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giovedì 27 marzo 2014
Sale la febbre play-off, la Coserplast Openet scalda i motori
Sarà presentata al Palasassi la nuova Kia Carens. Grandi ritmi in allenamento per gli atelti della Coserplast Openet che appaiono in un soddisfacente stato di forma. In questi giorni stanno smaltendo il duro lavoro di pesi programmato per arrivare all'appuntamento di domenica nelle migliori condizioni possibili. A tre giorni dall'inizio dell'avventura play-off si percepisce grande attesa in città. Mastrangelo ha ammonito i suoi sulla forza dell'avversario e sulla difficoltà del match, che li vedrà opposti a giocatori del calibro di Mercorio, Ippolito, e l'ottimo opposto Morelli. Ci vorrà la miglior Coserplast Openet e lo testimoniano i due precedenti, che se pu ad appannaggio della Pallavolo matera per 3-1 sia in casa che in trasferta, hanno visto parziali tiratissimi. Del resto, i play-off sono un campionato a parte, in cui il posizionamento nella regular season assume un valore puramente indicativo mentre risultano fondamentali la condizione psicofisica e le motivazioni.
Per questo il patron Vito Gaudiano ha pubblicamente dichiarato che la squadra punterà al miglior risultato possibile con il sogno di entrare nell'elitè della pallavolo nazionale.
Pallavolo Matera
MATERA: Crollo di Vico Piave: non ce l'ha fatta l'ingegnere Nicola Oreste
lasiritide.it
on. Latronico (FI): interrogazione pos pagamenti elettronici
INAUGUARAZIONE NUOVA SEDE DI ACQUEDOTTO LUCANO A VENOSA
mercoledì 26 marzo 2014
GUARDIA DI FINANZA MATERA: SCOPERTA MAXI EVASIONE FISCALE NEL COMPARTO TURISTICO-ALBERGHIERO.
Le Fiamme Gialle Materane, al termine della verifica fiscale, hanno contestato all’impresa l’evasione di 1,1 milione di euro di imponibile ai fini delle imposte dirette, di 657.000 euro di imponibile ai fini IRAP, di 142.000 euro di IVA, nonché l’omesso versamento di ritenute per circa 91.000 euro e di contributi previdenziali e assistenziali per circa 195.000 euro.
Il legale rappresentante dell’impresa verificata è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per le conseguenti ipotesi di reati tributari.
Sospensione erogazione idrica comune di Paterno, 27 marzo 2014
Per consentire lavori di riparazione della condotta idrica in via Cappella vecchia danneggiata da uno scoppio, domani 27 marzo 2014 è necessario sospendere l'erogazione idrica nell'intero abitato dalle ore 14:00 alle ore 18:00 circa, salvo imprevisti.
Vertenza Galdo, domani nuova riunione del tavolo tecnico in Anas.
SAN CARLO POTENZA: “Fai una visita e ne paghi due”,
Non c’è stata nessuna visita: un cittadino si è recato impropriamente al pronto soccorso, è stato classificato “codice bianco” e a norma di legge è tenuto al pagamento del ticket. Questa norma è stata introdotta per scoraggiare l’uso improprio delle strutture di emergenza, destinate alle persone che hanno effettiva urgenza mentre talvolta i pronto soccorso sono purtroppo ingolfati da chi vi ricorre inappropriatamente. Il San Carlo amministra denaro pubblico ed è tenuto a riscuotere i ticket: altrimenti saremmo chiamati a risponderne alla Corte dei Conti per danno erariale.
LA CITTA’ DI POLICORO E L'AVIS BORUSSIA OSPITERANNO LE FINAL EIGHT DI SERIE B DI CALCIO A 5.
Tour dell’Orchestra del Conservatorio e di Matera 2019 in Europa.
Centrale del Mercure, positivo per la Cisl l'esito della consultazione sulle compensazioni.
Il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, esprime soddisfazione per l'esito positivo della consultazione sul contratto di compensazione per la riattivazione della centrale del Mercure. “Il fatto che la stragrande maggioranza dei Comuni abbiano votato in modo favorevole dimostra che nelle comunità locali è ormai chiara la consapevolezza sul ruolo che la centrale a biomasse può giocare nelle dinamiche di sviluppo della zona. Il consiglio di Stato, che sarà chiamato a pronunciarsi nel merito della sospensiva del Tar, non potrà non tenere conto della volontà espressa dalle amministrazioni locali e dai presidenti delle due Regioni interessate”. “La Cisl – continua Falotico – aveva chiesto un atto di chiarezza da parte degli enti coinvolti e chiarezza è stata fatta con un processo che sul piano sostanziale e formale non ammette equivoci. Il voto che si è consumato nei giorni scorsi pone il sigillo sul lungo e faticoso lavoro negoziale che ha visto impegnato anche il sindacato nel tentativo di trovare un soddisfacente punto di equilibrio tra tutti gli interessi in campo nella convinzione che salute, ambiente e lavoro possano convivere armoniosamente”.
