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domenica 19 gennaio 2014

A Taranto le scuole a scuola di Shoah con Brundibár

C’erano una volta, nell’orfanotrofio ebraico di Praga, un compositore e tanti bambini…
Potrebbe iniziare così la favola di Brundibár, l’opera musicale per bambini scritta nel 1938 dal compositore Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister, entrambi ebrei cecoslovacchi, che poi durante la guerra fu rappresentata per 55 volte nel campo di concentramento di Theresienstadt da bambini e attori ebrei che poi furono trucidati. 

Per ricordare la Shoah quest’anno l’Orchestra Magna Grecia produce, con il sostegno di Programma Sviluppo di Taranto, l’opera “Brundibár” con la regia e la direzione del M° concertatore Francesco Lotoro. Al progetto hanno aderito istituti scolastici di Taranto e Grottaglie che nelle mattinate di domani, lunedì 20, e martedì 21, porteranno le loro scolaresche al Teatro Orfeo di Taranto per assistere alla rappresentazione di Brundibár: l’Istituto Comprensivo "Don Bosco” di Grottaglie, mentre di Taranto il 16° Circolo "Europa-Basile", l’Istituto comprensivo "S.G. Bosco", l’Istituto comprensivo "Renato Moro", la Scuola secondaria "Colombo", il Liceo classico "Archita" l’Istituto comprensivo "Galilei e l’Istituto comprensivo "XXV Luglio-Bettolo". Lo spettacolo teatrale sarà poi replicato, in occasione della “Giornata della Memoria, per il cartellone della stagione “XXII Eventi Musicali”, lunedì 27 gennaio al Teatro Orfeo di Taranto info 099.7304422 – 4526853 e www.orchestramagnagrecia.it.
In Brundibár ci saranno l’Orchestra ICO della Magna Grecia, direttore Francesco Lotoro, il Coro dell’istituto musicale Paisiello diretto dal M° Carmen Fornaro, e il Coro dell’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco” diretto dal M° Roberto Ceci. Gli attori: Paolo Candido sarà Brundibár, Pia Raffaele Pepicek, Federica Altomare Aninka, Imma Riccardi il cane, Valeria Dimaria il gatto, Federica Marotta il passerotto e Angelo De Leonardis il poliziotto. Hans Krása e Adolf Hoffmeister composero l’opera nel 1938, Brundibár in lingua ceca è il bombo, per l’inaugurazione dell’orfanotrofio ebraico di Praga, e nell’anno successivo la presentarono a un concorso del governo cecoslovacco che poi fu annullato a causa dell’invasione nazista. Nel 1943 tutti, tranne Hoffmeister rifugiatosi all’estero, si ritrovarono nel campo di concentramento di Theresienstadt: il compositore Krása, lo scenografo Frantisek Zelenka e il personale e i bambini del coro dell'orfanotrofio. Theresienstadt, Terezin in ceco, era un campo di smistamento di ebrei che poi venivano trasferiti in altri campi per la loro eliminazione; vi furono deportati complessivamente 140.000 ebrei, tra cui oltre 15.000 bambini: 33.000 vi morirono di stenti, di fame e di malattie, prima del loro trasferimento ad Auschwitz. Solo 3.097 sopravvissero alla guerra. In questo “lager modello”, che fu definito in un film della propaganda nazista come “la città che Hitler ha regalato agli ebrei”, tra gli altri erano stati deportati anche insigni uomini di cultura e artisti cecoslovacchi che qui erano costretti a produrre le loro opere per mostrare all’opinione pubblica mondiale un falso “volto umano” del nazismo, soprattutto in occasione delle ispezioni della Croce Rossa internazionale per dissipare i dubbi sul destino finale degli ebrei internati. Dal settembre del 1943 Hans Krasa portò in scena a Theresienstadt Brundibár, ricostruendone a memoria la partitura e adattandola ai pochi strumenti disponibili nel lager: flauto, clarinetto, chitarra, fisarmonica, piano, percussioni, quattro violini, un violoncello e un contrabbasso. La scenografia di Zelenka aveva come sfondo palazzi, al primo piano c'era una recinzione con i disegni del gatto, del cane e dell'allodola, con buchi per inserire le teste degli attori al posto di quelle degli animali.
Brundibár narra la storia di Pepícek e Aninka, un fratello e una sorella poveri e orfani di padre, che devono comprare un po’ di latte per salvare la madre malata. Per racimolare qualche soldo decidono di cantare al mercato, ma sono ostacolati nel loro intento da Brundibár, un malvagio suonatore d’organetto che rappresenta Hitler: aiutati dai bambini del paese, che rappresentano il popolo ebraico, nonché da un passero, un gatto, un cane, Pepícek e Aninka riusciranno alla fine a cacciare Brundibár e a cantare e danzare nel mercato, riuscendo così a guadagnare i soldi per comprare il latte e salvare la mamma. Brundibár non è soltanto una bella favola per ragazzi: essa contiene un drammatico messaggio e un’intensa simbologia, un racconto nel quale l’iniziale senso di impotenza si trasforma nel riscatto finale. Il partner culturale e sociale dell’Orchestra della Magna Grecia per la Stagione 2013-2014 è Ubi Banca Carime; la Stagione Concertistica “XXII Eventi Musicali” è sostenuta da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Camera di Commercio di Taranto, Regione Puglia, Provincia di Taranto, Confindustria Taranto, Comune di Taranto, Shell Italia E&P S.p.A., I&S Group e Fondazione Oro 6 per il Sociale.

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