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sabato 25 ottobre 2014

PISTICCI: Lodevole Iniziativa del Centro Sociale Anziani. RICORDATA LA FIGURA DI NICOLA CATALDO

La nobile figura di politico, amministratore, giurista e intellettuale dell’on. Nicola Cataldo è sempre viva nel ricordo della comunità pisticcese. Il Centro Sociale Anziani, organismo cui era molto legato, lo ha ricordato nel corso di un pubblico incontro nel palazzo comunale, presenti familiari, colleghi ed estimatori. Non una commemorazione ma incontro tra amici nella ricorrenza dei suoi 86 anni, senza enfasi e retorica. A ricordare i tratti più significativi della personalità di Nicola Cataldo, Giuseppe Coniglio; Domenico Giannace, che ne ha condiviso ideali e battaglie politiche, e Nicola Dolce e Michele Sisto, che, seppure di ideologie diverse, ne hanno sempre ammirato la lealtà e lo stile. Unanime il coro delle voci: il segno distintivo dell’on. Cataldo era costituito dalla straordinaria versatilità dell’ingegno, profondità della preparazione, sensibilità intuitiva, cultura umanistica e politica. Una vita intera vissuta tra politica e avvocatura, sempre a difesa e garanzia delle classi più svantaggiate e dell’identità del proprio paese. Profondamente legato alla sua professione, fino agli ultimi giorni, dimostrando coraggio e forza d’animo, aveva lavorato su importanti processi, trasformando in studio l’abitazione di rione Croci, da dove partirono i primi fermenti per la salvaguardia dei principi della libertà e democrazia. Nato a Pisticci il 22 ottobre 1928, ha conseguito la maturità classica al Flacco di Potenza e la laurea in Giurisprudenza a Bari nel 1952 discutendo una brillante tesi in Diritto Penale, cattedra di cui era titolare Aldo Moro. Iscritto nel PCI dal 1946, due anni dopo fu arrestato per estorsione di contratto di lavoro. Dopo cinque mesi il giudice derubricò il reato di estorsione, per il quale il codice fascista ancora vigente prevedeva il mandato di cattura e il divieto di libertà provvisoria, in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e concesse la libertà provvisoria. Nel 1951 fu nuovamente arrestato con Nino Sinisi e Domenico Giannace con l’accusa di aver tentato di rompere i rapporti internazionali tra Italia e America solo per aver tenuto comizi contro le visite dei generali americani in Italia capeggiati da Eisenower. E’ stato sindaco di Pisticci dal 1952 al 1956 e dal 1960 al 1963 quando si dimise perché eletto deputato. Da parlamentare, è stato Segretario della XII Commissione Industria e commercio, componente di varie commissioni speciali, dando un notevole apporto alla delega per la formazione del nuovo codice di procedura penale. Istruì il cosiddetto “Processo ai Petrolieri” collaborando alla redazione del libro “I Ministri del Petrolio” con Ugo Spagnoli e Carlo Galante Garrone. Rieletto sindaco dal 1975 al 1980 e dal 1993 al 1995 ha intrapreso molte iniziative per l’Ospedale di Tinchi, opere di civiltà nelle campagne, viabilità. Come Cassazionista ha ottenuto l’annullamento di importanti processi e di sentenze. Sul piano giuridico-politico rilevanti sono le osservazioni sul decreto legge 314/03 sulla individuazione del sito unico per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari di Scanzano, indicato come difensore del Comune dall’assemblea degli avvocati del Foro di Matera su proposta del Consiglio dell’Ordine. Risultato ampiamente positivo come da lettera pubblicata del Commissario della Comunità Europea Taylor. Nel 2006 gli è stata conferita la Toga d’Oro per aver onorato durante un cinquantennio, la professione. L’avv. Amedeo Cataldo si è poi soffermato sulle sue doti di maestro di dialettica ed eloquenza, aggiungendo che è stato il difensore della povera gente. Tutti hanno dato atto a Nicola Cataldo di aver saputo esprimere, oltre alla elevatezza dei valori, la totale dedizione alla professione che ha svolto sempre con impegno assoluto, difendendone i valori di autonomia, libertà e prestigio. Con la scomparsa di Cataldo, Pisticci ha perso un pezzo significativo della sua storia. Un sindaco e gentiluomo di razza che ha lasciato in tutti un vuoto incolmabile. Pisticci vuole che la luce di questa grande figura non sia spenta né si attenui, intitolandogli una via o una istituzione.
G. C.
 

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