Per il segretario della Cisl “la riattivazione della centrale del Mercure può essere una straordinaria opportunità per rimettere in moto la fragile economia delle aree interne e creare nuovi posti di lavoro. Si può stimare che per ogni posto di lavoro diretto se ne potrebbe creare almeno un altro nel servizi locali; ecco perché non possiamo permetterci di sprecare un'occasione storica”. Quanto alle preoccupazioni per l'ambiente Falotico sostiene che “ci sono le condizioni per assicurare la piena compatibilità ecologica della centrale e allo stesso tempo determinate adeguate contropartite economiche al territorio. La sfida che attende i Comuni è non ripetere gli errori fatti in Val d'Agri dove la polverizzazione delle risorse in una miriade di interventi ha vanificato il valore aggiunto offerto dalle royalties. Nelle more che il consiglio di Stato si esprima sulla sentenza del Tar e nella speranza che la coda giudiziaria della vicenda possa avere esito positivo – conclude Falotico – Regioni, Comuni, Ente Parco e parti sociali dovranno lavorare insieme per individuare alcuni progetti strategici in grado di incrementare la capacità attrattiva del territorio verso nuovi investimenti, con un occhio di riguardo alla filiera turistico-ambientale e all'indotto della stessa centrale”.
(GTA) organizza un Seminario di studio sul Palombaro Lungo e gli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto
Sono previsti interventi dei relator:
Mattia Antonio Acito, architetto della riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto del 1991
Enzo Viti, autore della prima esplorazione e mappatura degli ipogei di Piazza Vittorio Veneto
Biagio Lafratta, architetto della Soprintendenza dei beni architettonici che ne ha seguito i lavori negli ultimi anni.
A moderare l’incontro Giovanni Ricciardi, Presidente della GTA Basilicata.
La cittadinanza è invitata, l’ingresso è libero, ed è prevista la proiezione di materiale inedito.
La GTA, in collaborazione con il Comune di Matera, gestisce dal dicembre 2011 i turni di visita nel Palombaro Lungo, con aperture nei weekend e nei giorni di particolare afflusso, il cui ricavato viene versato in beneficenza ad associazioni scelte dal Comune di Matera ogni 6 gennaio. Nei due anni di apertura la GTA ha devoluto in beneficenza 20.000 euro, destinati a 10 associazioni diverse. Il Seminario in questione rientra fra le regolari attività di approfondimento e divulgazione operate dall’Associazione GTA Basilicata.
COLDIRETTI: QUALI POLITICHE SOCIALI INTENDE AVVIARE IL NUOVO GOVERNO REGIONALE
QUESTA LA DOMANDA CHE L’ASSOCIAZIONE REGIONALE PENSIONATI COLDIRETTI DI BASILICATA RIVOLGE AL GOVERNATORE PITTELLA ED ALLA SUA GIUNTA. Il perdurare di questo particolare momento di crisi economica sta mettendo a dura prova i pensionati, le persone non autosufficienti, le fasce più deboli della nostra realtà regionale, che si sentono abbandonati a se stessi: è necessario che le istituzioni tengano in debito conto le loro esigenze e fare in modo che possano essere assicurate le prestazioni socio-sanitarie ed assistenziali di vitale necessità.
Questo il tema di fondo che è stato affrontato e dibattuto dall’Associazione Regionale Pensionati Coldiretti di Basilicata nel corso di un incontro tenutosi a Potenza presso la sede sociale dell’Associazione. “La stragrande maggioranza dei pensionati lucani” ha ricordato Leonardo Gorgoglione, Presidente Regionale dell’Associazione “percepisce una pensione al trattamento minimo di poco superiore a 500 euro mensili, importo che nel corso degli ultimi anni, a causa della perdita del suo potere di acquisto, è diventato sempre più insufficiente ad assicurare un vivere dignitoso e decoroso”. Se a questi si aggiungono le persone non autosufficienti e quelle che vivono in condizioni di estrema povertà, il quadro generale di povertà esistente oggi nella nostra Regione diventa veramente preoccupante. “I pensionati della nostra Regione” ha proseguito Gorgoglione “hanno il sacrosanto diritto di vivere una vita dignitosa e serena ed è necessario che il Governo Regionale adoperi una linea più attenta ed incisiva a favore degli anziani monitorando i loro problemi, le loro necessità, i loro bisogni, le aspettative degli stessi ed adottando conseguenti provvedimenti legislativi in loro favore”. Nel corso dei lavori è stata esaminata la politica sanitaria messa in atto dal Governo Regionale che con le sue luci e le sue ombre cerca di soddisfare le esigenze dei cittadini e si è parlato anche del nuovo Piano Regionale della Salute che la Regione ha predisposto lo scorso anno. Positivo è stato il parere di tutti nel constatare che, dopo anni di attesa, la Regione finalmente si è preoccupata di dotarsi di un nuovo Piano Sanitario; unanime però il disappunto nel constatare che poco o niente si è saputo del suo preciso stato di attuazione e delle eventuali scelte socio-sanitarie che sono state avviate o saranno individuate dalla nostra Regione. A conclusione dei lavori e facendo proprie le richieste emerse durante l’incontro, Piergiorgio Quarto, Presidente della Coldiretti Regionale, nel ribadire che l’Organizzazione è una grande forza sociale del Paese fortemente radicata sul territorio, ha assicurato i presenti che nei prossimi giorni Coldiretti di Basilicata e la sua Associazione Pensionati chiederanno un incontro con il Presidente della Giunta Marcello Pittella e con Flavia Franconi, Assessore alle Politiche per la Persona della Regione, per rappresentare lo stato di disagio in cui vivono i pensionati e chiedere a viva voce la risoluzione delle loro maggiori e più urgenti problematiche a partire dalla rimodulazione del pagamento del ticket e l’abbattimento dei lunghi tempi delle liste di attesa per ottenere una prestazione specialistica. L’incontro servirà anche per formulare al Presidente Pittella e all’Assessore Franconi auguri di buon lavoro, con l’auspicio che la tanto conclamata “rivoluzione democratica” possa veramente realizzarsi risolvendo le molte criticità della nostra Regione, avendo cura però di prestare anche un’attenzione particolare alle persone più bisognose fino ad oggi abbastanza trascurate, ed assicurando ad esse un vero welfare.
