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mercoledì 13 novembre 2013

Le bugie dei cosiddetti politici

Chi è a corto di bugie non può salvarsi! L’espressione usata dalla nota poetessa Alda Merini trova fondamento nella realtà. Occorre ricorrere alle bugie in questa nostra epoca per travisare la verità. Una verità che sembra essere sempre più difficile affermare. Mistificare la realtà dei fatti è diventato l’uso più comune, tanto più che, a volte, si riesce a convincere la gente dello strano assunto che sbugiardare la verità corrisponda all’esatta realtà. Ma sull’argomento potremmo scomodare anche il poeta tedesco Bertold Brecht che della bugia aveva un suo convincimento, ossia diceva ”chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Nelle aule giudiziarie dovrebbe essere palese il fatto che le bugie non dovrebbero trovare alcun motivo di esistere. Tanto più che chi si siede su quella sedia, al cospetto del giudice, prima di parlare è sotto giuramento. Ma forse, in certi casi, non basta nemmeno questo! Per rispettare un giuramento anche così solenne occorre avere una coscienza e una moralità da rispettare. Moralità, però, soprattutto per chi oggi si definisce “politico”, sembra sempre più una aleatoria definizione. La coscienza poi di costoro segue altri percorsi che nulla hanno in comune con l’interiorità personale. Se, infine, uniamo insieme coscienza e moralità per sperare in una coscienza morale dei cosiddetti politici, la questione diventa più caotica ed anche, a quanto pare, irrealizzabile perché si dovrebbero scomodare anche gli aspetti etici delle questioni, oramai completamente disattesi dall’attuale classe politica, incapace di distinguere il bene e il male quando soprattutto privilegiano per lo più gli aspetti più malefici, legati ai propri interessi personali. Riuscire con assoluta sfrontatezza a negare ogni responsabilità, per giocarla a proprio favore, per conservare una malriposta credibilità, per ottenere spregiudicati consensi, per millantare un’onestà di comportamenti, per continuare a soggiogare nel clientelismo sprovveduti soggetti rappresenta oramai il tipico esempio di chi di questi tempi si definisce personaggio dedito alla politica, nonchè paladino del bene comune. E’ questo il quadro esatto che emerge di chi nell’attuale sconclusionata maniera di fare politica riesce ad ottenere consensi, non solo nel suo più modesto ambito, ma anche a livelli più alti. Più alta è la carica che riesce a conquistare, maggiore è la sua capacità di mentire. Rimane, infine, il dilemma! Quale delle due definizioni che abbiamo citato può prevalere: quella della Alda Merini o quella di Bertold Brecht? Il politico dice bugie per salvarsi oppure chi conoscendo la verità dice bugie è un delinquente?

Nino Grilli

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