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venerdì 12 febbraio 2016

TURSI DEVE RIPARTIRE

Tursi è un piccolo comune della provincia di Matera, che conta poco più di 5000 abitanti posto in mezzo tra i fiumi Agri e Sinni.
Cittadina formata da gente laboriosa e dignitosa, è conosciuta soprattutto per tre aspetti storico-culturali: l’antico rione arabo della Rabatana, il poeta Albino Pierro e la Basilica Minore di Anglona.
Ma Tursi è molto altro ancora.
Profumi, colori, tradizioni ed usanze uniche nel loro genere.
In questi mesi, nonostante le difficoltà più o meno grandi o ingigantite, abbiamo cercato di mostrare il lato buono della nostra Città attraverso manifestazioni locali e nazionali, un’informazione costante fatta dalla gente che deve tornare ad essere protagonista della sua realtà e da un legame riscoperto tra istituzioni e cittadinanza. Alla luce di questo, non è un caso se la pagina Facebook “Comune di Tursi” nata il 1° gennaio oggi è la pagina di informazione riguardante la nostra città più visitata.
Per questo voglio ringraziare ancora una volta il mio portavoce, Salvatore Cesareo, che dal nulla, con zero spese per l’Ente, è riuscito a mettere in piedi un progetto che viene apprezzato anche all’esterno. Questo accade quando si segue la passione e l’amore verso quello che si fa e verso la propria Città. Senza secondi fini e senza compensi economici esorbitanti.
Tursi, la nostra Tursi, di cui sono orgoglioso di essere il Sindaco e per la quale mi batterò sempre affinché mai sia privata dei suoi diritti e dei suoi sogni, è come uno scrigno che ha racchiuso in se un tesoro inestimabile che per molti anni tutti hanno cercato ma nessuno sembra in grado di trovare.
Eppure è cosi visibile. Bisogna avere solo gli occhi del fanciullo per ammirarlo.
In questi nove mesi di amministrazione, insieme ai miei assessori e consiglieri, abbiamo fatto questo: abbiamo provato a guardare questo scrigno con gli occhi disinteressati di un fanciullo ed abbiamo visto come anche una banalità può trasformarsi in una grande ricchezza.
E’ stato cosi per ogni manifestazione organizzata nel nostro comune o per ogni scelta, anche importante che abbiamo preso.
Sicuramente una Città non si amministra solo a colpi di manifestazioni ma bisogna pensare anche alle cose concrete.
L’avvio dei lavori per il Parco Eolico, tanto promesso per decenni con ritardi e disattese, è sicuramente il perno di questa concretezza.
Senza dimenticare il completamento a breve dello sbocco di viale Sant’Anna e la realizzazione dell’ascensore panoramico per avere un miglioramento dei collegamenti con il centro storico oltre ad un attrattore turistico in più.
Il centro storico per noi deve essere una risorsa e grazie all’aiuto della Fondazione sono convinto nel giro di pochi anni riusciremo a toglierci soddisfazioni senza precedenti.
Come è stato motivo di grande soddisfazione l’apertura del Museo Diocesano allestito nel vecchio municipio del rione San Filippo.
Mi preme ricordare, inoltre, la messa in sicurezza del canale Pescogrosso, la riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole, il ripristino stadio comunale “Mimmo Garofalo”, la realizzazione dell’area cani e dell’area fitness in pineta, la riqualificazione del parco giochi di viale Sant’Anna, la realizzazione del progetto “Le Antiche Vie dal Tratturo Preistorico alla strada statale jonica 106” e tanti altri progetti migliorativi per il nostro centro storico e la viabilità locale e rurale.
In soli nove mesi siamo riusciti a produrre questo. Poco o molto, nonostante le critiche e la partecipazione non certo costruttiva della minoranza consiliare, siamo riusciti a portare a casa già questi risultati ai quali va aggiunta una ritrovata sintonia con la realtà associativa locale.