FIN DOVE L’OCCHIO DI UN UOMO POTEVA GUARDARE
Si chiama “Fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare” ed è il primo documentario dedicato alla storia della realizzazione dell’invaso di Montecotugno a Senise. Il titolo è tratto da un verso di un celebre brano di Francesco Guccini, “Il vecchio e il bambino”, che racconta di un dialogo tra queste due figure, così distanti anagraficamente, e di un mondo che non esiste più, tanto bello da non apparire, agli occhi del piccolo interlocutore, legato alla dimensione di un tempo che è stato, ma a quella del sogno e delle favole. “Fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare” è anche il riferimento alla lungimiranza, che spesso è venuta a mancare, di chi doveva programmare un futuro per il territorio del Senisese proprio a partire dal progetto diga. Il lavoro è realizzato dalla testata giornalistica online lasiritide.it, che opera nel territorio lucano dal 2006. Giovedi 27 marzo, alle ore 18.00, il documentario verrà proiettato a Gallicchio, presso il Teatro comunale. L’evento è realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Pro loco. All’evento saranno presenti, tra gli altri, l’allora segretario regionale della Cgil Pietro Simonetti e l’onorevole Mario Lettieri. Realizzata tra l’inizio degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, la diga di Montecotugno e tutte le opere realizzate contestualmente, rappresentano ancora oggi una delle più importanti infrastrutture mai costruite nel Mezzogiorno. Un’opera che stuzzicò anche l’interesse di Henry Cartier Bresson, il celebre fotografo che immortalò alcuni operai al lavoro nel cantiere diga durante il suo secondo viaggio in Basilicata nel 1973. Attraverso la ricostruzione giornalistica realizzata in quegli anni dalla TgR Basilicata, attraverso uno straordinario archivio di filmati e di fotografie donate anche da privati, della voce di alcuni dei protagonisti intervistati oggi, il documentario racconterà oltre un ventennio di storia di un territorio.
L’ingresso è gratuito.
Lasiritide.it
Il teatro che c'ho in testa, piccola rassegna primaverile all'U-Platz nel cuore del quartiere Cocuzzo
Ospedale Tinchi, Comitato soddisfatto. I risultati di una battaglia civile
Sulla vicenda relativa al terzo piano il Direttore Generale ha comunicato che entro fine mese sarà finalmente consegnata la relazione definitiva commissionata all'Università di Basilicata dopo i test e i carotaggi eseguiti da ditta specializzata nel corso degli ultimi mesi. All'ASM sono ottimisti circa il risultato della relazione dell'UNIBAS. Tuttavia, eventuali interventi, che dovessero essere ritenuti necessari, saranno immediatamente eseguiti vista la disponibilità di 500.000 euro che la Regione Basilicata ha assegnato grazie all'interessamento di Luca Braia quando era assessore regionale. Siamo in dirittura d'arrivo anche per la realizzazione a Tinchi di un reparto di circa 40 posti letto per la gestione della Riabilitazione Cardio Polmonare il cui bando è quasi pronto. La riabilitazione Cardio-Polmonare è un'altra importante attività non solo per Tinchi, ma per l'intera regione Basilicata dove manca una attività di questo tipo. Anche per la pubblicazione del bando relativo al nuovo reparto dialisi da realizzare ex novo all'esterno della struttura esistente a Tinchi i tempi sono abbastanza stretti. Sarà un nuovo reparto dotato di tutte le tecnologie avanzate necessarie e di tutti i confort adeguati. Il nuovo reparto, essendo previsto nell'area esterna, renderà disponibili ulteriori spazi per le attività ambulatoriali. Sono state affrontate, inoltre, le questioni relative al distretto sanitario che avrà a disposizione idonei locali. Il Direttore Generale si è mostrato disponibile a potenziare le attività chirurgiche, coordinate dal primario di chirurgia, che potranno essere eseguite a Tinchi nella sicurezza dei pazienti. Appena possibile sarà a disposizione della day surgery di Tinchi l'anestesista. Il Comitato Difesa Ospedale di Tinchi si dichiara soddisfatto dell'incontro, ma resta impegnato nella vigilanza affinché il percorso stabilito sia effettivamente realizzato.
