Nella stessa serata dell'inaugurazione, sarà presentato il volume che prende il nome dalla stessa mostra e, oltre alle immagini delle opere, offre un itinerario storico della città dei Sassi a cura di Giovanni Caserta. Con gli interventi di Raffaello De Ruggieri, Giuseppe Appella, Edoardo Delle Donne, Kengiro Azuma e Assadour, oltre alle schede descrittive di Giuseppe Barile, Rosanna Colucci, Teresa de Ruggieri, Roberto Linzalone, Nicola Rizzi e Mario Serra, il volume diventa una testimonianza importante dell'attività artistico-artigianale di Mitarotonda e un riferimento rilevante per gli aspetti storici e antropologici riguardanti la città di Matera e i suoi abitanti. L'evento è organizzato dal "Comitato Mostra Mitarotonda" (nato proprio con lo scopo di realizzare questa iniziativa) e dalla Fondazione Zetema, con il sostegno della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata e il patrocinio di Regione Basilicata, Consiglio Regionale della Basilicata, Comune di Matera, Provincia di Matera, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata, Camera di Commercio di Matera e Circolo "La Scaletta" di Matera. Il curatore dell'evento, Nicola Rizzi, precisa: "Si tratta di un progetto sponsorizzato con finanziamento collettivo, noto come "crowdfunding". Amici ed estimatori dell'artista hanno aderito all'iniziativa, ritenendola utile per la divulgazione di contenuti storico-culturali legati alla nostra città e al suo territorio, espressi attraverso l'antica arte della maiolica."
L'esposizione comprende più di 60 maioliche istoriate tra cui pannelli, tondi, lumi e altre forme, provenienti dal laboratorio dell'artista e da privati. La mostra si articola in quattro sezioni: "Matera e la sua storia" con 21 opere; "Matera in festa" con 14 opere; "Matera oltre il mito della memoria" con 19 opere; "C'era una volta Matera" con 8 opere.
Per il critico d'arte Giuseppe Appella, "Il lavoro di Peppino Mitarotonda, nella bottega in Contrada Serritello La Valle di Matera, è l'esempio più lampante di come la tradizione, a contatto con l'arte contemporanea, possa rinnovarsi senza tradire l'identità personale e dei luoghi in cui strumenti, materiali e tecniche riscrivono una espressione millenaria come la ceramica. La lunga militanza, fianco a fianco, di Peppino Mitarotonda con José Ortega, Mino Maccari, Pietro Consagra, Andrea Cascella, Jorg Neitzert, Assadour, Henri Goetz, Dadamaino, ha portato a nuovi metodi di lavorazione, dalla foggiatura al tornio ai pigmenti e ai coloranti, ma soprattutto a inedite forme di decorazione, possibile solo con la libertà propria degli artisti a contatto con artigiani di talento come Mitarotonda. I risultati sono evidenti nei grandi cicli decorativi dedicati alla storia di Matera (in cui l'esperienza e la conoscenza visiva mantengono un forte elemento letterale) o nei presepi (che sviluppano le caratteristiche di movimento, tono, intervallo, posizioni, colori e relazioni tra le superfici). Gli uni e gli altri hanno meritato l'attenzione di un editore raffinato come Vanni Scheiwiller." La mostra è completata da una sezione in cui si racconta la significativa esperienza che il ceramista materano ha sperimentato in alcune scuole della città. Sono state coinvolte classi della scuola materna, scuola elementare, scuola media e scuola superiore. Bambini e ragazzi, a diretto contatto con l'artista, hanno prodotto lavori che, arricchiti da un video, saranno visibili in questa apposita sezione. I vari passaggi di questo incontro tra un artigiano-artista e il mondo della scuola sono stati raccolti in un volume dal titolo "Mitarotonda, La maiolica, La scuola" curato da Franca Bianco e Eustachio Montemurro, con la collaborazione di Angela Dragone, Maria Torelli, Domenico Torelli e di tutti gli insegnanti delle classi coinvolte nel progetto.
Cartella Stampa online www.servizistampa.it/mitarotonda
La sera del trenta dicembre duemiladodici, un gruppo di amici materani e non, si riunì dando vita ad un Comitato promotore per organizzare una mostra antologica e pubblicare un catalogo d'arte della produzione cinquantennale dell'artista materano Giuseppe Mitarotonda, affettuosamente chiamato Peppino e da alcuni di loro "il Maestro". In molte chiese, in alcune scuole ed uffici materani è possibile ammirare i suoi mosaici e le sue coloratissime vetrate. Le sue maioliche e in generale la sua produzione oscilla tra l'artigianato e l'artistico; in particolare piatti e lumi istoriati adornano pareti e salotti di molte case di Matera e di altre città. Sono pezzi unici ed autentici, emblemi di identità storica e di tradizioni. Peppino Mitarotonda ha continuato nel corso del tempo a cercare nuove forme espressive senza, però, accompagnare la sua produzione con testimonianze scritte o fotografiche che potessero raccontare, in qualche modo, i vari passaggi stilistici che lo hanno portato alla attuale maturità artistica. Purtroppo le ragioni di questa mancanza sono state non solo di ordine finanziario, ma anche organizzative. Ed è per questo che gli amici a lui più vicini, con i quali egli ha condiviso la conoscenza e l'amore per la città d'origine e per la sua storia, hanno deciso di riunirsi e di organizzare la pubblicazione di un volume contenente le opere più rappresentative della ricca produzione artistica e una mostra antologica. L'iniziativa è stata finanziata con il libero contributo degli aderenti al Comitato e vuole essere una testimonianza non solo di amicizia, ma anche civile, per valorizzare un Artista che attraverso le sue opere racconta la straordinaria storia della nostra città, esaltandone le bellezze e i valori identitari che vengono affidati alle nuove generazioni per una loro tutela e conservazione.
In sintesi
21 settembre - 20 ottobre 2013
Ex Ospedale di S. Rocco
Piazza S.Giovanni - Matera Mappa: http://goo.gl/maps/mKhLr
Orario
Aperta tutti i giorni escluso il lunedì:
09:30 - 12:30
18:00 - 21:00
Ingresso libero.
www.giuseppemitarotonda.it
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