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martedì 28 luglio 2015

A CAMPOMAGGIORE CALA IL SIPARIO SU TERZO FESTIVAL CITTA’ DELL’UTOPIA ASSEGNATO ALLA COMPAGNIA “HDUETEATRO” DI POTENZA.

E’ calato il sipario sulla terza edizione del Festival Amatoriale Teatrale Premio Città dell’Utopia svoltosi a Campomaggiore per iniziativa dell’associazione culturale “Teodoro Rendina”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e della Regione Basilicata. Un successo di pubblico, che ha animato la suggestiva Piazza Wojtyla, ma anche per la qualità delle rappresentazioni delle compagnie partecipanti (“HDUETEATRO” di Potenza, “IL SIPARIO” di Pignola” e “ELEMENTI DINAMICI” di Tricarico, dei tanti attori protagonisti che hanno riscosso applausi ed apprezzamenti.

Al termine delle tre serate, la giuria presieduta da Dino Bavusi (in arte zi gerard’, la moglie Melina Caggiano, zi Carmela, pionieri del teatro dialettale lucano), dal maestro e compositore Francesco Donato Fogliano, da Alessandra Vinciguerra consigliere comunale di San Chirico Nuovo e dal giornalista e componente del CORECOM di Basilicata Gianluigi Laguardia hanno assegnato i premi messi in palio.
Ad aggiudicarsi la terza edizione del Festival la compagnia HDUETEATRO di Potenza, che si è aggiudicata anche il premio della critica.

I giovanissimi attori potentini, hanno messo in scena lo spettacolo sul primo conflitto mondiale “Tutto cominciò quando Gavrilo Princip sparò ”, ricordando quel 28 giugno 1914 quando Princip, un rivoluzionario serbo nell'attentato di Sarajevo assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, erede al trono dell’Impero austro-ungarico, insieme a sua moglie, la Duchessa Sofia. I protagonisti, hanno evidenziato la dicotomia della natura umana: sanguinaria, belligerante e giustiziera, da un parte; innocente, passionale ed idealista, dall’altra. La scena si alternava tra le grida spensierate dei bambini che, giocando tra le rovine, ricordavano i loro padri “eroi”, che furono costretti ad arruolarsi, e le urla disumane della “gente comune” che è stata mandata al massacro senza “né arte né parte”, suscitando emozioni contrastanti tra i presenti. Il pubblico e la giuria sono stati catturati dall’avvicendarsi di personaggi, rappresentanti le nazioni che presero parte al conflitto mondiale, sottolineando l’indecisione dell’Italia con il bizzarro “gioco della margherita”, a dimostrazione di un carattere tutto all’italiana, che, a quanto pare, abbiamo ereditato in tutta la sua fellonia. 
La fine della guerra lascia i segni indelebili di una carneficina ingiusta ed ingiustificata, con un messaggio di speranza dei sopravvissuti, che i ragazzi hanno colto e racchiuso in una frase evocativa: “si ode il silenzio dell’erba che è tornata a crescere tra le macerie”. Anche se l’epilogo finale ha lasciato il pubblico con una profonda riflessione: “E se Gravilo Princip non avesse sparato?”. Gli altri premi, invece, sono stati assegnati quale “attrice protagonista” alla potentina Marta Carchio, mentre quale “attore protagonista” Paolo Rosa entrambi della compagnia “Il Sipario” di Pignola che ha divertito il pubblico con la commedia “I sogn a vot”, tra vivaci scambi di battute e cambi di scena repentini, in cui i protagonisti hanno dato vita ad un momento di alta comicità, tessendo, pedissequamente, una trama intrecciata ed ispirata alla tradizione meridionale, fatta di antiche credenze e superstizioni, tra le continue risate e gli applausi del numeroso pubblico presente. Nella serata conclusiva, infine, il Festival si è concluso con l’avvincente commedia “Tu si scem”, della compagnia tricaricese “Elementi Dinamici”, riportando il pubblico alla “contemporaneità”. La giuria, ha inteso premiare quale attore “non protagonista”, Ezio Caravelli, mentre l’altro premio di “attrice non protagonista”, è stato assegnato a Maria Imperia Angerame, che ha avuto il “neo” di evidenziarsi con gli altri talentuosi attori che si sono destreggiati abilmente sul palco, animando una trama progressivamente complicata, fatta di colpi di scena e pregna di moralità e buon senso”. Nel corso della cerimonia di premiazione, la presidente dell’Associazione, Raffaella Rubino ha rivolto un sentito ringraziamento alle Compagnie partecipanti, al numeroso pubblico presente ed ai componenti della giuria che hanno contribuito al successo della manifestazione. Anche il giornalista Gianluigi Laguardia nell’esprimere compiacimento per l’iniziativa ha rivolto l’invito alle Associazioni culturali, ai giovani, all’Amministrazione Comunale di Campomaggiore e agli altri comuni “di continuare a sostenere e promuovere eventi culturali per contribuire al rilancio della qualità della vita dei nostri piccoli comuni, pretendendo maggiori risorse dalla Regione Basilicata che deve evitare lo sperpero di denaro pubblico, per quei “grandi Eventi” o contenitori fittizi “Lucania Film Commision” che non producono nulla e che hanno finito solo per illudere le tante aspettative dei Lucani e di tutti coloro che vogliono venire a visitare ed ammirare i nostri invidiati territori, spettacoli e teatri naturali. Bisogna puntare a valorizzare – ha auspicato Laguardia – solo i tanti attori e protagonisti Lucani e non quelle maschere esterne che fanno solo comparsa e utopia nel rilancio della Basilicata.” Anche Alessandra Vinciguerra, invece, nel corso del suo intervento ha voluto sottolineare come “tali eventi, organizzati con l’entusiasmo delle donne e delle associazioni, insieme alle rappresentazioni teatrali, musicali, pittoriche, poetiche, cinematografiche, presentazioni di libri, possono contribuire a rilanciare la qualità della vita dei piccoli comuni, valorizzando quelle intelligenze e le tante risorse umane e professionali vivaci e protagoniste nella nostra regione.”  Il presidente della giuria Dino Bavusi, nel ringraziare le ragazze dell’Associazione culturale “Teodoro Rendina” e tutti i protagonisti delle compagnie partecipanti – ha ricordato le perenni difficoltà nel fare teatro e cultura in Basilicata. Bisogna dotare i nostri comuni di teatri e spazi di aggregazione sociale - ha detto - per contribuire a preparare “nuove comparse” che possono contribuire al rilancio sociale e culturale della Basilicata. E’ stato sempre un mio sogno poter realizzare una scuola di teatro e recitazione in Basilicata, ma le Istituzioni – ha concluso - sono state sempre sorde e distratte da altri teatrini”.

Associazione Culturale
“Teodoro Rendina” di Campomaggiore

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