Comitato Difesa Ospedale di Tinchi
Comune di Tursi, in Provincia il via libera su contrada Marone e sp Tursi-La Rabatana
Un messaggio di speranza e importanti lezioni da un convegno no biogas in Basilicata
di Michele Corti
A Picerno, per sostenere il locale comitato No biogas a Boscotrecase, si sono incontrati sabato scorso 22 marzo comitati e coordinamenti lucani, campani, ma anche del Nord Italia. E' un caso fortuito, una stranezza, se l'incontro tra realtà importanti nel panorama dei movimenti di base nel campo dell'ecologia sociale sia avvenuto in una località lucana ben "oltre Eboli"? No. Per nulla. La Basilicata e i territori rurali sono oggetto di un'aggressione senza precedenti, di un conflitto sociale che non era così aspro e profondo dai tempi delle lotte contradine, dai tempi - per restare in Lucania - di Rocco Scotellaro. Sfruttando la scarsità di popolazione, la facilità di controllo sociale in forza di meccanismi ancora efficaci di dipendenza personale, la presenza deoliche (e vi sono anche centrali a biomasse) poteva mancare la forma tipica dello sfruttamento delle aree agricole, il biogas? No, non poteva mancare, anche se il biogas è figlio di sistemi agroalimentari fortemente industrializzati, di sistemi dove si concentrano allevamenti e industrie di trasformazione e si viene a creare un tale surplus di elementi nutritivi da far credere che tutti quegli "scarti" siano ottime "matrici" per la biodigestione anaerobica. Calare a viva forza il biogas in uno splendido territorio rurale come i un'egemonia politica che è ancora più totalizzante rispetto ai casi delle regioni rosse del centro-nord (proprio a Picerno c'è l'unico sindaco lucano non di sinistra) in Lucania le trivellazioni impazzano. Impazza più in generale lo sfruttamento delle fonti energiche appare particolarmente spregiudicato, nelle forme di un violento esproprio di territorio. In un'area dell'appennino lucano dove non mancano le pale quello dell'appennino lucano è uno stupro. Solo per realizzare lo spazio (su due differenti "terrazzoni") della centrale sono stati eseguiti enormi lavori di sbancamento. Il potenziale di produzione per il biogas in Basilicata è molto modesto. La mappa sopra riportata (della Fiper, Federazione italiana energie rinnovabili) indica che a Brescia e a Cuneo esiste la massima "vocazione" per il biogas da reflui suini, in secondo luogo a Bergamo, Cremona, Pavia, Mantova, Parma, Reggio Emilia e Modena. In quelle aree sono concentrati allevamenti, industrie alimentari e macelli. In Basilicata l'approvvigionamento delle biomasse è legato strettamente all'azienda. O ci sono queste biomasse in azienda o non è possibile integrare con reflui e scarti di altra provenienza. E i biogassisti di Boscotrecase di suini non ne hanno certo a sufficienza per alimentare con reflui e scarti di macellazione la centrale in costruzione.
Il biogas a Picerno si inserisce in un contesto di produzioni rurali, di allevamenti estensivi di bovini di razza autoctona Podolica (vedi a fianco) che producono eccellenti caciocavalli dai pascoli di montagna. Nel raggio di poche centinaia di metri dalla centrale in costruzione si trovano piccole aziende di allevamento ovino. Il paesaggio è straordinariamente curato. Presenta i caratteri dell'alternanza tra superfici boscate, pascoli, campi coltivati. Le attività di autoproduzione sono diffuse (piccoli frutteti, piccoli uliveti. La chiara vocazione del territorio è per il turismo rurale, per l'agriturismo. Pale e centrali a biogas non vanno in questa direzione, rappresentano una sottrazione di valore. A Boscotrecase, contrada rurale sparsa del comune di Picerno, gli abitanti hanno potuto già constatare a loro spese cosa significhi la realtà delle biomasse. Si tratta di imporre l'interesse privato di chi specula sugli incentivi elettrici a degli abitanti, a delle comunità, a dei cittadini che diventano sudditi. Le biomasse in forza di norme che offendono i principi dle diritto e della compiacenza degli apparati politico-amministrativi e burocratici impongono vere e proprie servitù alle malcapitate comunità dove sono impiantate. A Boscotrecase da oltre un anno l'unica strada che serve la contrada è diventata unaLe lezioni di un convegno no biogas in Basilicata strada di cantiere, percorsa dai mezzi pesanti in barba ai divieti (ai mezzi di peso superiore a 5 t). I "non più cittadini" (come si definiscono gli abitanti di Boscotrecase) hanno segnalato al Sindaco ai Vigili urbani la situazione ma hanno ottenuto solo risposte evasive. Le curve sono a raggio stretto e non vi sono banchine. Invece passano pesanti mezzi da cantiere che hanno distrutto la strada in diversi punti. Il comandante dei vigili ha risposto che il divieto c'è ma è privo di ordinanza. Il Sindaco non ha fatto nulla. Silenzio anche sulla frana che il 21 gennaio ha ristretto la carreggiata. E e questo è solo l'inizio del presumibile calvario (odori, traffico, sversamenti) che rappresenta il corollario della presenza ingombrante e indesiderata di una centrale.
