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mercoledì 28 gennaio 2015

IL DOMANI DEL CENTRODESTRA E L'OCCASIONE CHIAMATA POLICORO.

Alla luce dei diversi comunicati e comportamenti dei Consiglieri di Forza Italia, continua dentro di noi il dispiacere di veder scendere verso gradini sempre più bassi i comportamenti di alcuni componenti del centrodestra. L'impoverimento del dialogo e la ferma volontà di non dar corso ad un processo di cambiamento che ridisegni un nuovo concetto di attivismo politico, che guardi al futuro e che comprenda come un momento così delicato della politica italiana sia da affrontare con parole nuove, strumenti nuovi e che non può più permettersi di chiudersi in se stessi. Riflettiamo e poi comprendiamo come ci sia un filo conduttore strutturale che sta rifilando Forza Italia ed il centrodestra in un oblio che sarà tabula rasa al momento dell'uscita di scena del Cavaliere. Del resto l'unico modo in cui sta sopravvivendo questa compagine politica è il risultato prima di tutto nel fascino mediatico di Berlusconi che si può permettere di dire le stesse identiche cose del 1994 e comunque resistere e poi restano in vita grazie all'astensionismo che con le liste bloccate sono garanzia della poltrona. E così a cascata la struttura estremamente verticistica ha l'interesse di ammazzare dialoghi, riflessioni e cambiamenti. Non abbiamo contenuti tranne le ricette di 20 anni fa ma che in 15 anni di potere sono state appannate dalle vicende del leader ritrovandoci un paese non meritocratico, viziato, non liberale, asfissiato e reso nevrotico dal controllo della spesa pubblica, dagli scandali e con una generazione costretta a vendersi non il proprio talento ma la propria disponibilità ad un mondo che invece diventa sempre più flessibile e chiede professionalità. Nella nostra Regione lo scenario di questi ultimi 15 anni non è stato diverso, la totale mancanza di credibilità come alternativa al centrosinistra è il risultato di chi non lo ha voluto mai esserlo perchè bastava così. Solo in una struttura verticistica si può rimanere al comando nonostante ad ogni appuntamento elettorale la discesa di consensi segna una disfatta lunga e continua. Nessun congresso, nessuna elezione, solo nomine e equilibri di richieste personali. Ed arriviamo a noi, perchè in un quadro regionale del centrodestra tanto desolante quanto demotivante, l'esperienza di Policoro e la bellissima vittoria del 2012 sarebbe stata vista da qualsiasi politico minimamente lungimirante, un laboratorio dal quale provare a ridisegnare una nuova proposta, il coraggio di affrontare le questioni con un metodo nuovo, di essere liberi e con un programma elettorale serio che abbiamo da subito seguito. Rimanere a distanza, aspettare qualche sbaglio, ridurre la politica a ricerca di cavilli, alimentare la voce degli accomodanti blogger disfattisti, chiedere per ottenere, queste sono le armi a loro disposizione mentre il Mondo cambia e chiede altro a chi oggi fa politica. Invece no, così come Fini, Alfano e forse domani anche il buon Fitto a livello nazionale, anche noi siamo stati visti come un pericolo per le loro posizioni. Si rimane in pochi così e se alle ultime elezioni provinciali di Matera le liste civiche di centrodestra (fronte comune) hanno avuto un peso almeno uguale a quello di Forza Italia, allora forse il nostro non è soltanto un punto di vista, ma anzi è una sensazione molto diffusa anche nelle altre amministrazioni. Questo dovrebbe far riflettere, se non a loro che preferiscono continuare a girarsi dall'altra parte uscendo dalle ultime amministrazioni lucane dove erano presenti per via di pretese personali, a noi e chi come noi non si riconosce nell'atteggiamento degli uomini in quel che rimane di un Partito capace di far allontanare chi vorrebbe fare una politica nuova in cambio di fedeli alle disciplina dei vecchi schemi. Noi abbiamo l'obbligo di parlarne, di fare discussione, di progettare o almeno immaginare scenari diversi. E' questo il tempo che ci attende già da un pò, e quella che sarà il futuro non è un percorso facile, gli scenari nazionali sembrano guidati dal caos. Noi però la luce davanti la dobbiamo tenere accesa, è nella nostra piena responsabilità del ruolo che molti di noi ricoprono. Non è la paura di rimanere senza "simboli" quello che ci spaventa, semmai è il futuro del "simbolo" che vediamo con preoccupazione. Gli uomini fanno la politica e per chi la vuole fare in libertà e quindi nell'interesse dei propri cittadini, non ha paura neanche dei propri errori se è sicuro dei suoi obiettivi. Abbiamo il dovere di alzare la voce, di richiamare la coscienza di chi è disgustato dai risultati della politica vecchio stile. Noi siamo di estrazione di centrodestra e crediamo di essere interpreti di una nuova idea di centrodestra se vogliamo continuare a chiamarla così. Dobbiamo parlare a quella maggioranza che non va più a votare, a loro dev'essere indirizzata la nuova politica, a ridargli speranza, a renderli attivi coinvolgendoli. Noi dobbiamo essere chiari, trasparenti e sopratutto responsabili, dobbiamo capire le opportunità del futuro, dobbiamo, come sempre ci capita di dire, interpretare questo momento storico. Nella nostra quotidianità amministrativa, siamo convinti che questo percorso lo stiamo seguendo alla lettere e piano piano i risultati stanno arrivando. Possono provare a dimostrare il contrario, almeno sarebbero chiare le motivazioni politiche. Noi siamo qui, con chiunque abbia il coraggio di guardare al domani.

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