Comune una “Casa di cristallo” che assuma la tras-parenza come la condizione normale di gestione delle attività.
Garantire a tutti il miglior coinvolgimento nelle opportunità e lavorare per il superamento dell’esclusione sociale deve essere il primo obiettivo per il nuovo modo di governare di cui abbiamo bisogno

POLICORO E’ TUA
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