Va detto che il Comitato locale non ha lasciato sinora nulla di intentato, procedendo con ricorsi al TAR ed esposti. L'attività del Comitato non è stata molto "apprezzata" e sono fioccate querele. Il giorno stesso in cui si è tenuto l'incontro pubblico (sabato 22 marzo) alcuni membri del Comitato sono stati raggiunti da comunicazioni che li invitavano a presentarsi dai Carabinieri il giorno successivo (domenica). Probabilmente da fastidio (non solo ai biogassisti, ma anche alle istituzioni e ai poteri locali) che un gruppo spontaneo di cittadini di ogni estrazione politica, scevro da qualsiasi strumentalizzazione riesca a coagularsi, a farsi sentire, a mettersi in rete con altri comitati in regione e fuori regione. L'idea dalla Basilicata come facile preda, terra di conquista, va a farsi benedire... All'incontro pubblico presso l'auditorium delle scuole medie la solidarietà al comitato locale di un movimento di ecologia sociale fatto di tante componenti tematiche e territoriali, ma vivo e fortemente concorde su obiettivi, metodi, analisi, è stata palpabile. Oltre all'avv. Debora Chiaviello del "Movimento Serre per la vita" (Salerno), aderente al Coordinamento campano rifiuti c'erano relatori venuti da più lontano. C'era Anna Stamigioli, genovese, personaggio storico di un ambientalismo sociale, che coniuga natura e salute e che da tempo è entrato in conflitto con le organizzazioni "storiche" adeguatesi in un ambientalismo istituzionale, da "aggiustamento" tecnologico (su cui si innescano business spesso pericolosi) o da "riparazione simbolica" (le "oasi"). C'era chi scrive a rappresentare il Coordinamento nazionale Terre Nostre dei comitati no biogas e biomasse. Tutti uniti dall'idea che se non si punta all'obiettivo del "riciclare tutto, bruciare niente" si continuerà a dare spazio alla speculazione, alla filiera lucrativa del rifiuto che produce energia "rinnovabile" incentivata. Una filiera che presuppone impianti costosi (dove si innesca una prima forma di business) che durano in esercizio decenni, che creano rendite, che addensano gruppi di potere. Sopra percolazioni dal cantiere della biogas. In questi meccanismi si inseriscono anche le aziende agricole, quelle grosse ovviamente, quelle accreditate nella rete politico-corporativa locale e sovralocale Vittime o complici? Antonio Curcio, dell'azienda proponente ha sostenuto che il progetto non rispecchia quanto l'azienda intendeva realizzare. Loro sono allevatori e non vogliono speculare coltivando biomasse dedicate. Peccato che il progetto, autorizzato nel 2011, è stato oggetto di successive varianti i cui il contributo dell'insilato di sorgo e di triticale continuava a crescere. Da 18 ha di solo triticale a 60 ha di doppio raccolto con le rese che da una variante all'altra salivano da 20 e 30 t per ha rispettivamente a 30 e 45 (rese da pianura padana irrigua!). Il ruolo del refluo zootecnico si riduceva a poca cosa mentre cresceva quello degli scarti di macellazione. Contraddizioni profonde tanto che ci s chiede su che basi il progetto è stato autorizzato. Era tanto coerente che è stato successivamente corretto e ricorretto. Ora lo stesso biogassista proponente dice "siamo stati ingannati dal progettista". Cosa dirà la Regione Basilicata di questo progetto rinnegato dai proponenti? Non sarà il caso di vederci chiaro? Intanto c'è un TAR che deve pronunciarsi e che farà bene a tenere conto di tutto ciò. Ci sarebbe anche da capire la strana coincidenza della presenza nella società che sta realizzando l'impianto di una società di Nola che tra le sue attività contempla il trasporto di rifiuti. Una "scoperta" il cui merito va all'avv. Chiaviello. Curcio è caduto dalle nuvole quando ha preso la parola, però il giovane ha freque.ntato corsi di teatro e tiene corsi di comunicazione per il PD regionale. Una specie di "colpo di teatro" (ma che si è ritorta contro Curcio) c'è stato quando, cercando il nome nello smart phone (o facendo finta di cercarlo) ha profferito quale lasciapassare il nome di Federico Valerio "ambientalista a favore del biogas". Curcio sperava di mettere in difficoltà i presenti ma la risata collettiva che è partita all'unisono dal "tavolo della presidenza" e dalle prime file della platea dove sedevano i rappresentanti dei comitati ha dato non solo la sensazione di una profonda sintonia tra i comitati presenti ma ha disinnescato quello che sembrava un asso della manica.
Quando poi Curcio ha riferito che gli "ambientalisti" (addomesticati) del precedente convegno, portati a vedere l'azienda, si erano straconvinti della bontà del progetto della biogas, ormai non c'era più nulla da fare. Meno interessante l'intervento della sindaca che ha ribadito le solite cose dei sindaci Ponzio Pilato: "sono le leggi che sono sbagliate, il sindaco non può farci nulla". Ha anche teorizzato che un'amministrazione deve difendere i cittadini ma non può mettersi contro un'impresa privata. Per fortuna tanti sindaci non la pensano come la sindaca di Picerno e hanno ritenuto che l'interesse speculativo privato non possa ledere i diritti alla salute, alla tranquillità, alla sicurezza, alla proprietà degli altri cittadini. Va osservato che sia la sindaca che il biogassista dopo i loro interventi se ne sono elegantemente andati senza ascoltare le repliche. Tutti densi, partecipati ma anche ricchi di esperienze maturate e sofferte gli interventi dei comitati Coordinamento regionale rifiuti Campania, COMER Caserta, Movimento Serre per la vita, Postiglione per l'ambiente, No inceneritori Salerno, No Triv della Basilicata. E' molto cambiato il mondo da quando Cristo si fermava ad Eboli. A Boscotrecase, contrada rurale di Picerno, di quello che una volta si chiamava "profondo Sud" oggi i termini del conflitto sociale sono quelli avanzati di una nuova ecologia sociale che trae linfa dalla presenza di realtà che ancora oggi - per fortuna - non hanno disperso i valori e i saperi della civiltà rurale. Non è "nonostante" il carattere rurale delle tante Picerno italiane che si sviluppano i movimenti ecosociali ma "grazia" ad esso, grazie alla saldatura tra questa ruralità che non ha interrotte le radice con le esperienze di chi sceglie di tornare a vivere in campagna di chi ha studiato e lavorato altrove (ma che non rinnega più, come in passato la ruralità). Nel momento in cui i territori rurali sono sotto attacco queste risorse (rurali e neo-rurali) diventano preziose , aiutano a comprendere i termini dei processi che minano le risorse fondamentali della salute della terra e dell'uomo, consentono di mettersi in risonanza con realtà distanti che in contesti diversi, in lontane città e campagne (o ex campagne) hanno maturato, attraverso percorsi complessi, le stesse conclusioni. Ne nasce una condivisione , una solidarietà che attraversa ideologie, territori, categorie sociali tradizionali, che fa piazza pulita delle tante divisioni e segmentazioni che hanno per tutta una fase storica costretto all'impotenza decisive componenti sociali, quello che oggi si torna a chiamare senza più vergognarsi "il popolo", la comunità. Se l'attacco ai territori, alle comunità, alle libertà fondamentali (quali quella di non essere sconvolti nella propria vita per il guadagno altrui con pregiudizio alla salute), all'autonomia delle persone e delle comunità al diritto al cibo, all'aria, all'acqua puliti è pesante è anche una grande forza potenziale quella che è possibile mettere in campo per contrastarla
Postato 3 hours ago da Michele Corti
Etichette: Boscotrecase Campania. Coordinamento regionale rifiuti Campania Picerno Potenza.
