L’incontro è stato molto cordiale e
il Capo dello Stato ha ascoltato con attenzione le nostre istanze.
Siamo ancora amareggiati per la bocciatura dei quesiti referendari,
firmati da oltre 1.200.000 cittadini e perciò riteniamo, questo gli
abbiamo detto, che un movimento popolare così ampio non possa
rimanere inascoltato.Lo spirito referendario va rispettato e la
riforma della legge elettorale deve partire dalle basi di quella
richiesta. Il nuovo sistema deve consentire ai cittadini di esprimere
i propri parlamentari, è necessario perciò superare il porcellum,
rispettare il bipolarismo e prevedere, prima delle elezioni e non
dopo, programma, alleanze di governo e candidato premier. Inoltre la
nuova legge elettorale deve garantire governabilità e
rappresentatività.L’Idv sarà in prima fila per offrire il proprio
contributo, se, invece, come ha detto Di Pietro, ci sarà il
tentativo di passare da un porcellum a un porcellinum, ci opporremo
in maniera durissima.Durante l’incontro con Napolitano, inoltre,
abbiamo parlato anche delle altre riforme istituzionali. Secondo noi
è necessaria una drastica riduzione del numero dei parlamentari e il
superamento del bicameralismo perfetto che era assai utile in
un’altra epoca storica, ma che oggi è decisamente anacronistico.
Questa mattina sono stato dal Presidente della Repubblica Napolitano
nell’ambito degli incontri che il Capo dello Stato sta tenendo con
tutti i partiti per comprendere se c’e’ la comune volontà
politica di dare avvio alle riforme isti-costituzionali, a partire
dalle riforma della legge elettorale. Una prassi consolidata dalla
nascita della nostra Repubblica prevede che non si riferiscano i
pensieri espressi dal Presidente in incontri ufficiali e io, da uomo
rispettoso delle istituzioni, intendo attenermi a questa prassi.
Posso pero’ riferirvi quello che la delegazione dell’Italia dei
Valori, composta oltre che da me anche dal capogruppo alla Camera
Donadi e dal portavoce nazionale del partito Orlando, ha detto
durante l’incontro al Quirinale. Insomma, il Parlamento, se ci
sarà la volontà politica anche degli altri gruppi, potrrebbe dar
corso ad una riforma che, se andasse in porto, sarebbe epocale.
Perdonatemi, ma mantengo un po’ di scetticismo, non solo sul
fatto che questa possa essere varata (alla fine naturale della
legislatura manca poco più di un anno) ma anche che possa essere
fatta bene. Io e il mio partito contribuiremo a scrivere questa
riforma, ma saremo anche sentinelle della democrazia. Mi fido poco di
chi fino a qualche settimana fa appoggiava Berlusconi e votava la
parentela tra Ruby e l’ex presidente egiziano Mubarak.
