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domenica 27 settembre 2015

CONSORZI BONIFICA: CASTELLUCCIO (FI), SI MOLTIPLICANO LE ASPETTATIVE DEL MONDO AGRICOLO

“Le aspettative di produttori ed agricoltori sono sempre le stesse, a partire dal risanamento finanziario degli ex Consorzi di Bonifica, elemento essenziale per predisporre un piano di rilancio operativo, per finire al superamento della pluralità di ‘attori’ del ciclo dell’acqua: Eipli e Acqua spa (soggetti pubblici proprietari della risorsa idrica), Aato e Conferenza interistituzionale idrica (soggetti incaricati della funzione gestionale istituzionale idrica), Acquedotto Lucano ma anche Consorzi Asi e Consorzi di bonifica (soggetti che si occupano della cosiddetta funzione industriale)”. A sostenerlo è il consigliere regionale Paolo Castelluccio (Fi) commentando il provvedimento della Giunta a firma dell'assessore Braia che destina circa 10 milioni di euro ai tre ex Consorzi aggiungendo che “vecchie e nuove aspettative adesso si moltiplicano”. “Nel settore agricolo – aggiunge Castelluccio - si sconta una situazione decisamente allarmante: come ha pubblicamente riconosciuto l'assessore Braia, condotte gestite dal CdB Bradano-Metaponto in amianto che ‘scoppiano’, 80 punti di sollevamento che hanno un costo di energia altissimo, 5 idrovore, 1500 km di cunette da manutentare e bollette di acqua per l’irrigazione sempre più ‘salate’. E poi c’è lo spreco delle acque reflue che secondo un vecchio progetto dell’Università di Bari dovevano essere convogliate verso l’Ilva di Taranto come lo spreco dell’acqua che potrebbe essere utilizzata per l’energia. Il Gruppo di Forza Italia ha da tempo indicato le cifre del sistema idrico lucano che “fa acqua da tutte le parti”, tra cui la dispersione dell’acqua è pari al 58% contro una media nazionale del 37%; l’incremento del costo delle bollette tra il 2007 e il 2014 si attesta al 35,7% e tra il 2013 e il 2014 al 3,1%; gli investimenti realizzati rispetto a quelli pianificati (per effetto della Legge Galli) sono soltanto del 26% a fronte di una media nazionale del 54%; la capacità di spesa della Basilicata al 31 dicembre 2014 è del 6,5% su un totale di 831,5 milioni di euro destinati alla nostra regione; l’ammontare debitoria di Acquedotto Lucano è di 20 milioni di euro. Non si può continuare a scaricare sugli agricoltori il fallimento della politica regionale per l’acqua e dopo il nuovo finanziamento è necessario che il commissario unico Musacchio presenti propositi ed obiettivi del cosiddetto piano di riorganizzazione, per ora avviato con il personale, e sui quali, come si ricorderà, nei mesi scorsi i sindacati hanno avanzato perplessità, determinando uno stop. Se il metodo nuovo che si intende introdurre mettendo fine ai finanziamenti esclusivamente finalizzati al ripiano deficit degli anni passati, che hanno sprecato consistenti investimenti, punterà alla programmazione di progetti di adeguamento ed ammodernamento del sistema idrico specie nelle aree che ne hanno maggiore bisogno – conclude Castelluccio – sarà possibile mettere la risorsa idrica al servizio degli agricoltori quale risorsa essenziale per la competitività”.

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