"Apertamente - Aperitivo della mente". Lezioni di musica al Museo

Filippo Margiotta: E’ sempre vivo in Basilicata il dibattito relativo al discorso delle macro regioni.
Filippo Margiotta
Finanziaria, Tancredi e Giordano (Ugl):”apprezzabile se porta ad una svolta”.
Seminario tecnico sul controllo dell’erosione
martedì 25 marzo 2014
Centrale del Mercure: la comunità del Parco vota a favore dell’accordo
www.lasiritide.it
Fc Francavilla lanciato in vetta,'se vinciamo a Monopoli puntiamo al campionato'.
Mariapaola Vergallito
www.lasiritide.it
Le lezioni di un convegno no biogas in Basilicata
di Michele Corti
(24.03.14) A Picerno, per sostenere il locale comitato No biogas a Boscotrecase, si sono incontrati sabato scorso 22 marzo comitati e coordinamenti lucani, campani, ma anche del Nord Italia. E' un caso fortuito, una stranezza, se l'incontro tra realtà importanti nel panorama dei movimenti di base nel campo dell'ecologia sociale sia avvenuto in una località lucana ben "oltre Eboli"? No. Per nulla. La Basilicata e i territori rurali sono oggetto di un'aggressione senza precedenti, di un conflitto sociale che non era così aspro e profondo dai tempi delle lotte contradine, dai tempi - per restare in Lucania - di Rocco Scotellaro. Sfruttando la scarsità di popolazione, la facilità di controllo sociale in forza di meccanismi ancora efficaci di dipendenza personale, la presenza deoliche (e vi sono anche centrali a biomasse) poteva mancare la forma tipica dello sfruttamento delle aree agricole, il biogas? No, non poteva mancare, anche se il biogas è figlio di sistemi agroalimentari fortemente industrializzati, di sistemi dove si concentrano allevamenti e industrie di trasformazione e si viene a creare un tale surplus di elementi nutritivi da far credere che tutti quegli "scarti" siano ottime "matrici" per la biodigestione anaerobica.
Calare a viva forza il biogas in uno splendido territorio rurale come i un'egemonia politica che è ancora più totalizzante rispetto ai casi delle regioni rosse del centro-nord (proprio a Picerno c'è l'unico sindaco lucano non di sinistra) in Lucania le trivellazioni impazzano. Impazza più in generale lo sfruttamento delle fonti energiche appare particolarmente spregiudicato, nelle forme di un violento esproprio di territorio. In un'area dell'appennino lucano dove non mancano le pale quello dell'appennino lucano è uno stupro. Solo per realizzare lo spazio (su due differenti "terrazzoni") della centrale sono stati eseguiti enormi lavori di sbancamento. Il potenziale di produzione per il biogas in Basilicata è molto modesto. La mappa sopra riportata (della Fiper, Federazione italiana energie rinnovabili) indica che a Brescia e a Cuneo esiste la massima "vocazione" per il biogas da reflui suini, in secondo luogo a Bergamo, Cremona, Pavia, Mantova, Parma, Reggio Emilia e Modena. In quelle aree sono concentrati allevamenti, industrie alimentari e macelli. In Basilicata l'approvvigionamento delle biomasse è legato strettamente all'azienda. O ci sono queste biomasse in azienda o non è possibile integrare con reflui e scarti di altra provenienza. E i biogassisti di Boscotrecase di suini non ne hanno certo a sufficienza per alimentare con reflui e scarti di macellazione la centrale in costruzione.
Il biogas a Picerno si inserisce in un contesto di produzioni rurali, di allevamenti estensivi di bovini di razza autoctona Podolica (vedi a fianco) che producono eccellenti caciocavalli dai pascoli di montagna. Nel raggio di poche centinaia di metri dalla centrale in costruzione si trovano piccole aziende di allevamento ovino. Il paesaggio è straordinariamente curato. Presenta i caratteri dell'alternanza tra superfici boscate, pascoli, campi coltivati. Le attività di autoproduzione sono diffuse (piccoli frutteti, piccoli uliveti. La chiara vocazione del territorio è per il turismo rurale, per l'agriturismo. Pale e centrali a biogas non vanno in questa direzione, rappresentano una sottrazione di valore.
