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mercoledì 18 giugno 2014

Valutare lo stato ecologico e i patogeni emergenti negli ecosistemi acquatici dell’invaso del Pertusillo.

È quanto prevede un accordo di collaborazione stipulato tra l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata e l’Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un’azione di fondamentale importanza che integra e completa le attività finalizzate al monitoraggio degli ecosistemi e del biomonitoraggio con attività innovative di ricerca nel settore delle acque destinate alla potabilizzazione. L’accordo di collaborazione e la convenzione che lo esplicita in tutti i i suoi dettagli sono finalizzati allo studio delle componenti biologiche presenti nei corpi idrici superficiali ed in particolare alla ricerca delle diatomee (alghe unicellulari) e delle macrofite acquatiche (le specie vegetali macroscopiche che vivono nell’ambiente acquatico e in prossimità di esso), al fine di esprimere un giudizio di qualità ambientale incrociando lo “stato chimico” con il “sistema vivente”. Lo stato di qualità dei corpi idrici è funzione della loro capacità di mantenere e supportare comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate, il più possibile vicine alla condizione naturale in cui non appaiono significative modificazioni dell’ecosistema prodotte dall’attività umana. Lo stato di salute dell’invaso del Pertusillo verrà indagato anche utilizzando metodologie innovative applicate per la prima volta in Basilicata. Metodologie capaci di riconoscere e determinare, attraverso tecniche di microbiologia, i patogeni potenziali.
I risultati di tale sperimentazione saranno successivamente esportati sugli altri corpi idrici lucani e pubblicati su riviste scientifiche di settore. Le attività di ricerca e messa a punto del sistema di indagine sono svolte dal Centro Ricerche di Metaponto-ARPAB in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. I prelievi e le prime indagini in situ sono state condotte dal team dei ricercatori, ISS e ARPAB, che nel mese di giugno si è recato sull’invaso. Il lavoro proseguirà nei laboratori e già a fine luglio sarà fatto il punto della situazione. Conoscere l’ecosistema acquatico in tutta la sua complessità significa poter pianificare misure ed interventi di risanamento. Noi stessi facciamo parte della biodiversità: preservarla significa salvare il nostro mondo e quindi la vita, in ogni sua forma.

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