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martedì 10 dicembre 2013

C’E’ ANCHE UN BEL PEZZO DI BASILICATA NEL LIBRO DELLA BUONA SANITA’ FIASO

In tempo di crisi, in cui i tagli alla Sanità sono considerati una priorità per riportare i conti in ordine, resta fondamentale garantire ai cittadini un’adeguata erogazione dei servizi contenendo i loro costi. A tal proposito la Fiaso (Federazione italiana Aziende sanitarie e Ospedaliere) ha presentato oggi 10 dicembre, all’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma, un Libro Bianco della “Buonasanità” incentrato su 75 esperienze selezionate tra le 87 proposte dalle 41 aziende partecipanti (il 23% in più rispetto alla prima edizione): una banca dati gratuita di progetti sperimentati e pronti all’uso per le aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche che vogliono migliorare la qualità riducendo i costi. A coordinare il gruppo di lavoro (costituito da qualificati esponenti del mondo accademico, di Agenas, di Cittadinanzattiva, di Aziende sanitarie e della stessa FIASO) è stato chiamato il vicepresidente della Fiaso, Giampiero Maruggi, direttore generale del San Carlo. Buona la presenza di progetti presentati da Aziende lucane: la piccola Basilicata spicca rispetto alle altre regioni meridionali, seconda solo alla Sicilia. Dei 4 progetti lucani tre sono del San Carlo, uno del Crob. La parola chiave di questa edizione del libro bianco è la "replicabilità": i progetti selezionati sono cioè a disposizione dell'intero sistema sanitario nazionale perché vengano auspicabilmente applicati in altre realtà aziendali. In questa direzione la FIASO assicurerà il massimo sostegno in termini di diffusione e di messa in rete dei progetti, per favorire esperienze emulative. Altra importante novità introdotta in questa edizione è costituita dalla scelta del Comitato scientifico di individuare, nell'ambito dei 75 progetti selezionati, quelli meritevoli di una particolare menzione in quanto di assoluta eccellenza: sono 20 esperienze aziendali alle quali è stato assegnato il "bollino blu della buona sanità FIASO". La maggior parte delle esperienze selezionate dall’Osservatorio FIASO sulla “buonasanità” ha riguardato integrazione socio-sanitaria e presa in carico delle malattie croniche (27%), tema sempre più strategico per Aziende e assistiti. al secondo posto ci sono modalità organizzative, gestionali, formative e valutative che connotano la politiche del personale (25%). Seguono le buone pratiche tese a migliorare le strategie e gli strumenti correlati alle performance clinico-assistenziali e gestionali (24%), il rapporto medico-paziente (19% delle esperienze), i mutamenti nel ruolo e nelle funzioni dell’operatore infermieristico nei servizi ospedalieri e territoriali (5%).
“La raccolta sistematica delle best practice – spiega Giampiero Maruggi – è il contributo che come aziende sanitarie e ospedaliere offriamo al Paese per dimostrare concretamente che i buoni servizi sono ancora sostenibili economicamente se si lavora sulla qualità dei modelli organizzativi, se si coniuga l’innovazione tecnologica con l’attenzione al fattore umano che rappresenta spesso il vero valore aggiunto”. “Parlare di buona sanità – conclude il dg del San Carlo e vicepresidente della Fiaso – è difficile in questi tempi aspri, in cui avanza implacabile l’onda lunga mediatica che enfatizza, a torto o a ragione, i singoli, spesso presunti, casi di malasanità e spazza via le buone prassi quotidiane che sono al contrario molto diffuse e aiutano a rafforzare e a tenere coeso il sistema sanitario nazionale. Spesso ci si dimentica che l’Italia ha il miglior rapporto in Europa tra prezzo e qualità delle prestazioni sanitarie. Il volume che abbiamo presentato oggi serve appunto a lasciare traccia di un grande lavoro nel settore pubblico che non sempre trova la giusta luce della ribalta”.

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