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martedì 15 gennaio 2013

La Formazione dei Quadri del Terzo Settore

La Formazione dei Quadri del Terzo Settore, linea di intervento strategica della Fondazione con Il Sud, vede come promotori: il Forum del Terzo Settore; la Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore; la Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato (ConVol); Il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet).
FQTS 2012è stato la continuazione e l’evoluzione di due precedenti esperienze già finanziata dalla Fondazione con il Sud. Intende investire sulla formazione e sull’aggiornamento delle competenze organizzative, gestionali e relazionali di manager e di quadri dirigenziali del mondo del Terzo Settore, ma anche di soggetti sociali ed economici del territorio nonché delle istituzioni locali.
L’intervento consiste nell’implementazione di un sistema integrato di azioni che prevede attività di ricerca e analisi dei fabbisogni, percorsi di formazione regionali, sperimentazioni di reti di intervento su obiettivi di sviluppo, orientamento alle risorse e alle opportunità del territorio, promozione e diffusione.
L’intervento formativo nelle sei regioni del Meridione, intende coinvolgere circa 160 partecipanti nella formazione annuale delle attività laboratoriali, tutti i partecipanti alle due precedenti edizioni nella formazione continua e altre centinaia di soggetti di terzo settore, del privato sociale e profit, della pubblica amministrazione e dei corpi intermedi nelle agorà regionali ed inter-regionali. Sarà quindi articolato su due livelli: regionale ed interregionale che si articoleranno su tre linee formative: le Agorà, i Laboratori di ricerca, progettazione partecipata, comunicazione sociale . 
In Basilicata i dirigenti in formazione sono stati 24 provenienti dall’associazionismo, dal volontariato, dalle cooperative sociali, dalle fondazioni.
Il percorso Fqts Basilicata per l’annualità 2012 (Formazione Quadri del Terzo Settore) è in dirittura d’arrivo, ma non è affatto terminato il lavoro che i partecipanti alla formazione hanno iniziato.
Il gruppo si è dato obiettivi importanti da raggiungere: Ripensiamo le comunità, l'economia e la democrazia, mai come in un periodo così tanto delicato ripensare alle comunità, a viverle e rianimarle.; all''economia, la Basilicata sta soffrendo intensamente le ripercussioni della crisi; l'emorragia della perdita de posti di lavoro nei settori chiave dell'economia lucana ci fa capire che, molto probabilmente, attivare processi di economia civica e ritornare a dare vita al carattere rurale di questa regione è una delle strade da seguire per sopravvivere alla crisi. Tutto questo favorendo i processi democraci di partecipazione attiva dei cittadini alle scelte e alla realizzazione di questi processi.
L'idea progettuale del gruppo lucano individua in Hub-Basilicata: un contenitore fisico, all'interno del quale imprenditori agricoli e terzo settore abbiano la possibilità di costruire insieme processi in grado di implementare pratiche di Altra Economia. Non si ha certo la presunzione di dare l'ennesima ricetta per uscire dalla crisi, ma è viva la speranza e la consapevolezza che dalle crisi si esce e, se questa ha un merito è quello di costringerci a riflettere e a trovare forme diverse e sostenibili per far ripartire il circuito economico e mantenere lo stato sociale.
Dalle ricerche e dalla statistiche emerge un dato importante: in questo duro momento, le imprese della social economy sono le uniche in crescita. Tutto ciò dimostra che è possibile creare valore economico in modo sostenibile per l’ambiente e la società, si può agire al di là di una logica di puro
profitto e iniziare a considerare “altri elementi” come indicatori di benessere di una comunità. 
Il progetto, dunque, vuole coniugare il modello dell’economia sociale con i soggetti del mondo profit disponibili a ragionare e costruire insieme un percorso di uscita dalla crisi. 
Nella nostra regione, infatti, se è vero che il principale settore in termini di persone coinvolte e di ricchezza prodotta è quello primario (non è possibile immaginare un percorso di crescita e di sviluppo della Basilicata tenendo fuori il mondo agricolo), è altrettanto vero che il Terzo Settore occupa un ruolo fondamentale per tutela degli interessi, per numero di iscritti e perché espressione reale dei “bisogni”. 
Vincolare pratiche di consumo consapevole all’interno delle organizzazioni no profit, spingere il mondo agricolo ad un modello virtuoso di produzione e restituire all’agricoltura la sua naturale funzione sociale mettendola a “disposizione” dei soggetti del Terzo settore come strumento di inclusione sociale : questo è il cuore delll'idea progettuale e la sintesi dei percosri fatti dai tre laboratori. 

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