Un antico camino acceso fa dimenticare le temperature invernali di una Pasquetta bizzarra con spruzzi di neve persino sulla collina lucana. Se poi in tavola ci sono piatti più robusti e meno primaverili è ancora meglio per allontanare il freddo che nelle campagne, specie nella vallata tra Miglionico, Grottole e Pomarico, è trasportato da un vento gelido. L’appuntamento che Turismo Verde (Agenzia Agrituristica della Cia) ha dato ai buongustai alla ricerca di nuovi e vecchi sapori è all’Agriturismo Fontan di Noce a Miglionico, “simbolo innovativo” dei 192 agriturismi e punti di ristoro presi d’assalto anche per il Lunedì dell’Angelo 2012. La novità di questo appuntamento in un’antica masseria sapientemente ristrutturata ricreando l’atmosfera degli agricoltori più illuminati di metà secolo scorso, quelli con il pallino fisso di sperimentare, è la proposta di un menù rigorosamente contadino con sapiente-gustosa rivisitazione.
In questa azienda della Collina
Matera come in tutte le altre è ovviamente la cucina il piatto forte
di richiamo tanto più che, come dice spesso Rocco Papaleo se “lucano
è diventato chic”, mangiare lucano si sta affermando come una
“tendenza” . E allora ecco la tendenza creativa, perchè non
bastano solo la pasta fatta in casa, i salumi e i formaggi tipici, il
vino paesano a fare la cucina lucana. Un
piccolo laboratorio di idee, proposte, progetti, sperimentazioni
è,
in proposito, l’azienda Fontan di Noce della famiglia
Digregorio-Manicone. La
famiglia di “Fontan di Noce” (Giuseppa, Alfredo, Beatrice,
Rachele, Stefano ed Adriana) hanno pensato ad ogni particolare
dell’ospitalità: la musica in sala (suonata dall’arpista
Rachele) per l’atmosfera di relax, i piatti rielaborati con
creatività valorizzandone i sapori (Giuseppa e Stefano-cuoco
matematico), la scelta dei prodotti (Alfredo), l’accoglienza, la
spiegazione dei piatti, la conversazione con il servizio ai tavoli
(Beatrice ed Adriana-artista di disegno). Una formula di ospitalità
nella “tua casa di campagna”, tra l’altro particolarmente
apprezzata per i visitatori di Matera, a pochi chilometri, che
decidono di abbinare l’itinerario culturale (i Sassi sopratutto) a
quello rurale. La serie di dodici antipasti è sicuramente l’idea
più riuscita di cosa rappresenta il brand agriturismo fatto di gusto
(cucina), tatto (erbe officinali), olfatto (prodotti freschi), vista
(collina di Miglionico-Grottole), udito (uccelli e vento). E’ la
presentazione degli ingredienti poveri a fare ricca la tavola con il
trionfo persino della cipolla che diventa un’orchidea che si apre,
o i fili di zucchine e melanzane fritti, la frittatina di erbette. I
primi della tradizione gastronomica materana si sposano con la
sperimentazione della cucina degli chef da quattro cappelli delle
guide più prestigiose e diventano trofie con cardoncelli in purea di
ceci o orecchiette maritate con rape e cruschi. Per Pasquetta anche
l’agnello degli allevamenti locali, gusto intenso già di suo, è
insaporito con le erbe officinali e l’uovo. Ci
sarà pure un motivo se il tycoon russo Tariko dopo aver acquisito il
Gruppo Gancia è disposto a mettere sul piatto 300 milioni di euro
per acquisire brand italiani di vino e attività agrituristiche e che
la maison di moda Ferragamo ha investito una decina di milioni di
euro in aziende agrituristiche. Certo trovarlo in una campagna della
collina materana a metà strada tra Miglionico e Grottole non è
monetizzabile al pari dei grandi investitori stranieri ed italiani ma
se non altro dà esattamente il valore fondamentale di un “bene di
eccellenza”. Proprio quel brand che investitori esteri vogliono
comprare e che qui è una risorsa sicuramente sottovalutata (attività
imprenditoriale di serie b) e quindi tutta ancora da promuovere e
valorizzare. La “ricetta” svelata da Turismo Verde: senza azienda
agricola e famiglia di agricoltori non c’è agriturismo, perché
per essere genuina e non da ristorazione più o meno accettabile,
senza passione per la terra e le produzioni tipiche e locali, che le
giovani donne di Fontan di Noce riescono a trasmettere, sarà pure
mangiare bene ma qui è tutta un’altra cosa.
