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martedì 12 maggio 2015

FRAGOLA: CASTELLUCCIO (FI), DIFENDERSI DA CONCORRENZA SPAGNOLA ED ESTERA

Anche se la Candonga Fragola Top Quality conserva quotazioni discrete nei principali mercati all'ingrosso italiani e in alcuni Paesi Europei, sicuramente anche per effetto del grande successo riscosso a Tuttofood a Milano, favorendo nelle ultime settimane la netta ripresa della domanda per le fragole di produzione italiana, vanno intensificati i programmi di tutela della qualità e di adeguata assistenza tecnica per accompagnare i fragolicoltori del Metapontino nei processi di innovazione perché come testimonia l’andamento altalenante dei prezzi solo la qualità e il marchio possono garantire ai nostri agricoltori la giusta redditività e adeguata difesa dalla concorrenza spagnola ed estera in generale. E’ quanto afferma il consigliere regionale Paolo Castelluccio (Fi) per il quale le notizie che arrivano dalle prime giornate della presenza lucana all’Expo di Milano confermano il crescente interesse per i prodotti alimentari tipici e di qualità di cui la fragola è diventata un simbolo grazie alla diffusione sui mercati internazionali. E se, come riconoscono gli stessi produttori in sintonia con l’impegno profuso dal direttore generale del Dipartimento Agricoltura Giovanni Oliva, dopo l’esaltante esperienza di Tuttofood a Milano, un ruolo sempre più importante è affidato alla sinergia di collaborazione tra Regione, Camere di commercio di Potenza e Matera, azienda camerale speciale, è necessario – dice ancora Castelluccio – affinare la strategia di cooperazione istituzionale determinando strumenti, occasioni ed opportunità per una maggiore penetrazione della fragola sui mercati nazionali ed esteri. Non si sottovaluti che l’altissimo posizionamento di mercato raggiunto dalla Candonga Fragola Top Quality, grazie all’impegno e alla passione del management, presuppone uno sforzo costante per restare ai vertici, perfezionando gli strumenti organizzativi aggiornandoli alle nuove esigenze dei consumatori sempre più esigenti e selettivi. Una sfida, che si ripete con la campagna 2015 e che deve vedere ognuno per le proprie responsabilità – dalla Regione, al Comune, alle Cciaa, alle organizzazioni professionali agricole, a ristoratori e chef, agli esercenti della vendita diretta - fare la sua parte. Tra le sollecitazioni prioritarie da raccogliere – conclude Castelluccio – quella della Coldiretti a “non far cadere la fragola del Metapontino nell’anonimato dei banchi di vendita, visto che la perizia e la cura nella coltivazione offrono garanzie di salubrità per il consumatore”. Il primo banco di prova è rappresentato dai Bandi del nuovo Psr 2014-2020.
La settimana che si è appena conclusa nei principali mercati all'ingrosso italiani è stata caratterizzata da una soddisfacente vivacità degli scambi. Regina del mercato è la fragola che ha registrato un cambio di passo rispetto alle settimane precedenti. Gli operatori dei principali mercati all'ingrosso nazionali, contattati dalla redazione di Italiafruit news, sono concordi nel confermare una netta ripresa della domanda per le fragole di produzione italiana. L'offerta si è mantenuta contenuta con Germania e Svizzera che hanno importato interessanti quantitativi di prodotto. Il report settimanale del Ministero Tedesco per l'Alimentazione e l'Agricoltura (BLE) evidenzia per la categoria "media fragole italiane" un incremento dei prezzi rispetto alla stessa settimana del 2014 di 0,80 euro/chilo: 2,68 euro/kg contro 1,87 euro/kg dello scorso anno. A Francoforte le fragole italiane sono state quotate sui 3 euro/kg, ad Amburgo 2,82 euro/kg e a Monaco 2,65 euro/kg. Il prodotto tedesco ha invece quotazioni superiori ai 5 euro al chilo, a conferma che la campagna tedesca è in ritardo rispetto all'annata passata.
Tornando in Italia, ancora presente Candonga che sui mercati di Torino, Milano, Bergamo e Brescia ha oscillato tra i 2,50 e 3 euro al chilo. Soddisfazione anche per il prodotto romagnolo le cui quotazioni sono state superiori ai 2,50 euro al chilo. Tra i 2,20 e i 2,50 euro al chilo le fragole veronesi.
Al sud prezzi tra i 3 e i 4 euro al chilo per Candonga sia a Bari che a Roma mentre per gli ultimi stacchi di Sabrina ci si è attestati tra i 2,30 e i 2,50 euro al chilo.
