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martedì 21 gennaio 2014

C. V. D. P. :proposta di riforma del Sistema elettorale e della Costituzione elaborata dal Movimento Astensionista Politico Italiano CVDP inviata stamane alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.

C.    V.    D.    P.
Commissione di Vigilanza
Per la Democrazia Partecipativa
(movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare)


Alla Commissione Affari Costituzionali
 della Camera dei Deputati

Oggetto: RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE E DELLA COSTITUZIONE
Illustrissimo Presidente On.le Francesco Paolo Sisto, Illustrissimi Onorevoli Deputati

In riferimento ai Lavori relativi alla discussione della Riforma del Sistema elettorale e della Riforma della Costituzione in svolgimento presso Codesta Prima Commissione - AA.CC. della Camera dei Deputati, e alla possibilità prevista di inviare contributi scritti anche da parte di Movimenti e Partiti politici se pur non rappresentati in Parlamento, lo scrivente “Movimento Astensionista Politico Italiano CVDP”, in nome e per conto di tutti gli elettori italiani che finora si sono astenuti dall’esprimere un voto valido alle elezioni di ogni ordine e grado 

INVIA

doverosamente la presente proposta scritta affinchè sia resa disponibile, oltre che essere presa in considerazione, dagli Onorevoli Deputati che La compongono.
In essa sono sinteticamente evidenziate alcune significative proposte di modifica, nonchè revisione dell’attuale sistema elettorale e della Costituzione, determinate principalmente dalla “bocciatura” da parte della Corte Costituzionale del “Porcellum”. Inoltre, sono evidenziate anche una serie di modifiche sostanziali degli automatismi di rappresentanza politico/istituzionale di ogni livello, secondo i principi di un pluralismo politico di sistema associato a formule di effettivo rispetto della sovranità popolare, oltre ad elementi applicati di demarchia e democrazia partecipativa.

