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giovedì 23 giugno 2011

GIANNI ROSA: por val d'agri - investimenti a passo di lumaca



Abbiamo letto nei giorni scorsi le dichiarazioni entusiastiche del Presidente De Filippo sullo stato di attuazione del programma speciale del Senisese dove sono in essere impegni di spesa per oltre 25 milioni di euro. Tanto perché si è già avviato oltre il 90% delle previsioni del piano. Ma tra l’impegno di spesa e l’effettivo avvio dei lavori e la loro realizzazione vi è una sostanziale differenza che nella pratica poi diventa una vera discriminate dell’operato delle istituzioni e dell’utilizzo delle risorse. Tanto premesso ci aspettiamo ora la relazione e relativa dichiarazione del Governatore riguardo allo stato di attuazione del POR Val D’Agri, zona che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Regione Basilicata, considerando quanto i territori in questione danno in termini di risorse alle multinazionali, alla stessa Regione ed allo Stato italiano, avendo in cambio scarsi risultati in termini di sviluppo e qualità della vita. Dalla risposta ad un’interrogazione del 23 marzo, con la quale si chiedeva lo stato di attuazione alla data del 31/12/2010 del Piano Operativo Val D’agri-Melandro-Sauro-Camastra, è stato estrapolato il dato relativo al finanziamento destinato alla creazione ed al miglioramento delle infrastrutture. Le risorse sono tante, i progetti innumerevoli, i risultati scarsi se non quasi nulli, anche se parliamo di opere percepite da cittadini come essenziali. Rimarchiamo che per il Por siamo già nella seconda fase, le risorse assegnati nella prima fase avviata dal 2006 ammontano ad € 73.631.000, impegnati al 31/12/2010 € 72,9 milioni, ma effettivamente spesi al 31/12/2010 sono 37,6 milioni di euro; ossia poco più della metà dopo quattro anni. Invece per la seconda fase a fronte di assegnazione di € 26.719.000 alla data del 31/12/2010 risultano impegnati 26,5 milioni di euro ma con una spesa effettiva di circa 1,55 milioni corrispondenti al 5,8%. Quindi sui 100 milioni programmati sono stati spesi effettivamente solo € 39.106.823, di cui 8,5 milioni di euro nel 2010. Eppure quanti dei 30 sindaci dell’area si lamentano quotidianamente dei tagli nazionali agli Enti locali, immagino tutti, ma cosa pensano di queste ingenti risorse “cadute dal sottosuolo” che rimangono inutilizzate per le vischiosità e l’inerzia delle loro amministrazioni. Se da una parte annotiamo la scarsa capacità degli enti locali o meglio dei loro amministratori a investire questo eldorado pubblico per migliorare gli standard delle loro comunità, dall’altra assistiamo anche al silenzio-assenso della Regione Basilicata e della sua guida Politica.
Mi chiedo a cosa servono i vari organi di controllo, i comitati di coordinamento e monitoraggio? Mi sovviene il dubbio che giochino a “Risiko” con variante elettoralistica e di filiera partitica e null’altro. Forse l’ottimismo che De Filippo promuoveva dopo il rapporto Bankitalia si riferisce a questi milioni di euro che prima o poi saranno utilizzati, con i ritardi che incidono direttamente sull’economia reale (lavoro e occupazione) ma anche sull’utilità di opere che realizzate dopo tanti anni dalla loro progettazione perdono ovviamente la loro funzionalità. Questo è solo l’ennesimo esempio di una sciatteria amministrativa di una classe dirigente ormai arroccata nel difendere posizioni partitiche e destini personali, senza applicarsi a risolvere le criticità delle loro comunità, pronti solo a profondere impegno da capi bastoni elettorali in favore dei big regionali e nazionali del centrosinistra.

Potenza 22/06/2011

Gianni Rosa

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