A Boscotrecase, contrada rurale sparsa del comune di Picerno, gli abitanti hanno potuto già constatare a loro spese cosa significhi la realtà delle biomasse. Si tratta di imporre l'interesse privato di chi specula sugli incentivi elettrici a degli abitanti, a delle comunità, a dei cittadini che diventano sudditi. Le biomasse in forza di norme che offendono i principi dle diritto e della compiacenza degli apparati politico-amministrativi e burocratici impongono vere e proprie servitù alle malcapitate comunità dove sono impiantate. A Boscotrecase da oltre un anno l'unica strada che serve la contrada è diventata una strada di cantiere, percorsa dai mezzi pesanti in barba ai divieti (ai mezzi di peso superiore a 5 t). I "non più cittadini" (come si definiscono gli abitanti di Boscotrecase) hanno segnalato al Sindaco ai Vigili urbani la situazione ma hanno ottenuto solo risposte evasive. Le curve sono a raggio stretto e non vi sono banchine. Invece passano pesanti mezzi da cantiere che hanno distrutto la strada in diversi punti. Il comandante dei vigili ha risposto che il divieto c'è ma è privo di ordinanza. Il Sindaco non ha fatto nulla. Silenzio anche sulla frana che il 21 gennaio ha ristretto la carreggiata. E e questo è solo l'inizio del presumibile calvario (odori, traffico, sversamenti) che rappresenta il corollario della presenza ingombrante e indesiderata di una centrale. Va detto che il Comitato locale non ha lasciato sinora nulla di intentato, procedendo con ricorsi al TAR ed esposti. L'attività del Comitato non è stata molto "apprezzata" e sono fioccate querele. Il giorno stesso in cui si è tenuto l'incontro pubblico (sabato 22 marzo) alcuni membri del Comitato sono stati raggiunti da comunicazioni che li invitavano a presentarsi dai Carabinieri il giorno successivo (domenica). Probabilmente da fastidio (non solo ai biogassisti, ma anche alle istituzioni e ai poteri locali) che un gruppo spontaneo di cittadini di ogni estrazione politica, scevro da qualsiasi strumentalizzazione riesca a coagularsi, a farsi sentire, a mettersi in rete con altri comitati in regione e fuori regione. L'idea dalla Basilicata come facile preda, terra di conquista, va a farsi benedire... All'incontro pubblico presso l'auditorium delle scuole medie la solidarietà al comitato locale di un movimento di ecologia sociale fatto di tante componenti tematiche e territoriali, ma vivo e fortemente concorde su obiettivi, metodi, analisi, è stata palpabile. Oltre all'avv. Debora Chiaviello del "Movimento Serre per la vita" (Salerno), aderente al Coordinamento campano rifiuti c'erano relatori venuti da più lontano. C'era Anna Stamigioli, genovese, personaggio storico di un ambientalismo sociale, che coniuga natura e salute e che da tempo è entrato in conflitto con le organizzazioni "storiche" adeguatesi in un ambientalismo istituzionale, da "aggiustamento" tecnologico (su cui si innescano business spesso pericolosi) o da "riparazione simbolica" (le "oasi"). C'era chi scrive a rappresentare il Coordinamento nazionale Terre Nostre dei comitati no biogas e biomasse. Tutti uniti dall'idea che se non si punta all'obiettivo del "riciclare tutto, bruciare niente" si continuerà a dare spazio alla speculazione, alla filiera lucrativa del rifiuto che produce energia "rinnovabile" incentivata. Una filiera che presuppone impianti costosi (dove si innesca una prima forma di business) che durano in esercizio decenni, che creano rendite, che addensano gruppi di potere.
Sopra percolazioni dal cantiere della biogas.
In questi meccanismi si inseriscono anche le aziende agricole, quelle grosse ovviamente, quelle accreditate nella rete politico-corporativa locale e sovralocale Vittime o complici? Antonio Curcio, dell'azienda proponente ha sostenuto che il progetto non rispecchia quanto l'azienda intendeva realizzare. Loro sono allevatori e non vogliono speculare coltivando biomasse dedicate. Peccato che il progetto, autorizzato nel 2011, è stato oggetto di successive varianti i cui il contributo dell'insilato di sorgo e di triticale continuava a crescere. Da 18 ha di solo triticale a 60 ha di doppio raccolto con le rese che da una variante all'altra salivano da 20 e 30 t per ha rispettivamente a 30 e 45 (rese da pianura padana irrigua!). Il ruolo del refluo zootecnico si riduceva a poca cosa mentre cresceva quello degli scarti di macellazione. Contraddizioni profonde tanto che ci s chiede su che basi il progetto è stato autorizzato. Era tanto coerente che è stato successivamente corretto e ricorretto. Ora lo stesso biogassista proponente dice "siamo stati ingannati dal progettista". Cosa dirà la Regione Basilicata di questo progetto rinnegato dai proponenti? Non sarà il caso di vederci chiaro? Intanto c'è un TAR che deve pronunciarsi e che farà bene a tenere conto di tutto ciò. Ci sarebbe anche da capire la strana coincidenza della presenza nella società che sta realizzando l'impianto di una società di Nola che tra le sue attività contempla il trasporto di rifiuti. Una "scoperta" il cui merito va all'avv. Chiaviello. Curcio è caduto dalle nuvole quando ha preso la parola, però il giovane ha freque.ntato corsi di teatro e tiene corsi di comunicazione per il PD regionale. Una specie di "colpo di teatro" (ma che si è ritorta contro Curcio) c'è stato quando, cercando il nome nello smart phone (o facendo finta di cercarlo) ha profferito quale lasciapassare il nome di Federico Valerio "ambientalista a favore del biogas". Curcio sperava di mettere in difficoltà i presenti