Questo è frutto dell’ottimo lavoro svolto dalla mia granitica squadra composta da uomini e donne valide che stanno dimostrando il loro valore e il loro amore vero verso questa Città. A loro posso solo dire un grazie che viene dal cuore.
Ultimamente, però, c’è stato un accadimento che supera di gran lunga tutti gli altri che ci tengo a raccontarvi.
Come ben sapete, forse anche in misura superiore alla realtà, il nostro Comune, come molti altri piccoli comuni italiani, versa in condizioni economiche preoccupanti. Non ho timore a dire che non mi aspettavo di trovare una situazione del genere, cosi come mi assumo tutto le mie responsabilità perché sono tredici anni che amministro, a vario titolo, la mia Città.
Tuttavia, gli errori del passato ed i massicci tagli degli stanziamenti statali, hanno provocato questa situazione che mi ha messo di fronte a due strade da percorrere: chiedere un aiuto al Presidente della Regione, Marcello Pittella, con il quale ho un rapporto di stima e rispetto da anni, oppure dichiarare il pre-dissesto, ossia portare la tassazione comunale ai massimi livelli, adoperare tagli ai servizi e portare cosi i cittadini davvero all’esasperazione.
Poi c’era la via sicura. Ma solo per la mia persona: Dimettermi. Ecco, pur di non far torto alla mia gente, che sono la mia ricchezza più grande in assoluto, stavo valutando seriamente questa ipotesi.
Perché io non vivo di politica ma per la politica. E’ una differenza abissale che se colta fino in fondo, fa notare come il sottoscritto non è attaccato alla poltrona in seno all’Ente comunale, ma solo alla sua Città.
Io sono un tursitano vero, nato e cresciuto in mezzo al mio popolo e che vuole continuare a camminare a testa alta sempre! Chiusa la parentesi sulla doverosa precisazione riguardante la situazione dell’ente, che piano piano stiamo portando a risoluzione, invito tutti ad amare e portare sempre nel cuore questa Città. Avere cosi tanta storia, arte e cultura non è da tutti. Adesso è giunto il tempo di cambiare marcia e mettere al servizio di tutti queste nostre armi perché l’isolamento in cui ci troviamo porta solo all’auto-distruzione.
Apriamoci e mostriamo amore verso questa terra. Solo così possiamo dare slancio al comparto economico in ogni sua forma. Perché se davvero riusciremo, come mi auguro, in questi quattro anni di legislatura a far decollare il turismo, a migliorare le inefficienze manifestate dai cittadini e dalle attività commerciali e se riusciamo a far splendere sempre il sole invece che spingere nuvoloni di pioggia su questa Città, avremo conseguito tutti la più grande vittoria della nostra vita.
Questo non è un discorso che faccio da Sindaco ma da tursitano vero ed orgoglioso della sua terra come ce ne sono tanti qui ma che spesso vengono offuscati da chi prova quasi gusto a macchiare anche il dipinto più bello del mondo.
Aiutiamoci, confrontiamoci, mandiamoci anche a quel paese perché presi dal fervore della discussione, ma non perdiamo mai di vista IL BENE DI TURSI E DELLA SUA GENTE.
Dai dipendenti comunali, che non mi stanco mai di spronare ed esortare ad amare il proprio lavoro come se fosse una seconda pelle, rispettando ogni cittadino, svolgendo il loro dovere in maniera sempre oculata e precisa, passando per la minoranza alla quale chiedo aiuto ma anche rispetto per fare solo il bene collettivo, per finire ai cittadini.
Tutti dobbiamo essere protagonisti positivi del nostro destino.
Non è più tempo di chiacchiere ma di azioni giuste e mirate, mosse in armonia, per poter ridare vita a questa nostra terra.
Spero e mi auguro, dopo la definizione di Sindaco Figlio del Popolo, che dopo nove mesi di insediamento e giusto periodo per la nascita di una nuova vita, posso definirmi tale con orgoglio perché sarà sempre e solo il popolo il mio unico interlocutore e propulsore di ogni mia azione.

Il sindaco
Prof. Salvatore Cosma

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