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lunedì 23 giugno 2014

Per l’efficacia dalla Politica senza frenare il cambiamento, ognuno svolga il ruolo per il quale è stato investito dagli elettori.

Mi sorprende che sia proprio un funzionario di carriera che appare, con le ultime posizioni politiche assunte in questi giorni, non comprendere che la Basilicata è tra le regioni italiane la più fragile, che il coraggio di chi si espone per la sua terra merita lealtà, che la gente è stremata e non ne può più di vederci attratti solo dalle legittime aspettative individuali mentre c’è bisogno di unità, decisioni e riforme in grado di generare sviluppo, lavoro ed occupazione. Fondamentale quindi, in questi momenti difficili soprattutto, sarebbe concentrarsi anima e corpo nello svolgimento dei propri ruoli, nel concludere per esempio il percorso di modifica dello Statuto e nel mettere in campo una poderosa azione di valutazione dell'efficacia delle politiche regionali già declinata nella famosa “Carta di Matera” . Il provare a piegare o infrangere le regole a volontà che appaiono assolutamente personali è sempre, al di la delle dichiarazioni o buone intenzioni, un pericoloso tentativo di autoconservazione e quindi un chiaro segnale contro l’auspicato “cambiamento”, oltre che la rappresentazione di atteggiamenti che mettono a rischio libertà e democrazia , valori irrinunciabili che invece la buona Politica deve saper sempre preservare. Ritenere poi che le proprie posizioni siano indiscutibilmente quelle maggioritarie di una comunità, qualunque essa sia, è quantomeno pretestuoso oltre che destabilizzante per una comunità complessa come generalmente è quella di un partito politico. Assumere entrambi gli atteggiamenti dopo che la Direzione Regionale - che in un partito è l’unico organismo legittimato a decidere sui temi congressuali e sulla direzione politica, per l’occasione al gran completo, dopo tre rinvii - ha votato all’unanimità la celebrazione del Congresso regionale del PD per il 12 luglio prossimo, è la chiara dimostrazione che il tentativo, contenuto nella missiva inviata da Lacorazza ai segretari di circolo, che vanno ringraziati insieme agli iscritti per il lavoro quotidiano che svolgono, di presentarsi come il “nuovo paladino” della politica lucana del cambiamento e dell’apertura alla società civile, provando a delegittimare l’unico strumento che lo ha realmente consentito rappresentato dalle primarie aperte, credo possa ritenersi un pò azzardato e poco credibile. Solo per una valutazione oggettiva è giusto ricordare che il partito che oggi l’amico e giovane Piero ritiene, con l’invito a riaprire le candidature, di dover “aprire e cambiare”, di cui vuole “abbattere i recinti” e nel quale si auspica possa spirare sempre più il “vento impetuoso del rinnovamento”, è lo stesso partito che frequenta da 20 anni, che lo vede protagonista indiscusso e dirigente dal 2006 e che ha già guidato da segretario per 18 mesi - dall’ottobre 2007 al Giugno del 2009 - prima di approdare velocemente al prestigioso ruolo di Presidente della Provincia di Potenza. Ed è lo stesso che oggi lo vede nell’ importante e doppia grande responsabilità di Consigliere Regionale e Presidente del Consiglio . Siamo contenti e felici, al netto dell’età di chi si esprime o dichiara condivisione di intenti, che il “modello renziano” possa avere sempre più e nuovi simpatizzanti e protagonisti con i quali lavorare, auspico unitariamente in futuro. A loro dico che non è solo il “campo congressuale” quello in cui poter giocare questa partita e vestire questa maglia e che il proprio straordinario contributo lo si può dare pur non essendo protagonisti diretti. Il tema cruciale, pertanto, è avere consapevolezza del significato di quella maglia, onorarla e battersi per il progetto che rappresenta, sapendo che non la si può mettere e togliere a convenienza . In campo ci sono piattaforme politiche e autorevoli candidati tra i quali è possibile effettuare scelte e sostegno; il quadro politico dopo le elezioni amministrative e quelle europee del 25 maggio, rispetto a quello di febbraio scorso, non è assolutamente mutato. Anzi si è semplicemente e fortunatamente consolidato, legittimando il governo Renzi sino al punto di farlo assurgere a modello di “Governo per l’Europa”. Piuttosto che continuare ad impiegare tempo ed energie per studiare le mosse o le strategie possibili finalizzate a rimescolare le carte, ottenendo rinvii pericolosi per il PD di Basilicata e dei territori che cercano riferimenti assenti da mesi, ritengo sia fondamentale invece cercare l’unità nel cambiamento e dare il sostegno massimo e più compatto possibile alla sacrosanta battaglia intrapresa dal Governatore Marcello Pittella sul tema del Patto di stabilità .
Non è più il tempo di tergiversare sui vincoli del Patto e sulle royalties del petrolio. Avere in cassa oltre 500 Meuro e non poterli spendere per onorare gli impegni assunti con le imprese per un vincolo di bilancio appare oggi anacronistico alla luce dell’oramai irrinunciabile esigenza di rilanciare sviluppo ed occupazione. I ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione sta distruggendo il fragile sistema delle imprese lucane, al netto delle inutili ed inapplicabili direttive europee; tenere fuori le royalities ambientali rivenienti dalle estrazioni petrolifere, che in Basilicata superano i 160 Meuro, è il primo possibile obiettivo che possiamo e dobbiamo raggiungere sostenendo a livello nazionale una battaglia che deve vedere il Partito Democratico al fianco del Presidente Pittella e della Basilicata tutta.

Luca BRAIA
Candidato alla segreteria Regionale PD

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