ma la risata collettiva che è partita all'unisono dal "tavolo della presidenza" e dalle prime file della platea dove sedevano i rappresentanti dei comitati ha dato non solo la sensazione di una profonda sintonia tra i comitati presenti ma ha disinnescato quello che sembrava un asso della manica. Quando poi Curcio ha riferito che gli "ambientalisti" (addomesticati) del precedente convegno, portati a vedere l'azienda, si erano straconvinti della bontà del progetto della biogas, ormai non c'era più nulla da fare. Meno interessante l'intervento della sindaca che ha ribadito le solite cose dei sindaci Ponzio Pilato: "sono le leggi che sono sbagliate, il sindaco non può farci nulla". Ha anche teorizzato che un'amministrazione deve difendere i cittadini ma non può mettersi contro un'impresa privata. Per fortuna tanti sindaci non la pensano come la sindaca di Picerno e hanno ritenuto che l'interesse speculativo privato non possa ledere i diritti alla salute, alla tranquillità, alla sicurezza, alla proprietà degli altri cittadini. Va osservato che sia la sindaca che il biogassista dopo i loro interventi se ne sono elegantemente andati senza ascoltare le repliche. Tutti densi, partecipati ma anche ricchi di esperienze maturate e sofferte gli interventi dei comitati Coordinamento regionale rifiuti Campania, COMER Caserta, Movimento Serre per la vita, Postiglione per l'ambiente, No inceneritori Salerno, No Triv della Basilicata. E' molto cambiato il mondo da quando Cristo si fermava ad Eboli. A Boscotrecase, contrada rurale di Picerno, di quello che una volta si chiamava "profondo Sud" oggi i termini del conflitto sociale sono quelli avanzati di una nuova ecologia sociale che trae linfa dalla presenza di realtà che ancora oggi - per fortuna - non hanno disperso i valori e i saperi della civiltà rurale. Non è "nonostante" il carattere rurale delle tante Picerno italiane che si sviluppano i movimenti ecosociali ma "grazia" ad esso, grazie alla saldatura tra questa ruralità che non ha interrotte le radice con le esperienze di chi sceglie di tornare a vivere in campagna di chi ha studiato e lavorato altrove (ma che non rinnega più, come in passato la ruralità). Nel momento in cui i territori rurali sono sotto attacco queste risorse (rurali e neo-rurali) diventano preziose , aiutano a comprendere i termini dei processi che minano le risorse fondamentali della salute della terra e dell'uomo, consentono di mettersi in risonanza con realtà distanti che in contesti diversi, in lontane città e campagne (o ex campagne) hanno maturato, attraverso percorsi complessi, le stesse conclusioni. Ne nasce una condivisione , una solidarietà che attraversa ideologie, territori, categorie sociali tradizionali, che fa piazza pulita delle tante divisioni e segmentazioni che hanno per tutta una fase storica costretto all'impotenza decisive componenti sociali, quello che oggi si torna a chiamare senza più vergognarsi "il popolo", la comunità. Se l'attacco ai territori, alle comunità, alle libertà fondamentali (quali quella di non essere sconvolti nella propria vita per il guadagno altrui con pregiudizio alla salute), all'autonomia delle persone e delle comunità al diritto al cibo, all'aria, all'acqua puliti è pesante è anche una grande forza potenziale quella che è possibile mettere in campo per contrastarla
“PROGETTO S.A.C. ALTA MURGIA”
IV edizione della rassegna "Ritagli-atti"
Tra i corti in gara vi era "La Guerra spiegata ai poveri" di Ennio Flaiano, portata in scena dalla Futura Compagnia SenzArte di Montescaglioso, che si è aggiudicata il primo posto tra le cinque compagnie partecipanti alla rassegna.
Il Sindaco della Città di Montescaglioso Giuseppe Silvaggi e gli Assessori comunali Maddalena Ditaranto (Cultura) e Pietro Avena (Associazionismo e Volontariato), a nome della Giunta comunale, hanno espresso il loro plauso e compiacimento per il notevole risultato ottenuto dalla Futura Compagnia SenzArte, capace, come già avvenuto in analoghe occasioni, di distinguersi positivamente nella proposizione di attività teatrali.
Comune di Montescaglioso (MT)
Il Presidente Marcello Pittella ha messo la parola fine ad un'annosa questione
Il Presidente della Giunta Regionale Marcello Pittella, con l'annuncio del trasferimento della sede dell'A.P.T. da Potenza a Matera, ha messo la parola fine ad un'annosa questione che ha visto protagonista anche la Confesercenti di Matera e che finalmente va nella direzione logica delle cose". E' quanto afferma il Presidente Francesco Lisurici all'indomani della gradita notizia già preannunciata nei giorni scorsi dal consigliere regionale Achille Spada. "Il successo delle cose - conclude Lisurici - sta nel confronto fra le parti, in questo caso mondo imprenditoriale e sistema politico, che non deve affatto rimanere vano ma che invece deve produrre effetti dopo le ovvie riflessioni e verifiche circa le opportunità di crescita economica, le cui ricadute, in questo caso ne siamo certi, produrranno effetti positivi su tutto il territorio regionale."
MateraSi muove .Su annuncio Presidente Pittella per il trasferimento dell’ APT a Matera.
Ma se il buongiorno si vede dal mattino….
Tortorelli(Cciaa): bene annuncio sede dell’Apt a Matera
L’addetto stampa
Francesco Martina
LE UOVA DI PASQUA AIL TORNANO IN PIAZZA
Si ringraziano tutti coloro che con la loro generosità vorranno aiutarci ad essere sempre più utili ai malati ematologici e in particolare a quelli di Matera e provincia.
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