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venerdì 14 marzo 2014

Valbasento e Tito, cauto ottimismo dei sindacati sui lavori di bonifica dei siti inquinati.

Comuni siano rapidi nel rilascio delle autorizzazioni. Cisl e Uil hanno chiesto che la manodopera impiegata nella bonifica sia lucana. Cisl e Uil hanno espresso cauto ottimismo sulla bonifica dei siti inquinati nelle aree industriali della Valbasento e Tito Scalo dopo il tavolo di confronto che si è tenuto ieri in Regione con l'assessore al ramo Berlinguer, i sindaci dei Comuni interessati e le organizzazioni sindacali. Cisl e Uil valutano positivamente la volontà espressa dalla Regione Basilicata di recuperare i ritardi accumulati nel corso degli anni e di scongiurare che i 47 milioni di euro stanziati per i due Sin lucani finissero in altri progetti di bonifica in più avanzato stato di progettazione, come quello della Regione Veneto relativo al sito di Porto Marghera. Per i due sindacati confederali il crono-programma approvato dal ministero dello Sviluppo economico e dal ministero dell'Ambiente non è un semplice atto di indirizzo politico ma un atto imperativo e cogente, vale a dire in grado di determinare effetti giuridici vincolanti per tutti gli attori coinvolti, e il suo puntuale e rigoroso rispetto è una condizione imprescindibile affinché il ministero assicuri i finanziamenti necessari alla progettazione e realizzazione delle opere di bonifica secondo scadenze temporali e stati di avanzamento predeterminati. Cisl e Uil, nel registrare la piena e incondizionata condivisione del crono-programma da parte dei sindaci dei Comuni coinvolti, si augurano che i procedimenti autorizzativi e amministrativi di competenza comunale relativi ai lavori di bonifica siano i i più rapidi possibili onde evitare ulteriori lungaggini e ritardi nella fase di attuazione degli interventi. Nel corso del tavolo di confronto i sindacati hanno preso atto dell'impegno assunto dal dipartimento Ambiente nel garantire un costante e attento monitoraggio delle bonifiche nel rispetto dei tempi stabiliti nel crono-programma assicurando al contempo la piena condivisione degli stati di avanzamento delle opere con le parti sociali. Cisl e Uil hanno chiesto infine garanzie sull'impiego di manodopera lucana nei lavori di bonifica dei due siti.

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