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martedì 16 luglio 2013

I Terraròss a Matera per il Festival Duni

Da domenica 30 giugno a Matera si sta svolgendo il Festival Duni, importante manifestazione, diretta dall’orchestra della Magna Grecia, giunta quest’anno alla sua quattordicesima edizione, che proprio nella sua giornata inaugurale ha ospitato Goran Bregovic. Nel quarto appuntamento della rassegna, giovedì 17 luglio, il festival presenta uno spettacolo itinerante che avrà inizio alle ore 20 e che si svolgerà in tre piazze della città: Piazzetta della Parabola, Piazzetta San Pietro Caveoso e Piazzetta di via Bruno Buozzi. In quest’ultima saranno presenti i Terraròss, suonatori e menestrelli della bassa Murgia, progetto musicale e di ricerca, con l’intento di riscoprire e valorizzare quella che era la cultura di un tempo ormai perduta. Per fare questo, i ragazzi hanno sempre dato voce e musica a quella che è la nostra storia e le gesta dei nostri avi, ovvero scene di vita quotidiana,il vocio della gente tra le vie, la voce dei nostri mercanti ambulanti, l’affanno del duro lavoro nei campi, il grido delle lotte e delle rivoluzioni, i canto d’amore, la poesia e il fascino ormai perduto delle antiche serenate.Dominique Antonacci, Giuseppe De Santo, Annarita Di Leo, Vito Gentile, Biagio De Santo, Antonio De Santo e Nicola Mandorino, si esibiranno con il loro spettacolo a limite tra un concerto e uno spettacolo di varietà, nel quale è centrale il tema della tradizione, che viene rivisitata in chiave attuale, attraverso la simpatia e la voglia di divertire e divertirsi.
“Noi realizziamo uno spettacolo che non fa solo rappresentazione culturale della tradizione – ha affermato la cantante Anna Rita Di Leo - ma fonde benissimo quello che è il criterio dello spettacolo a trecentosessanta gradi con quello della cultura. Cioè nel nostro spettacolo si combinano la danza, la musica e i brani cantautoriali, perché ci sono pezzi nostri e canzoni di tradizione, riproposte in chiave moderna. Utilizziamo un po’ il sistema della musica dance, dove si è soliti svuotare il brano e poi farlo ripartire all’improvviso. Con le nostre canzoni facciamo così, svuotiamo i nostri pezzi, lasciando soltanto i suoni delle chitarre o dei tamburelli e poi ripartiamo per far ‘esplodere’ il pubblico perché è tutto mirato al divertimento dei presenti. Fondamentalmente quello che ci differenzia è questo, cioè oltre agli inediti, oltre a valorizzare la tradizione, si fa del nostro uno spettacolo a trecento sessanta gradi, dove la gente diventa parte integrante dello spettacolo, nonché la freschezza e la giovane età di tutto il gruppo. Credo che sia importante il fatto che siamo ragazzi e non persone anziane, che hanno vissuto proprio loro in prima persona quell’epoca, poichè riproponiamo la musica della tradizione, dandole una freschezza nuova”.

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