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lunedì 21 marzo 2016

PISTICCI PUNTA SU UN BARATTO AMMINISTRATIVO INNOVATIVO

Che a Pisticci ci sia fermento culturale e associativo è un dato di fatto. Ma, ultimamente, a questa presa d’atto se ne aggiunge un’altra. Stiamo assistendo ad un fenomeno che io definirei semplicemente speciale.
Gruppi di persone, facenti o meno parte di associazioni riconosciute, si incontrano per decidere come e dove intervenire per migliorare, abbellire, valorizzare il proprio paese e poi si incontrano di nuovo per realizzare ciò che hanno deciso. Alcuni esempi per tutti, gli “Imbianchini di bellezza”, gli artisti di “Imago” e le “MaMa”, mamme attive di Marconia, che progettano da mesi un paese a misura di bambino. Accade inoltre che un consigliere comunale alla prima esperienza come me, sia quotidianamente in contatto con questi attivisti, perché le loro idee e i loro progetti per il territorio sono talmente tanti e talmente tanto condivisibili da fungere da continuo stimolo per chi, come me, è chiamato a dare voce alle istanze dei pisticcesi. C’è dunque un mondo di idee, talenti, esperienze, competenze che vuole esprimersi e collaborare per rendere il proprio territorio più consono alle aspettative, ai bisogni e ai desideri di chi lo vive. Al contempo in molte città d’Italia, tra cui Milano e Bologna, si sta assistendo ad un proliferare di regolamenti comunali sul cd “baratto amministrativo” che prevedono uno “scambio” tra i cittadini attivi, che svolgono attività di interesse generale, e il Comune, che riconosce loro delle riduzioni fiscali,o, in alcuni casi, consente loro di sanare i debiti maturati nei confronti del Comune stesso. Grazie all’art.24 del decreto legge “Sblocca Italia” del 2014, i Comuni vengono invitati a concedere benefici fiscali ai propri cittadini che svolgano attività in favore della collettività e, pertanto, sono chiamati a favorire questo tipo di partecipazione dal basso. I Comuni, dunque, attraversati in ogni angolo d’Italia da una profonda crisi generata dalla riduzione dei trasferimenti statali e dai vincoli comunitari in materia di patto di stabilità, possono utilizzare nuove modalità per scongiurare l’inevitabile compressione degli interventi in favore della comunità. A sua volta, però, l’art.24 ha un proprio padre nobile, l’ultimo comma dell’art.118 della Costituzione italiana, in virtù del quale, anche i Comuni sono chiamati a favorire “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”, che si fonda sull’idea che alla cura dei bisogni collettivi e allo svolgimento delle attività di interesse generale debbano provvedere direttamente i cittadini, mentre i pubblici poteri debbano intervenire in funzione sussidiaria, per programmare, coordinare, controllare ed eventualmente subentrare. Sebbene appaia una stranezza, di fatto la nostra Costituzione ci invita a riflettere su una verità assoluta. Chi più è vicino a certi bisogni, li conosce meglio e dunque può contribuire in modo più significativo al loro soddisfacimento. Ugualmente però ci porta un ulteriore spunto di riflessione: se da una parte le autorità pubbliche hanno il compito di “favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini”, dall’altra i cittadini hanno il dovere di prendersi cura di ciò che è loro ed hanno la responsabilità di difendere ciò che è comune, perché ciò che è comune è di tutti e non di nessuno. Tutto questo da noi già in parte accade, ma è giusto prenderne atto e offrire una regolamentazione a quanto spontaneamente avviene e provare a stimolare chi si sente lontano dalla vita pubblica ma che tanto può dare. Venerdì sera dunque il Consiglio Comunale ha approvato, con 9 voti favorevoli su 17, il Regolamento che disciplina le forme di collaborazione tra volontari civici e amministrazione comunale, per lo svolgimento di attività di interesse generale nel territorio di Pisticci. Le attività di tipo materiale, come la pulizia, la cura, la manutenzione di beni comunali, o di tipo intellettuale, possono essere proposte dal Comune o partire da una spontanea iniziativa dei volontari iscritti all’Albo della cittadinanza attiva. Oltre alle aree tematiche d’intervento ordinarie, ce ne sono alcune atipiche ed innovative, come la promozione della “innovazione sociale”, ovvero di nuovi servizi che soddisfino i mutevoli bisogni sociali, anche attraverso il coinvolgimento diretto dell’utente finale del servizio pubblico, al fine di ottimizzare o integrare l’offerta di servizi pubblici ed offrire risposta alla emersione di nuovi bisogni sociali; ma anche la promozione della “creatività urbana” e della sperimentazione artistica, al fine di riqualificare aree urbane o singoli beni comunali e della “innovazione digitale” avente ad oggetto nuove forme di condivisione di informazioni e notizie istituzionali e di fruizione di servizi online da parte della