Da segnalare un velato ottimismo che aleggia tra gli operatori; il trend dovrebbe durare anche nelle prossime sedute.Una confezione contenente due manghi è stata venduta a 300.000 yen (corrispondenti a 2.340 euro). Lunedì in Giappone durante la prima asta della stagione a Miyazaki, sull'isola di Kyushu (sud-ovest), è stato raggiunto un prezzo record per il secondo anno di fila. Il fortunato acquirente è un grande magazzino nella città di Fukuoka. Il peso minimo di 350 grammi e alto contenuto di zucchero: questi manghi label "Taiyo no Tamago" ("uovo del Sole") sono soggetti a rigorosi criteri di selezione. Altri frutti popolari, come i meloni hanno un flusso delle tariffe annualmente deliranti.
Il record assoluto del 2008, quando due meloni erano stati venduti per la somma di 2,5 milioni di yen (19.500 euro al cambio attuale). Ma anche le fragole non hanno nulla da invidiare. Un marchio di lusso, particolarmente popolare quest'anno, appare come 390 euro... l'unità. I giapponesi comunque non guardano al costo di acquisto, per quanto esoso, in particolare quando offrono la frutta, un dono prezioso nell'arcipelago. Nei reparti dei grandi magazzini dedicati o negozi specializzati, le opere d'arte della natura sono esposte come gioielli, protette da una rete bianca. Spesso vendute singolarmente, mele, pere, pesche, uva presentano forme perfette e lasciano un gusto squisito al palato. Anche nei supermercati di base, la frutta è ancora merce costosa: una sola mela spesso costa l'equivalente di 2 euro. 
La tradizionale festa dedicata alla fragola, organizzata a Policoro dalla sezione della Coldiretti con il patrocinio del Comune, in contemporanea con il grande successo della Candonga Fragola Top Quality riscosso al Tuttofood di Milano, oltre ad essere occasione di orgoglio per i nostri produttori deve diventare occasione per interrogare la Regione su cosa può fare di più e meglio a sostegno della fragola del Metapontino in previsione dei Bandi del nuovo Psr 2014-2020. E’ quanto afferma il consigliere regionale Paolo Castelluccio (Fi) per il quale innanzitutto vanno intensificati i programmi di tutela della qualità e di adeguata assistenza tecnica per accompagnare i fragolicoltori del Metapontino nei processi di innovazione perché come testimonia l’andamento altalenante dei prezzi solo la qualità e il marchio possono garantire ai nostri agricoltori la giusta redditività. Le notizie che arrivano dalla prima giornata della presenza lucana all’Expo di Milano – continua – confermano il crescente interesse per i prodotti alimentari tipici e di qualità di cui la fragola è diventata un simbolo grazie alla diffusione sui mercati internazionali. E se, come riconoscono gli stessi produttori in sintonia con il direttore generale del Dipartimento Agricoltura Giovanni Oliva, dopo l’esaltante esperienza di Tuttofood a Milano, un ruolo sempre più importante è affidato alla sinergia di collaborazione tra Regione, Camere di commercio di Potenza e Matera, azienda camerale speciale, è necessario – dice ancora Castelluccio – affinare la strategia di cooperazione istituzionale determinando strumenti, occasioni ed opportunità per una maggiore penetrazione della fragola sui mercati nazionali ed esteri. Non si sottovaluti che l’altissimo posizionamento di mercato raggiunto dalla Candonga Fragola Top Quality, grazie all’impegno e alla passione del management, presuppone uno sforzo costante per restare ai vertici, perfezionando gli strumenti organizzativi aggiornandoli alle nuove esigenze dei consumatori sempre più esigenti e selettivi. Una sfida, che si ripete con la campagna 2015 e che deve vedere ognuno per le proprie responsabilità – dalla Regione, al Comune, alle Cciaa, alle organizzazioni professionali agricole, a ristoratori e chef, agli esercenti della vendita diretta - fare la sua parte. Tra le sollecitazioni prioritarie da raccogliere – conclude Castelluccio – quella della Coldiretti a “non far cadere la fragola del Metapontino nell’anonimato dei banchi di vendita, visto che la perizia e la cura nella coltivazione offrono garanzie di salubrità per il consumatore”.

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