MOTIVAZIONI

Dagli artt. 48, 49, 56, 58 e 122 della Costituzione italiana si deduce che l’assegnazione dei seggi è conseguente alle elezioni, le quali consentono agli elettori di scegliere ed eleggere direttamente i membri che compongono il Parlamento e i Consigli degli Enti locali. Ne consegue che tale scelta implica un voto espresso sulla scheda elettorale, e che pertanto l’assegnazione dei seggi deve essere effettuata in base ai voti espressi dall’elettorato. La Costituzione italiana non lascia intendere, tuttavia, che i seggi debbano essere assegnati “sempre e comunque”, soprattutto se ricorrenti ad éscamotages che alterano i normali rapporti di rappresentatività e sovranità degli elettori (ad es. i riferimenti di espressività riferiti esclusivamente ai valori “percentuali” del consenso senza considerarne i “valori numerici assoluti” dei voti espressi, oppure i premi di maggioranza fissi o variabili, indicati, cioè, di volta in volta con specifici decreti elettorali). L’art. 49 della Costituzione, poi, indica chiaramente che i partiti debbano costituire semplici strumenti ai fini dell’esercizio del diritto politico e non un obbligo di cooptazione degli elettori, essendo il loro scopo quello di “contribuire” alla determinazione della politica complessiva e “non” quello di occupare ad ogni costo il Parlamento ed ogni Istituzione o funzione pubblica. La Costituzione quindi, a nostro avviso, non impedisce ai cittadini non iscritti a partiti, movimenti politici o qualsivoglia lista di ricoprire la carica di Parlamentare o Consigliere o Ministro della Repubblica, ecc. ecc. Ma l’art. 1 della Costituzione italiana, soprattutto, recita molto chiaramente che “la sovranità appartiene al popolo” e che “l’Italia è una repubblica democratica” e il fenomeno dell’astensionismo, che è cresciuto notevolmente in questi ultimi tempi, indica senza alcuna ombra di dubbio che moltissimi elettori, non fidandosi più degli attuali partiti, dànno all’astensione elettorale una “particolare”, oltre che “rinnovata” valenza politica. Dopo le ultime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 il distacco e la sfiducia verso tutti i partiti sono cresciuti ulteriormente, e gli italiani che non hanno voluto esprimere alcun consenso nei loro confronti, sulla base di motivazioni e convinzioni strettamente politiche, ha superato il 30% degli aventi diritto, con un complessivo di più di 15 milioni di elettori che si sono astenuti “volutamente”. Mentre per le tornate elettorali amministrative successive a dette Politiche, in alcuni casi si è astenuta “oltre” la metà degli elettori aventi diritto. A rafforzamento di questa tesi molti di essi hanno anche fatto trascrivere o allegare nei verbali elettorali le motivazioni della loro scelta di non votare alcuna lista o candidato presente. Ci pare poco logico non dare alcun peso ed ignorare, in una democrazia, questo elettorato che ha superato quasi del doppio l’elettorato della lista che ha ricevuto più voti. Per questa ragione, riteniamo opportuno segnalare a codesta Prima Commissione sei punti programmatici fondamentali, da considerare in vista di un’auspicabile e urgente modifica dell’intero sistema elettorale italiano, che investa direttamente sia i meccanismi dell’attribuzione dei seggi che i conseguenti meccanismi dell’assegnazione delle cariche pubbliche ed istituzionali di ogni livello, come di seguito elencato:
1. L’aggiunta sulle schede elettorali di un’area per le astensioni, con la previsione della casella “nessuno” o, in alternativa, “non voto” o anche “bianca”.
2. Lo scatto dei seggi in percentuali numeriche direttamente collegate al numero dei voti validi espressi, rapportati agli aventi diritto (es. su 50 milioni di aventi diritto, se i voti validi sono 25 milioni i seggi che scattano saranno esattamente la metà), senza ovviamente alcun premio di maggioranza.
3. I seggi restanti, numericamente previsti da tutti gli altri ordinamenti legislativi in vigore e determinati, a questo punto, dalle espressioni “nessuno” o “non voto” o “bianca”, nonché dall’astensione passiva o mancata affluenza alle urne, con l’aggiunta inoltre dei residui dei voti per mancato raggiungimento di soglie, saranno assegnati a titolo totalmente gratuito e per brevissimo periodo (min. 1 e max. tre giorni) a cittadini regolarmente iscritti nelle liste elettorali, ma non ricoprenti alcun’altra carica politica o istituzionale, secondo modalità di sorteggio pubblico.
4. Con analogo meccanismo di sorteggio saranno inoltre scelti anche i rappresentanti di lista per il “non voto”, regolarmente ammessi nei seggi elettorali e gli scrutini al pari dei rappresentanti dei partiti o liste politiche.
5. Un analogo meccanismo di massima rappresentatività pluralistico-democratica potrà inoltre essere previsto a tutti i livelli, vale a dire anche per l’assegnazione di Cariche istituzionali, Giunte esecutive, CdA, Authority, Enti Pubblici, etc. etc.
6. Rimane scontata, sulla base delle modifiche sostanziali determinate dalle suddette proposte, l’invariabilità del numero complessivo di Onorevoli e Senatori, come previsto attualmente dalla Costituzione. Poiché il numero di coloro che sulla base delle risultanze elettorali svolgeranno il loro compito in “servizio permanente effettivo di legislatura”, e quindi pienamente retribuito, sarà completato dagli Onorevoli e Senatori sorteggiati tra il popolo, che ricopriranno l’analoga funzione istituzionale in maniera totalmente gratuita e solo per qualche giorno. 
In questo modo i plenum istituzionali (parlamentari o di qualsiasi altro genere) sarebbero comunque assicurati, ma con una notevole riduzione dei costi e soprattutto dell’ingerenza dei partiti all’interno delle Istituzioni.
Ringraziando per la disponibilità il Presidente Sisto e tutti gli Onorevoli Deputati di codesta Prima Commissione, e restando disponibili per ogni ulteriore chiarimento e/o approfondimento utile, si coglie l’occasione per porgere i più ossequiosi e cordiali saluti.

Roma, 21 gennaio 2014 
Con deferenza
Antonio Forcillo, portavoce CVDP
Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa
(movimento astensionista politico italiano)
cell. 338-5867165 mail: forcillotoni@alice.it

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