comunità. Inoltre, la promozione di idee innovative da inserire nell’agenda amministrativa comunale, chiude il cerchio su quella che può definirsi un’apertura alla partecipazione a trecentosessanta gradi. Ogni anno il Comune delibererà sui benefici fiscali da riconoscere a chi avrà svolto tali azioni nel rispetto delle disposizioni regolamentari, così come definirà le altre forme di riconoscimento ove vi siano associazioni che non siano tenute al pagamento del tributo per cui è prevista la riduzione o che siano esenti da imposizione fiscale. Anche altri Comuni lucani hanno deliberato in favore del baratto amministrativo, ma il nostro Regolamento, dalle informazioni in mio possesso, presenta rispetto ad essi delle innovazioni e delle peculiarità, non solo perché molto dettagliato, ma anche perché lascia spazio a innumerevoli possibilità di applicazione e non mira esclusivamente alla riduzione delle tasse, alla estinzione di debiti pregressi o al sostegno delle fasce più deboli. Non vi è una preclusione alla partecipazione per chi ha redditi più elevati, perché l’idea di fondo supera il beneficio fiscale, al quale tra l’altro il volontario può anche rinunciare, e mira piuttosto a spronare la partecipazione alle scelte amministrative e a lanciare nuove idee sul futuro di Pisticci. Si va ben al di là di un mero baratto e delle previsioni dell’art.24, che, quantomeno letteralmente, contemplano solo azioni di tipo materiale. I partecipanti, oltre ai benefici “economici”, avranno acquisito una nuova consapevolezza, quella del cittadino propositivo e solidale. Inoltre, i volontari civici potranno costituire un “comitato” che avrà il compito di suggerire all’amministrazione eventuali correttivi da apportare al Regolamento che, ricordo, sarà in fase di sperimentazione per due anni, ivi compresa l’integrazione delle attività di interesse generale. Il Regolamento prevede questo e molto altro. E proprio perché è fondamentale che i cittadini pisticcesi lo comprendano a fondo, anche dal punto di vista operativo, tra qualche settimana, Forum Democratico organizzerà un incontro pubblico per spiegarne i dettagli e rispondere a tutti gli eventuali dubbi. Sarà anche l’occasione per annunciare la prima iniziativa che riguarderà l’“adozione” di alcune aree verdi selezionate in tutto il territorio comunale.
Sono tre le ragioni di fondo che hanno portato me e la maggioranza tutta a volere fortemente questo Regolamento. Riteniamo che innanzitutto si pongano le basi per realizzare un nuovo sistema democratico a partecipazione allargata all’interno del Comune di Pisticci: i pisticcesi si sentiranno parte della vita amministrativa; se vorranno, potranno contribuire ad essere artefici del destino del proprio territorio. In secondo luogo, pensiamo al Regolamento come ad uno strumento utile a rafforzare il rapporto di fiducia tra la comunità e le istituzioni e, perché no, della politica. Infine crediamo sia un mezzo indispensabile per incrementare sentimenti di rispetto verso i beni pubblici che, ahinoi, spesso latitano. Ad onor del vero però devo dire che l’approvazione in Consiglio è solo il primo passo. Sono numerosi gli adempimenti che gli uffici devono compiere perché si passi alla fase operativa. Innanzitutto bisognerà attendere l’approvazione del bilancio per la deliberazione sui tributi e la conseguente pubblicazione dell’avviso. E’ un progetto al quale ho iniziato a lavorare quasi un anno fa, quando sono stata chiamata a fare l’assessore prima e il consigliere poi. Ora che siamo alle soglie delle elezioni, con estrema onestà, vorrei che questo Regolamento diventasse patrimonio della comunità pisticcese e non di un’amministrazione o di una fazione politica. Saranno i cittadini attivi pisticcesi a doverne pretendere l’applicazione negli anni a venire, indipendentemente da chi governerà, e quindi a prescindere da quanto le amministrazioni future saranno sensibili al tema e da quale sarà il loro grado di considerazione dei cittadini come attori di una gestione condivisa dell’azione pubblica.
Ringrazio l’avv. Leonardo Galeazzo, che ha collaborato con passione alla ideazione e redazione del testo, e tutte le associazioni e i cittadini che ho incontrato nei mesi scorsi e dai quali ho raccolto suggerimenti preziosi per la stesura finale. Concludo sostenendo fermamente che per lo sviluppo di un territorio e per il rafforzamento di una moderna idea di comunità non si può più prescindere da un rinnovato approccio della politica nei confronti dei cittadini, teso a far sì che, attraverso la partecipazione alla vita pubblica, la cultura della responsabilità, l’etica del bene comune e la condivisione delle scelte, i cittadini siano sempre meno amministrati e sempre più alleati di chi amministra.

Avv. Francesca Leone
consigliere comunale di Pisticci
capogruppo di Forum Democratico

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