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mercoledì 22 giugno 2016

Biodiversità in Basilicata, il dossier

La presentazione allo ScamBioLoGiCo (ex scalo merci stazione Potenza superiore)
Il 20% del territorio lucano è occupato da aree protette
La Regione Basilicata la prima a dare piena attuazione alla direttiva comunitaria.


La Basilicata non solo scrigno di biodiversità ma buona pratica per quanto concerne l’azione di tutela. E’ quanto emerge dal dossier “Biodiversità Basilicata” realizzato dalla rete dei circoli di Legambiente: Montalbano Jonico, Pisticci, Avigliano, Potenza, Val d’Agri e Servizio di vigilanza ambientale Legambiente Potenza nell’ambito del progetto “Volontari naturalmente in rete 2” sostenuto da Fondazione Con il Sud. 

Frutto di un lavoro di monitoraggio sul territorio e di una raccolta dati che ha visto il coinvolgimento volontario di diverse figura professionali, da agronomi forestali a geologi, il dossier è stato presentato a Potenza presso ScamBioLoGiCo, l’ex scalo merci della stazione di Potenza Superiore, recuperato e ristrutturato e presto negozio di prodotti sfusi, a chilometro zero e del commercio equo e solidale oltre che luogo di scambio, incontro e formazione.
Oggetto di studio sono state soprattutto le aree protette della Basilicata che, grazie all’evoluzione normativa a livello nazionale, comunitario ed internazionale, dall’inizio degli anni ’90 a oggi sono notevolmente aumentate. 

Il territorio protetto, infatti, non superava i 3.000 ettari di superficie mentre oggi, tra 2 parchi nazionali e 2 regionali, 8 riserve statali e 7 regionali, risultano 19 aree protette per una superficie pari a 193.507 ettari. Il realtà il territorio lucano a tutela è molto più esteso ed equivale a una superficie di oltre 200.000 ettari, ovvero il 20% dell’intero territorio lucano. Un risultato non certo scontato, raggiunto anche grazie all’azione che le istituzioni locali hanno svolto in questo settore. In coerenza con la Strategia nazionale per la biodiversità, le azioni della Regione Basilicata hanno portato infatti all’individuazione di 58 siti afferenti a Rete Natura 2000: 20 ZSC (Zone speciali di conservazione), 35 SIC (Siti di interesse comunitario) e 17 ZPS (Zone a protezione speciale). La Basilicata è stata la prima regione italiana dell’area biogeografica mediterranea a dare piena attuazione alla Direttiva Habitat attraverso l’individuazione delle 20 ZSC. L’impegno della Regione Basilicata è andato anche oltre. In particolare, il Programma Rete Natura 2000 (durante il periodo 2008-2012) attraverso un approfondito monitoraggio, ha permesso di mettere in luce elementi di rilievo in termini di diversità biologica arrivando, nel caso degli uccelli, a individuare un numero complessivo di circa 1000 entità. L’analisi ambientale effettuata all’interno di SIC lucani è stata di fondamentale importanza per valutare lo status degli habitat presenti. Grazie a tale azione si è arrivati a definire una presenza sul territorio lucano di ben 61 Habitat di interesse comunitario. Su 27 siti monitorati, 13 tipologie di habitat sono quelli di carattere prioritario, considerati di particolare valore grazie alla presenza di specie rare: in tutta Europa ne sono state individuate 34 tipologie diverse. Gli habitat di “nuova indicazione”, cioè l’insieme di porzioni di bosco, superfici, pascoli e parchi fluviali sui quali insistono specie animali o vegetali che non erano state censite nelle campagne di monitoraggio passate, sono 123. All’interno di questi nuovi habitat sono state individuate 239 nuove specie animali e 2.279 specie tra vegetali e arboree. Nella sola Murgia di San Lorenzo, in Val d’Agri, presa da esempio, sono state indicate specie di uccelli mai censiti prima come il Coracias garrulus e l’Alcedo atthis oppure specie vegetali come la Stipa austroitalica. “La Basilicata – ha detto alla presentazione Stefano Raimondi, coordinatore Aree protette e biodiversità della Legambiente nazionale – è un piccolo laboratorio, rappresentando su scala locale ciò che avviene nel resto d’Italia sia come ricchezza di biodiversità che come incidenza della legge quadro sulle aree protette e del ruolo di completamento di Rete Natura 200 che hanno portato a una crescita delle aree protette. Ovviamente non basta, occorre sensibilizzare il cittadino e accrescere la consapevolezza, attraverso strumenti divulgativi come il dossier della Legambiente Basilicata”. Anche l’impegno della Regione Basilicata non si è esaurito. Antonella Logiurato, del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata, ha infatti annunciato che entro l’anno, in contiuità con il lavoro di Rete Natura 2000, verrà completata la Rete ecologica di Basilicata per tutti gli ambiti territoriali, per creare collegamenti tra le aree protette tramite corridoi ecologici e aree di connessione. “Tutte le misure – ha detto – devono poi convogliare nella pianificazione di settore per raggiungere gli obiettivi preposti”.

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