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giovedì 12 aprile 2012

SI AVVERA IL SOGNO DI RITROVARE IL PATRIMONIO PERDUTO?


SI AVVERA IL SOGNO DI RITROVARE IL PATRIMONIO PERDUTO?
Per 50 lunghi anni, materani, orgogliosi del proprio territorio e consapevoli dell’inestimabile valore del patrimonio culturale ed artistico del luogo, studiosi appassionati dell’arte rupestre, italiani e non, hanno profondamente sperato di poter ammirare ed apprezzare nuovamente dal vivo i 18 affreschi trafugati dalle chiese rupestri di Matera dei quali esistono poche documentazioni fotografiche,
peraltro anche rare e incomplete. Come è risaputo, tali preziosi reperti sono stati sottratti alla città nel 1962 dal tedesco Rudolf Kubesh, professore di arte, giunto a Matera insieme ai suoi allievi. Tali capolavori, ritrovati in
Gerrmania dalla Interpool, sono stati consegnati alle autorità locali. Essendo però rimasti nei depositi della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed 
Etnoantropologici della Basilicata, che li ha “gelosamente” custoditi per 50 anni, per tutto questo tempo si è invano, e a lungo sperato, di poterli riammirare. L’Ente Parco della Murgia Materana, al fine di incentivare la ricerca degli affreschi non ancora ritrovati, nel 2009 ha lanciato sul sito ufficiale del parco, www.parcomurgia.it, la Campagna di
sensibilizzazione per il recupero delle opere trafugate.
Grazie alla sensibilità e alla determinazione della soprintendente Marta Aragozzino e all’opera di quanti si sono attivati per questa causa sarà, finalmente, possibile ammirare parte di questo patrimonio di arte sacra, nelle sale del Palazzo Lanfranchi, dove è stata allestita la mostra in
occasione della settimana della cultura. Tra coloro che hanno fortemente contribuito alle ricerche delle opere non ancora ritrovate, è doveroso riconoscere un plauso alla guida turistica Francesco Foschino, accurato ricercatore di
storia locale e allo scienziato tedesco Friedrich Sernetz, ex allievo di Kubesc, che con tenacia e abnegazione sono insieme riusciti a rintracciare, sempre in Germania, affreschi inediti non ancora restituiti alla nostra città. Proprio grazie alla loro attenta ed appassionata opera di ricerca, è rientrato in città il Santo Monaco Vegliardo, trafugato nella Chiesa della Madonna degli Angeli, che secondo la testimonianza del professor Kubesh si era ritenuto fosse andato distrutto.
Siamo felici di ciò e speriamo, fiduciosamente, che possa oggi cominciare una nuova fase! Una fase che possa dare avvio ad una ricerca ancora più incisiva e accurata anche di ogni, più piccolo, frammento trafugato, nella speranza che tutte le opere possano essere restituite quanto prima al
Patrimonio Unesco per poter essere fruibili da tutti.
Ci auguriamo vivamente che gli affreschi possano trovare la loro migliore e più giusta collocazione, magari sperando che possano essere ricollocati proprio lì dove sono stati creati, sulle mura dove sono stati dipinti. Se ciò non fosse tecnicamente possibile, allora auspichiamo che possano trovare idonea sistemazione in altro luogo che li accolga in allestimento definitivo, affinchè possano essere, in tutta sicurezza, ammirati da chiunque voglia coglierne la bellezza.
La condivisione di queste opere d’arte con l’intera comunità materana e con il mondo intero è il naturale riconoscimento del valore storico-artistico che la città di Matera merita. Un ulteriore tassello che contribuisce al percorso intrapreso per fare della città dei Sassi la Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Il Presidente
Ing. Pierfrancesco Pellecchia

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