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mercoledì 29 maggio 2013

Radice: Si è posta la parola fine ad un governo regionale insipido.

Alla fine De Filippo si è arreso. Lo ha fatto nella maniera più furbesca ed ipocrita possibile. Ha approfittato di una vicenda giudiziaria che ha colpito quasi tutti i consiglieri regionali per rassegnare le proprie dimissioni ed interrompere così la legislatura, pensando, primo, di essere immune dall'inchiesta e secondo tentando di sfuggire alle proprie e grandi responsabilità politico istituzionale. Il filosofo presidente ha capito da tempo di essere al capolinea, ma doveva pur trovare un modo per uscirne. E quale modo migliore per rovesciare il tavolo se non colpevolizzare oltre misura i consiglieri regionali ed addebitare loro la responsabilità di una regione piantata, incapace di produrre alcunché. Quale modo migliore se non colpevolizzare i partiti incapaci di governare ormai i rapporti istituzioni-cittadini.Ma l'irritazione dei consiglieri, quelli più autonomi, è stata evidente in uno degli ultimi consigli regionali, dove il filosofo presidente per spiegare il proprio gesto si è affidato ad una raffinatissima oratoria e si è rifugiato dietro il nulla. Non un solo cenno alle cose fatte, agli obiettivi raggiunti, non una sola ammissione sulle cose non fatte nei tanti anni di governo, semplicemente perché il bilancio è talmente negativo, che non poteva essere evidenziato e palesato proprio da chi per oltre 18 anni ha amministrato questa regione. Meglio scaricare su tutti gli altri. Meglio dunque approfittare di una situazione politica regionale che poteva, e lo può ancora, intrecciarsi con quella nazionale per le proprie vicende e fortune politiche. E a tal proposito poco servono le smentite di questi giorni se d'altra parte si svolgono con frenetico attivismo numerose chiamate alle armi dei propri fedelissimi. Ancora una volta si mettono in campo prove di forza che ripercorrono vecchi e logori schemi, ma che, riteniamo, non produrranno gli effetti sperati. Come non servirà più il giochino di avanzare innanzi tempo nomi di possibili presidenti per la semplice ragione che anche questa regione è profondamente mutata e maturata. Non è più percorribile l'accettazione di un qualsiasi presidente per soddisfare sempre ed unicamente gli equilibri interni ai partiti o alle coalizioni, che oramai hanno manifestato ripetutamente la loro precarietà, inconsistenza ed incapacità a reggere politicamente le sorti istituzionali della regione in primis e di tante amministrazioni locali in secondo luogo. Oggi bisogna imboccare strade diverse per soddisfare due condizioni fondamentali ed essenziali per essere convincenti nei confronti di un elettorato sempre più disamorato della politica e dei politici. La prima è quella di promuovere e sostenere un programma di cose condivisibili e realisticamente fattibili, potendo su di esso aggregare personalità in un mix di esperienza e di novità significative e assolute. La seconda è proprio il reclutamento di queste personalità dove sicuramente devono prevalere capacità individuali, professionalità e specchiata moralità. Su queste due questioni nei prossimi giorni avanzeremo proposte concrete su cui avviare una discussione pubblica e di conseguenza una sorta di Offerta Pubblica Politica per le prossime regionali.

Aldo Michele RADICE

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