"Siamo particolarmente grati alle associazioni organizzatrici del Festival della Libera circolazione e della Carovana dello ius migrandi di aver scelto Matera come tappa conclusiva di questa bellissima iniziativa. Fu proprio Cecile Kyenge qualche mese fa, quando nessuno di noi immaginava che potesse essere chiamata a svolgere queste delicato e impegnativo compito, che accompagnò a Matera gli organizzatori del festival.
Anche per questo desidero ringraziarla: per aver confermato l’appuntamento a Matera. Ma le siamo grati per il lavoro che sta compiendo a cominciare dalla proposta e dalla battaglia per lo “ius soli” chi nasce in Italia ha diritto alla cittadinanza italiana! E, permettetemi, per la lezione di stile che proprio in questi giorni ha offerto all’Italia e al mondo! La sua risposta composta, seria, intelligente alle volgarità di bassa lega che le sono state rivolte dimostra quanto tutti abbiamo da imparare dai nostri fratelli e sorelle venuti da lontano e che hanno deciso di stabilirsi in Italia. Lei signora Ministra ci ha dato un esempio proprio in un momento così difficile per il nostro paese di come dovrebbe ciascuno di noi comportarsi, soprattutto quando si ricoprono cariche importanti. Grazie signora Kyenge". Lo ha detto il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, nell'aprire la giornata conclusiva della carovana Ius Migrandi nell'ambito del Festival della Libera circolazione."Matera è una città che affonda le sue origini all’età del Neolitico e dove le popolazioni migranti trovarono rifugio. Tutta questa ricchezza culturale che abbiamo oggi intorno a noi e che si è sedimentata nella nostra identità, è la testimonianza più tangibile della vocazione del nostro territorio all'accoglienza, all'integrazione. E' stato grazie al viaggio di popoli migranti che abbiamo potuto fare tesoro del grande potenziale intellettuale della Magna Grecia. Ecco, noi siamo patrimonio mondiale dell'umanità grazie ai popoli migranti che hanno attraversato le nostre terre. Siamo una città che non ha paura di chi viene da altre nazioni, da altri continenti perché nel nostro DNA c'è questa storia millenaria che non ha mai alzato muri ed ha sempre favorito la integrazione. Ma c'è stato un momento della nostra storia in cui noi stessi siamo stati migranti. E noi stessi, proprio come fecero i greci nell'antichità, siamo andati ad arricchire altre zone del Paese e dell'Europa, il più delle volte spinti dalla necessità. Questo fenomeno accompagnò il passaggio dell'Italia da paese prevalentemente agricolo a settima potenza industriale mondiale. Anche in questa circostanza i migranti hanno prodotto ricchezza e benessere. Ecco, Matera non ha paura perché ha conosciuto la ricchezza culturale di quelli che sono arrivati nel corso della sua storia millenaria e lei stessa ha fornito persone e trasferito culture in altri posti del mondo. Grazie a tutto questo Matera è oggi città della pace e dei diritti umani. E lo è non tanto per una etichetta, ma per i comportamenti quotidiani dei suoi cittadini che noi vogliamo rafforzare e valorizzare. È la nostra identità. Ed è proprio intorno a questa identità che noi vogliamo costruire la sfida che stiamo affrontando: diventare capitale europea della cultura nel 2019. Un viaggio, appunto. La paura si sconfigge con la cultura. E quindi vogliamo rafforzare questo processo. Per questo non abbiamo avuto paura quando abbiamo accolto le migliaia di albanesi sulle nostre terre, fra l'altro fratelli di molti albanesi che da secoli hanno messo radici in Basilicata. Anche per questo qualche mese fa abbiamo voluto conferire la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Crediamo, infatti, che non è ancora scaduto il tempo della speranza. “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini dello Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”. Così recita l’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che raccoglie pienamente dunque lo ius migrandi, diritto ripreso dal Patto internazionale sui diritti civili e politici e rivendicato con forza nella Carta Mondiale dei Migranti proclamata a Goreè nel 2011. Noi siamo molto onorati di questa scelta. Matera, città candidata a capitale della cultura 2019, crede che il festival della Libera circolazione possa coniugare la cultura con una vocazione alla giustizia e all’accoglienza della nostra città”.

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